Sessualità/omosessualità: “Restituito perché omosessuale”

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Questa è la storia di un ragazzino dato in affidamento raccontata qualche anno fa. E’ bene non cancellare certi fatti dalla memoria. Ci teniamo ad evidenziare la difficoltà di un adolescente a manifestare la sua omosessualità (nessuno ha indagato se si tratta di reale omosessualità o di fuga da rapporti con l’altro sesso per motivi più profondi e dolorosi?) e l’inadeguatezza della coppia ad affrontare una situazione anomala (ma le coppie adottive affidatarie non dovrebbero essere preparate a gestire situazioni fuori dall’ordinario, se capitano?).

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di Marida Lombardo Pijola, giornalista

ROMA – Solo e discriminato dagli amici e dai genitori. Questa è la triste storia di un ragazzo di 14 anni raccontata nel blog di Marida Lombardo Pijola su “Il Messaggero”. Il ragazzo è stato oggetto di bullismo e di discriminazione da parte dei suoi coetanei perché omosessuale, ma quello che è ancora più grave è che lo stesso è stato fatto dai genitori. Luca è stato abbandonato due volte: dai genitori naturali a cui è stato sottratto in tenera età e dai genitori affidatari. Gli stessi genitori che lo hanno voluto con tanta forza e tanto desiderio ma che una volta scoperta la sua omosessualità gli hanno voltato le spalle. Lo hanno portato nella casa famiglia da dove lo avevano preso: «Ci crea troppi problemi, non riusciamo a gestirlo, a scuola i compagni non lo accettano, tutti ci dicono ma chi ve lo fa fare?». Così Luca si è trovato solo per l’ennesima volta, senza amici che non accettano la sua natura sessuale, senza genitori biologici a cui è stato allontanato da bambino e senza la famiglia che aveva sognato, perché è un ragazzo “troppo problematico”.

(…) Luca ha vissuto così sin da piccolissimo, quando è stato sottratto ai suoi genitori biologici, al clou di una di quelle storie disgraziate che possono trasformare la vita di un bambino nel buco nero di una quotidiana dannazione. Nel tempo successivo, Lucia e Nicola (nomi inventati pure questi), due brave persone sui quaranta, hanno voluto con ostinazione che Luca diventasse figlio loro. Hanno deciso che doveva assolutamente essere lui, così dolce timido carino, a colmare quel loro grande vuoto per non aver potuto avere figli naturali. Lucia e Nicola, purtroppo, hanno saputo dissimulare bene il loro non aver compreso affatto come dovrebbe funzionare esattamente in modo capovolto, in questi casi: erano loro, a dover colmare i vuoti di Luca, non l’opposto. Eppure, a chi doveva giudicare, sono sembrati adatti a diventare i suoi nuovi genitori. Capita a tutti, talvolta, di sbagliare
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(…) Lucia e Nicola lo hanno riportato in casa famiglia tempo dopo, e lo hanno restituito al mittente, come si fa con una merce difettata. “Ci crea troppi problemi, non riusciamo a gestirlo, a scuola i compagni non lo accettano, tutti ci dicono ma chi ve lo fa fare?”. Già, chi glielo fa fare, a un genitore, di fare il genitore? Che te ne fai, di un figlio che funziona male, di un figlio inceppato, complicato? Di un figlio che ti fa far brutta figura? Di un figlio che poi, alla fine, magari è persino omosessuale?

(…) E adesso io sogno, caro Luca, che nella solitudine della tua non-casa non-famiglia qualcuno ti aiuti a governare il tuo incommensurabile dolore. Sogno cose talmente semplici e banali, caro Luca, che quasi mi vergogno a dire “sogno”. Sogno nient’altro che diritti, nient’altro che amore. Sogno dei genitori capaci di accoglierti, di amarti, di proteggerti, di aiutarti a crescere, a riconoscere e accettare ogni singola e comunque splendida sfumatura della tua personalità. Sogno due genitori che siano genitori, tutto qui. E sogno che l’omofobia un bel giorno smetta di cadere come una mannaia sulla serenità delle persone, e che nulla del genere possa accadere più a nessun bambino, a nessun giovane, a nessun adulto, mai. (…)

(fonte Messaggero.it – 17 Marzo 2014)

Sessualità/omosessualità. Papà Carlo: “L’amore non ha niente a che fare con la perversione”

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“Figura femminile” di Ciro D’Alessio

Questa è uno stralcio di lettera scritta da un padre. Parla del concetto di amore nei rapporti etero e omo. Lui l’ha capito attraverso la storia di sua figlia lesbica. Non tutti i genitori sono capaci di far emergere il lato sensibile di fronte alla dichiarazione esplicita del proprio figlio di essere omosessuale. Così, ancora una volta, i figli si trovano soli a gestire qualcosa ancora lontano dall’essere accettato dalla nostra società. Non sappiamo dare delle risposte. Crediamo che uno sforzo vada fatto nel capire perché sta accadendo ad uno dei nostri figli, con storie non del tutto chiare alle spalle. Mettiamoci, per lo meno, in ascolto.

(…) “Non ho mai scritto a giornali o associazioni o raccontato ad altri, se non agli amici, questi brevi e, mi auguro, non così eccezionali fatti, lo faccio oggi con lei perché mi è piaciuto molto, oltre alla posizione che condivido pienamente sull’importanza personale e sociale del coming-out, vedere finalmente puntualizzare un fatto di cui non si parla spesso, il contrasto cioè all’idea comune che lega troppo fortemente l’omosessualità al sesso.

Chi non sa, nel senso che non ha vissuto in prima persona, ha spesso in mente una tale raffigurazione che è incrostata da anni nella nostra cultura: quando sente parlare di omosessualità pensa in modo immediato a due corpi su un letto, come se sempre ci fosse il sottinteso di un altro termine antico nella nostra cultura: perversione.

Io che nel mio piccolo invece ho visto, so che si tratta di amore. Dai primi innamoramenti a quelli più maturi sono semplicemente legami d’amore che certamente, come dice anche lei contengono anche e per fortuna la sessualità ma che corrispondono in tutto allo stesso senso che il pensare comune attribuisce ai rapporti affettivi eterosessuali.

Mi piacerebbe che anche gli altri lo sapessero e che coloro che lo sanno lo dicessero più spesso e mi piacerebbe anche che in un mondo ideale persino il termine omosessualità venisse sostituito quando se ne parla con altri termini che contengano al posto della radice della parola sesso quella della parola amore.”

(fonte: huffingtonpost.it 01/2013)

Sessualità/omosessualità. Col senno di poi …

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“Per quanto riguarda le vittime sappiamo che le bambine risultato essere abusate in maggior misura rispetto ai maschi anche se occorre evidenziare che per questi ultimi si somma, oltre che la violenza subita attraverso l’abuso sessuale, anche quella derivante dalla stigmatizzazione per l’omosessualità.” – Monica Rizzi, psicoterapeuta infantile.

Sessualità/gravidanze precoci. L’esperto: “Parlare di sesso con il linguaggio dei ragazzi”

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Se vogliamo parlare con i ragazzi dobbiamo avvicinare il nostro linguaggio al loro. Invece il più delle volte i genitori vogliono evitare la fatica e scappano dal loro ruolo di adulti guida. Questa è l’opinione di Anna Oliverio Ferraris pubblicata su Repubblica.it qualche tempo fa.

Sebbene il rapporto UNFPA ci abbia informato che in Italia le gravidanze precoci siano ben inferiori agli standard di Usa e UK, il fenomeno esiste anche da noi e va limitato. L’intervista sottolinea ancora una volta quanto sia importante la relazione tra genitori e figli.

“Quello che manca è un’educazione sia sessuale che sentimentale”

Parla Anna Oliverio Ferraris, docente di psicologia evolutiva all’Università La Sapienza di Roma. “I genitori non hanno il linguaggio giusto per parlare di sesso e lo fanno sempre meno, e sempre meno mettono dei filtri che invece andrebbero imposti”

“Per molti adolescenti il rapporto sessuale è una sorta di rito di passaggio all’età adulta, viene vissuto come un raggiungimento di qualcosa, una ricerca di identità, ed è pericoloso perché il gruppo conta molto in questo tipo di scelta. Se l’ha fatto lei ed è andato tutto bene, allora posso farlo anche io. E’ questo il messaggio che arriva. E invece a volte per la troppa leggerezza può arrivare anche una gravidanza, a 15 anni”. A parlare è Anna Oliverio Ferraris, psicologa dell’età evolutiva e docente all’Università La Sapienza di Roma.

Perché in Italia ci sono tante baby mamme?

“Il problema è che il sesso arriva da tutte le parti, dai media, dalla televisione, da Internet soprattutto, con i siti porno che hanno dell’irreale, dove la sessualità è vissuta solo come strumento di piacere. Quindi i giovani vivono in una maggiore disinibizione rispetto a una volta e, d’altra parte, manca un’educazione sessuale e sentimentale adeguata. Io credo che si dovrebbe cominciare dalle scuole medie, molti paesi europei propongono l’educazione sessuale già nelle scuole secondarie e sarebbe importante avviare questa buona pratica anche in Italia perché ci sono gravi carenze soprattutto nelle famiglie. I genitori non hanno il linguaggio giusto per parlare di sesso e lo fanno sempre meno, e sempre meno mettono dei filtri che invece andrebbero imposti. Andrebbero messi dei filtri a Internet appunto e anche agli orari delle uscite serali. L’adolescenza è un passaggio, è un’età critica e i giovani sono molto esposti. Se non c’è chi li frena con amore, queste gravidanze e altre situazioni a rischio sono sempre più probabili. I genitori insomma devono tornare a fare i genitori e fare attenzione al contesto che c’è attorno al ragazzo”.

Due minori a rischio, la mamma e il neonato. Ma chi avrà più problemi?

“E’ una domanda difficile, forse rischia di più la mamma che improvvisamente deve modificare il suo progetto di vita, ammesso che lo avesse. Adolescenza e maternità sono due momenti di crisi e vissuti contemporaneamente possono portare ad un cortocircuito. La neomamma andrebbe supportata dalla famiglia di origine e da un counselor esterno perché a volte il rischio è che anche che la nonna per aiutare la figlia scavalchi la vera mamma. E invece il bambino ha bisogno di riconoscere un’unica figura materna. Ci vuole molta saggezza, con le neomamme così giovani non bisogna essere troppo invadenti e possessivi e tantomeno avere un giudizio troppo critico. Credo che vada aiutata soprattutto la mamma perché ovviamente se lei ha un approccio sano anche il bambino ne beneficerà. Altrimenti, se lasciata a se stessa, potrebbe avere un rapporto contrastato con il bimbo perché a quell’età, tra i 16 ed i 17 anni non ci sono ancora la maturità e stabilità per affrontare tutte le esigenze di un bambino appena nato. Quindi è necessario farsi aiutare”.

Secondo lei le baby mamme aumenteranno nei prossimi anni?

“Potrebbe accadere se non si educa a una consapevolezza. Io registro una precocizzazione dei comportamenti da adulti degli adolescenti. I ragazzini di 13 anni escono la notte, si vestono da adulti, hanno atteggiamenti da grandi anche le pubblicità da cui siamo bombardati tendono ad adultizzare i bambini, questo può portarli a pensare di essere grandi davvero ma finché è una recita va bene, poi invece capitano fatti reali come una gravidanza e la vita si fa dura improvvisamente”.

(fonte: repubblica.it – nov 2012)

STOP ALLA VIOLENZA SULLA DONNA: “Cara Giulietta, ora sto meglio, ma ho ancora paura…”

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Ricordiamo che i nostri figli, a volte, sono il frutto di una violenza. Ricordiamo che, se non l’hanno subita direttamente, a volte, hanno assistito a qualche forma di violenza in famiglia. Ricordiamo che la donna nel mondo, a volte, è vista come figura di serie B. Ricordiamo che non si fa abbastanza per aiutare le donne e i bambini a liberarsi da situazioni di oppressione.

.Risultati immagini per Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

 

A Verona, da più di una settimana sono iniziate le tavole rotonde, gli spettacoli, le presentazioni di libri per dire NO alla violenza sulle donne.

In Veneto, secondo l’indagine ISTAT 2007, il 19,6% delle donne ha subito qualche forma di violenza fisica e il 26% qualche forma di violenza sessuale. Il 15,9% delle donne in Veneto ha subito qualche forma di violenza nella coppia (18,1% è il dato medio italiano). Il 34,3% delle donne in Veneto ha subito qualche forma di violenza al di fuori della coppia (30,2% è il dato medio italiano).

Abbiamo scoperto, poi, che il Club di Giulietta, istituito nella nostra città per raccogliere le lettere degli innamorati di tutto il mondo, ha anche una funzione sociale. Riceve anche lettere che parlano di abusi e violenze sulle donne, come questa che vi proponiamo:

“Cara Giulietta, care Segretarie di Giulietta,

è da tempo che vi volevo scrivere, la mia lettera è una lunga storia. Mi chiamo Sara, ho 34 anni e vivo in Belgio. Fra pochi giorni mi sposerò con Stefan. Lui è talmente meraviglioso che non posso nemmeno credere alla fortuna di averlo al mio fianco. A Stefan devo la vita. Se non lo avessi incontrato alcuni anni fa io forse non sarei più qui oggi. Prima di incontrarlo vivevo con il mio ex fidanzato, a causa del quale la mia vita consisteva in paura e violenza. Non avevo più nessun contatto con il mondo di fuori, nemmeno con la mia famiglia, perché lui mi aveva isolata e mi manipolava completamente.

Quando conobbi Stefan lui si rese conto subito di quello che stavo vivendo e mi aiutò a separarmi dal mio ex. Ho iniziato così una nuova vita, in una città tutta nuova. Qui ho imparato a rimettermi in piedi e ad essere di nuovo indipendente. Anche se quello che ho passato è successo tanti anni fa, ci penso ancora spesso e non lo potrò mai dimenticare. Ogni giorno, ogni minuto che passo con Stefan, mi accorgo di quanto fosse terribile la mia vita prima e mi accorgo di quanto sono fortunata ad avere incontrato il mio salvatore.

Nonostante tutto questo amore, io però ho sempre paura, paura di non essere capace di far durare questa relazione, paura di svegliarmi un giorno e di rendermi conto che la storia con Stefan è solo un sogno. Vorrei solo poter scacciare tutti i fantasmi del passato.

Stefan ti amo.”

(da “Stoccolma e altre sindromi. La dipendenza affettiva come radici di violenza” a cura di Viviana Olivieri – Comune di Verona, Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata Verona, Club di Giulietta e AIF.)

Comunicazione Ass.ne Raccontiamo l’adozione: “Quattro incontri per parlare di adolescenza con i genitori adottivi” – Lecco nov/dic 2016 e genn/feb 2017

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Cari Amici,

proponiamo la seguente iniziativa rivolta ai genitori adottivi che si preparano o stanno affrontando l’adolescenza dei loro figli.

Si tratta di quattro momenti di incontro a cadenza mensile.

Il percorso, condotto da un formatore esperto delle tematiche sull’adolescenza adottiva e  coadiuvato da un tutor d’aula si terrà il sabato mattina dalle 10:00 alle 13:00 presso il centro per le Famiglie di Lecco. 

Le date previste sono: 

  • 19 novembre 2016
  • 3 dicembre 2016
  • 14 gennaio 2017
  • 18 febbraio 2017

 

Verranno trattati i seguenti temi legati all’adolescenza adottiva:

  • I compiti evolutivi degli adolescenti e la specificità dell’adolescenza nella famiglia adottiva; 
  • Il processo di costruzione dell’identità per un adolescente adottivo; 
  • Il confronto con le origini e il desiderio di ricerca attiva delle proprie origini; 
  • L’adolescenza come perdita e la riattivazione traumatica 
  • Il conflitto nella famiglia adottiva
  • La comunicazione con i figli adolescenti 

La metodologia prevede contributi teorici e momenti esperienziali che favoriranno il confronto e la discussione relativamente alle esperienze dei partecipanti.

Contributo di partecipazione 50 euro a coppia + una quota associativa famiglia di 35 euro (se non già soci per l’anno 2016).

La partecipazione è soggetta obbligatoriamente ad ISCRIZIONE tramite la seguente scheda

 

Comunicazione CIAI: “Appuntamenti per i genitori adottivi a Roma, Milano e Padova” – nov /dic 2016

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19 NOVEMBRE, ROMA (10.00-13.00) “Il richiamo alle origini”. Per informazioni e iscrizioni: CIAI Lazio

Tel 06 7856225 – lazio@ciai.it

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26 NOVEMBRE, MILANO (9.30-13.30) “Genitori e figli: desideri, aspettative e …vita reale”

Per informazioni e iscrizioni: CIAI Milano – Tel 02 848441 – info@ciai.it

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3 DICEMBRE, PADOVA (9.30-13.30) “L’adozione va a scuola”

Per informazioni e iscrizioni: CIAI Veneto –  Tel 049 8077210 – veneto@ciai.it

Sessualità/gravidanze precoci: “Genitori che accettano in casa la coppia adolescenziale sessuata”

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L’educazione sessuale e il ruolo dei genitori nella crescita della coppia adolescenziale. Stiamo parlando di quei genitori che si definiscono moderni e aperti, e che pensano di esserlo garantendo la sessualità dei loro figli priva di colpa. Molto spesso dietro vi è l’intenzionalità protettiva che non aiuta a crescere. Leggiamo attentamente il paragrafo che segue. Che ne pensate?

“Tuttavia proprio tale intenzionalità protettiva da parte dei genitori rischia di esporre gli adolescenti ad un pericolo forse meno evidente ma certo più diffuso, quello di essere ostacolati nella propria nascita sociale, trattenuti in un’area familiare così accogliente e protettiva da poter accettare al proprio interno anche la coppia adolescenziale sessuata, purché tutto accada lì al sicuro, protetta dalle pareti domestiche, protetti da una coppia parentale assolutamente intenzionata a non dimettersi da tale, a mantenere ancora a lungo un controllo di quello che si riduce così ad un gioco sessuale infantile, che non fa crescere perché responsabilità e potere rimangono altrove.” – Gustavo Pietropoli Charmet, docente di psicologia dinamica, e Elena Riva, psicologa e psicoterapeuta.

(tratto da “Adolescenti in crisi e genitori in difficoltà” – Franco Angeli)

Convegno CIAI: “L’adozione che verrà” – 14 nov 2016 – Milano

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Lunedì 14 novembre 2016 dalle ore 9.00

Milano – Aula Magna Università Bicocca di Milano

L’incontro si avvalerà di esperti in materia e affronterà dubbi ed interrogativi sotto il profilo etico, scientifico, normativo e giuridico di fronte ai diversi modi di essere famiglia. 

L’adozione è certamente interessata e coinvolta da queste trasformazioni, obbligando i suoi protagonisti a misurarsi con variabili e possibilità talvolta inattese. Da qui la necessità di comprendere a fondo quali scenari si profilino nel futuro dell’adozione, con l’obiettivo di accompagnare il processo in atto e avendo ben chiari quali debbano essere i principi e i valori irrinunciabili di un modus operandi che abbia sempre e prioritariamente al centro del proprio agire il superiore interesse del minore.

A breve sarà disponibile il programma definitivo del Convegno e la Scheda di adesione (la partecipazione è gratuita previa iscrizione).

 Per scaricare il PROGRAMMA aggiornato al 23/09/2016

Sessualità/gravidanze precoci. L’esperto: “Parlare di sesso con il linguaggio dei ragazzi”

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Se vogliamo parlare con i ragazzi dobbiamo avvicinare il nostro linguaggio al loro. Invece il più delle volte i genitori vogliono evitare la fatica e scappano dal loro ruolo di adulti guida. Questa è l’opinione di Anna Oliverio Ferraris pubblicata su Repubblica.it qualche tempo fa.

Sebbene il rapporto UNFPA ci abbia informato che in Italia le gravidanze precoci siano ben inferiori agli standard di Usa e UK, il fenomeno esiste anche da noi e va limitato. L’intervista sottolinea ancora una volta quanto sia importante la relazione tra genitori e figli.

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“Quello che manca è un’educazione sia sessuale che sentimentale”

Parla Anna Oliverio Ferraris, docente di psicologia evolutiva all’Università La Sapienza di Roma. “I genitori non hanno il linguaggio giusto per parlare di sesso e lo fanno sempre meno, e sempre meno mettono dei filtri che invece andrebbero imposti”

“Per molti adolescenti il rapporto sessuale è una sorta di rito di passaggio all’età adulta, viene vissuto come un raggiungimento di qualcosa, una ricerca di identità, ed è pericoloso perché il gruppo conta molto in questo tipo di scelta. Se l’ha fatto lei ed è andato tutto bene, allora posso farlo anche io. E’ questo il messaggio che arriva. E invece a volte per la troppa leggerezza può arrivare anche una gravidanza, a 15 anni”. A parlare è Anna Oliverio Ferraris, psicologa dell’età evolutiva e docente all’Università La Sapienza di Roma.

Perché in Italia ci sono tante baby mamme?

“Il problema è che il sesso arriva da tutte le parti, dai media, dalla televisione, da Internet soprattutto, con i siti porno che hanno dell’irreale, dove la sessualità è vissuta solo come strumento di piacere. Quindi i giovani vivono in una maggiore disinibizione rispetto a una volta e, d’altra parte, manca un’educazione sessuale e sentimentale adeguata. Io credo che si dovrebbe cominciare dalle scuole medie, molti paesi europei propongono l’educazione sessuale già nelle scuole secondarie e sarebbe importante avviare questa buona pratica anche in Italia perché ci sono gravi carenze soprattutto nelle famiglie. I genitori non hanno il linguaggio giusto per parlare di sesso e lo fanno sempre meno, e sempre meno mettono dei filtri che invece andrebbero imposti. Andrebbero messi dei filtri a Internet appunto e anche agli orari delle uscite serali. L’adolescenza è un passaggio, è un’età critica e i giovani sono molto esposti. Se non c’è chi li frena con amore, queste gravidanze e altre situazioni a rischio sono sempre più probabili. I genitori insomma devono tornare a fare i genitori e fare attenzione al contesto che c’è attorno al ragazzo”.

Due minori a rischio, la mamma e il neonato. Ma chi avrà più problemi?

“E’ una domanda difficile, forse rischia di più la mamma che improvvisamente deve modificare il suo progetto di vita, ammesso che lo avesse. Adolescenza e maternità sono due momenti di crisi e vissuti contemporaneamente possono portare ad un cortocircuito. La neomamma andrebbe supportata dalla famiglia di origine e da un counselor esterno perché a volte il rischio è che anche che la nonna per aiutare la figlia scavalchi la vera mamma. E invece il bambino ha bisogno di riconoscere un’unica figura materna. Ci vuole molta saggezza, con le neomamme così giovani non bisogna essere troppo invadenti e possessivi e tantomeno avere un giudizio troppo critico. Credo che vada aiutata soprattutto la mamma perché ovviamente se lei ha un approccio sano anche il bambino ne beneficerà. Altrimenti, se lasciata a se stessa, potrebbe avere un rapporto contrastato con il bimbo perché a quell’età, tra i 16 ed i 17 anni non ci sono ancora la maturità e stabilità per affrontare tutte le esigenze di un bambino appena nato. Quindi è necessario farsi aiutare”.

Secondo lei le baby mamme aumenteranno nei prossimi anni?

“Potrebbe accadere se non si educa a una consapevolezza. Io registro una precocizzazione dei comportamenti da adulti degli adolescenti. I ragazzini di 13 anni escono la notte, si vestono da adulti, hanno atteggiamenti da grandi anche le pubblicità da cui siamo bombardati tendono ad adultizzare i bambini, questo può portarli a pensare di essere grandi davvero ma finché è una recita va bene, poi invece capitano fatti reali come una gravidanza e la vita si fa dura improvvisamente”.

(fonte: repubblica.it – nov 2012)

Sessualità/gravidanze precoci: “Le percentuali nel mondo, cause ed effetti, possibili rimedi”

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Sintesi del Rapporto UNFPA 2013 dedicato alle gravidanze delle adolescenti. Crediamo che per noi genitori che hanno accolto ragazze e ragazzi di altra etnia sia importante tenere a mente le motivazioni che spingono queste ragazzine ad avere un figlio e gli eventuali rimedi per contrastare il fenomeno.

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Ogni giorno 20.000 ragazze di età inferiore ai 18 anni mette al mondo un figlio. Sono il 19% nei paesi in via di sviluppo. Tra questi l’Africa registra la più alta percentuale (28%). Sempre in Africa il 6% delle ragazze con meno di 15 anni ha un figlio contro la media dell’Europa dell’Est e Asia Centrale dello 0,2%. Bangladesh, Chad, Guinea, Mali, Mozambico e Niger accettano i matrimoni precoci. In generale non ci sono notizie sulle bambine dai 10 ai 14 anni anche se si è osservato che in America Latina le percentuali sono inferiori ma il trend, anziché rallentare come in altre aree del mondo, è in crescita.

Il problema delle gravidanze precoci è presente anche nei paesi sviluppati dove gli USA registrano il tasso più elevato e la Svizzera il più basso. Inghilterra, Nuova Zelanda e Irlanda  si pongono dopo gli Stati Uniti. Di solito si tratta di ragazzine che vivono ai margini, che hanno lasciato la scuola, fanno parte delle minoranze etniche, che non si sono inserite bene come immigrate. Può succedere che usino il figlio per legare a sé il partner, che vogliano un bambino per imitazione di altre coetanee dello stesso gruppo, per acquistare un ruolo, loro, che sono estromesse da tutto perché non integrate. In definitiva non hanno niente da perdere. Male che vada andrà loro riconosciuto un ruolo da adulte, capaci di badare ad un bambino. Messico e Cile guidano la classifica tra i paesi OECD. Il problema è che la gravidanza altera l’intera vita dell’adolescente.

Tra le cause che portano alle gravidanze precoci lo studio evidenzia:

  • Matrimoni di bambine con uomini adulti. Le spose bambine sono povere, poco istruite e vivono nelle aree rurali. Le gravidanze precoci avvengono più spesso nelle aree di povertà estrema. Il 90% delle adolescenti madri sono sposate. Il rapporto con un partner più vecchio dà meno potere contrattuale alle donne.

 

  • Disuguaglianze di genere, povertà, violenza sessuale e coercizione, inadeguata o assente educazione sessuale, ostacoli ai rispetto dei diritti umani. Le mogli bambine sono forzate al matrimonio ed esperimentano stress e depressione perché non sono psicologicamente preparate al matrimonio o alla gravidanza. Molto spesso sono obbligate ad avere rapporti sessuali. Nella Repubblica Democratica del Congo si raggiunge il 64% dei rapporti iniziali forzati. Molto spesso le ragazze stesse desiderano la gravidanza perché la comunità esalta la maternità. Attraverso il bambino si guadagna di status, si entra nel mondo dei grandi. A volte la gravidanza è il risultato di una fuga da casa per scappare da abusi familiari.

 

  • Mancanza di consultori. Servono dei servizi appositi per questa fascia di età molto recettiva e disposta ad imparare. Molto spesso è la comunità che non accetta la contraccezione e chi ne fa uso viene picchiata e mal considerata. L’obiettivo è quello di far capire alle ragazze che sono importanti sempre anche se non sono madri.Si tratta di ragazzine che imitano la madre, di solito anch’essa mamma in giovane età. Mancano modelli alternativi a cui rifarsi.

 

  • Sotto investimento nelle capacità intellettive femminili. Solo il 5-10% delle ragazze lascia la scuola a causa della gravidanza. La scuola l’hanno abbandonata molto tempo prima. Difficile è anche il reintegro. Certe volte è la stessa legge che non lo permette. E’ un fenomeno che si osserva anche nei paesi sviluppati.

Tra gli effetti negativi ci sono:

  • Abbandono scolastico e perdita di altre opportunità. L’educazione scolastica prepara le ragazze al lavoro, aumenta la loro autostima e il loro status e rispetto nella comunità.

 

  • Adolescenti che muoiono di parto o per altre complicazioni ad esso collegato. Ciò succede in particolare per le ragazzine inferiori ai 15 anni. Si è inoltre riscontrato un maggior tasso di fistole ostetriche rispetto alle ragazze di pari età.

 

  • Aborto senza seguire un minimo di norme igienico sanitarie. La politica e la stessa famiglia allontanano la ragazza, per ignoranza, per cultura, dalla giusta informazione su una sessualità sicura.

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  • Perpetuazione della povertà ed esclusione sociale. Chi non studia non ha un lavoro e quindi non ha reddito. Inoltre certi paesi tendono a tenere ai margini le ragazze madri giovani.

 

  • Negazione dei basilari diritti umani. Ci ha colpito “l’assenza di scelta”. Pressione del partner, del contesto culturale e familiare negano alle bambine il diritto di diventare donne autonome, in grado di dire si o no sulla base delle proprie convinzioni.

 

  • Perdita di potenziale femminile. Troppi paesi accettano ancora i matrimoni precoci o vedono le donne/bambine oggetto di scambio tra famiglie solo per avere delle serve e/o fattrici. Gli interventi vanno condotti a livello politico coinvolgendo insegnati, genitori e comunità. Vanno vietati i matrimoni precoci e vanno coinvolti gli uomini per un maggior equilibrio di genere. Programmi mirati per le ragazzine inferiori ai 14 anni.

 

Tra le soluzioni quelle che hanno ottenuto maggiori risultati sono:

  • formazione dei ragazzi maschi al rispetto delle donne. Studi confermano che è nell’adolescenza che si radicano i comportamenti aggressivi verso il genere femminile. I progetti si basano su dibattiti o relazioni su temi come proteggersi dall’HIV o evitare una gravidanza indesiderata.Gli uomini possono influenzare altri uomini creando un effetto domino positivo.

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  • formazione delle ragazze sui loro diritti. E’ stato provato chead un aumento della partecipazione scolastica femminile si ha una diminuzione delle gravidanze precoci. Andare più a lungo a scuola significa anche rafforzare il gender equality. In alcune realtà per incentivare la frequenza scolastica delle ragazzine viene dato un supporto alle famiglie (70%) e alle ragazze (30%) a condizione che frequentino almeno il 75% delle ore di lezione. Inoltre le rette scolastiche vengono pagate alla scuola direttamente. In alcune aree si sono sperimentati punti d’incontro per ragazze con lo scopo di farle sentire meno sole e aiutare la socializzazione e lo scambio di idee nel gruppo dei pari.

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  • costruzione di un modello familiare alternativocon gioco dei ruoli maschili e femminili improntate al rispetto di genere. L’educazione, infatti deve continuare al di fuori della scuola, con il coinvolgimento della famiglia e con mediatori che sappiano far comunicare meglio e di più genitori e ragazzi.

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  • Se il 95% delle mamme bambine è all’interno del matrimonio, per diminuire il fenomeno bisogna contrastare i matrimoni precoci. A tal fine sono necessarie nuove leggi e fare pressioni per un cambio di mentalità familiare e comunitaria.

ItaliaAdozioni: Presentazione del libro “Cara adozione” – Mi – 17 ott 2016

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Presentazione del libro

“CARA ADOZIONE”

lunedì 17 ottobre ore 18.00

MILANO – piazza Gae Aulenti (Illy Caffè)

Questo libro è nato dalla collaborazione di tante persone. Contiene un’energia speciale. Spero, la raccolta di lettere è nata per quello, che il passa parola possa portarlo per tutta Italia. Venite, intanto, a Milano e festeggiamo insieme l’evento di tante famiglie colorate che s’incontrano per l’occasione.

“Cara Adozione, scrivo a te, che in quest’ultimo anno sei entrata nella mia vita; io ho bussato alla tua porta e tu mi hai accolto…”  – Greta

Cara Adozione nasce una domenica pomeriggio.

Ci sono fogli sparsi un po’ dappertutto, sulla sedia, sul pavimento e sul tavolo. Mucchi di carta contrassegnati da fermacarte differenti per distinguere i vari capitoli di un ipotetico libro. Con una penna in mano sto annotando i miei pensieri, quello che mi sgorga dal di dentro incontrando ora Enrico, ora Valentina, ora Rosangela, etc. Sono tutti compagni di avventura. Mi ci riconosco. Mi rattristano un po’ certe considerazioni, ma altre sono ironiche e divertenti.

D’istinto prendo il cellulare.

Ivana (Ivana Lazzarini, Presidente di Italiaadozioni), mi ascolta silenziosa mentre le propongo una raccolta di lettere. Il lavoro è impegnativo. Mi conosce da poco. Secondo me pensa che ci sia qualche cellula grigia in avaria nel mio cervello. In fondo, mi dico, è stata sua l’iniziativa di “buttarmi addosso” centinaia di lettere, arrivate a “Lettera a un’adozione” dell’anno prima. Poi, non contenta, ha rincarato la dose. Ne ha aggiunte delle altre, quelle dell’edizione che si stava per concludere.

Da me è stato interpretato come una sorta di battesimo per entrare nel gruppo di ItaliaAdozioni. Una specie di prova di coraggio come nelle confraternite dei college americani. O resta o scappa.

Sono rimasta. Non sono un tipo che fugge, io! Sono o non sono una mamma ado? Ho scelto le lettere. Le ho lette e rilette. Ogni volta ci ho trovato nuove sfumature e messaggi inediti. E mi sono anche divertita.

Ma quello che conta di più è che questo libro, che adesso stringo tra le mani, LA PRIMA COPIA, non è una cosa mia, ma è nato da tutti noi. Dagli autori, da chi l’ha costruito, stampato, sudato e discusso.

Il titolo, ad esempio, è stato ispirato dalla lettera della nostra Greta Bellando, quando studentessa ha incontrato per la prima volta genitori e figli adottati. E si è messa in ascolto.

Ecco, appunto, ascoltate.

Andate oltre le parole, chiudete gli occhi e lasciatevi trasportare dall’esperienza di un linguaggio diverso. Lontano dall’apatia e dalla diffidenza per l’altro che ci propinano tutti giorni sul posto di lavoro o alla TV o sui mezzi pubblici. Respirate il sentimento. Restate nella vibrazione di un’esperienza unica, e per molti di voi sconosciuta, com’è l’adottare un bambino.

Questo libro parla di incontri.

La parte più interessante del percorso di Cara adozione è stata sentire gli autori. Molti di loro non si aspettavano una nostra telefonata. Non si aspettavano che questo libro nascesse davvero.

Sarà un piacere donare il libro a mia figlia quando sarà grande”.

Leggeremo le lettere nel nostro gruppo di lettura”.

Ne voglio comprare delle copie da donare alla Biblioteca Comunale”.

Siete disponibili a fare delle serate con la nostra Associazione?”.

“A me piace scrivere: anche quest’anno parteciperò al concorso  con “Lettera ad un colore””.

Vorrei anch’io lavorare con voi”.

Comunicare, scrivere, mettersi a disposizione… per il gusto di farlo, senza aspettative. E un giorno bussano alla tua porta e ti dicono che quello che hai scritto e detto è importante, che tanti lo leggeranno, perché hai saputo andare dritto al punto, hai saputo esprimere un concetto altrimenti intricato. Per questo, troppe volte taciuto, sofferto, isolato.

Vorrei che la mia lettera non fosse inserita”.

“Vorrei usare uno pseudonimo”.

Chi non ha paura di aprirsi ed esprimere i propri sentimenti profondi? Non sempre si è capiti. Talvolta si è derisi.

Cara Adozione è condivisione. Con le famiglie adottive. Con gli insegnanti. Con amici e parenti. Con i gruppi di lavoro. Ma parlare al mondo non è facile. Per questo abbiamo bisogno di tutti voi per fare in modo che questa voce non si fermi, ma si espanda per tutta Italia. Perché nessuna famiglia deve rimanere sola e isolata. Cara adozione è nata per questo.

Per chi avesse già letto alcune lettere sparse qua e là sul sito, potrà cogliere la magia che le accomuna e le rende diverse, ma mai banali, perché all’interno di un tutto.

Alla fine del percorso di lettura, ci si sente bene, come in una specie di autoanalisi. Una sorta di costellazione familiare nazionale, in cui ci si può immedesimare e ridere di noi stessi, sconfiggendo lo stress da performance genitoriale o filiale.

Che altro dire? Leggetelo. Potremmo confrontarci. Sarebbe bello che Cara adozione fosse la base per creare nuove collaborazioni e amicizie. Sarebbe bello che da tutto ciò nascessero altri libri e altri incontri.

Sempre parte di quel tutto che è l’adozione.

Roberta Cellore

Lunedì 17 ottobre ore 18.30 la partecipazione alla festa per “Cara Adozione” è libera, ma è molto gradita una mail per la conferma della propria presenza a redazione@italiaadozioni.it.

Si ringrazia Illy per la squisita disponibilità.

Chi desidera una copia di Cara Adozione può versare un contributo di 15 euro (comprensivi della spedizione) e scrivere il proprio indirizzo a redazione@italiaadozioni.it.

Per versare la somma si può utilizzare:

 oppure

Bonifico bancario intestato a Associazione ItaliaAdozioni:
IBAN: IT16C0200834070000103385842
per bonifici esteri oltre alla coordinata IBAN, indicare anche il codice BIC:
Codice BIC:  UNICRITM1D12

Sessualità/gravidanze precoci: “Nella mente delle ragazze”

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Ivonne, 20 anni: “Volevo qualcosa di mio. Mi sentivo troppo sola in famiglia e poco accolta. Adesso guardo mio figlio e capisco che ho fatto qualcosa di buono. Lui è solo mio.”

Adina, 20 anni: “I servizi sociali non mi considerano una mamma idonea? Faccio un secondo figlio e vediamo se mi prendono anche quello!”

Wara, 23 anni: “Ero innamorata. Adesso che ho il bimbo mi accorgo che il mio compagno è un immaturo. No, non lo rifarei. Ho pagato un prezzo troppo alto. Non ho più la libertà di essere giovane. Troppe rinunce”.

Olga, 21 anni: “Due figli in tre anni. Se mi capita un’altra volta, i miei mi buttano fuori casa”.

Siamo adottati e stiamo bene 3 – 15 e 16 ott 2016 – Firenze

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SIAMO ADOTTATI E STIAMO BENE 3

Firenze –  15/16 ottobre 2016

Spazio Libri Liberi Officine

 

Parleremo di ricerca delle origini con gli adottati e le loro storie, delle nuove tipologie famigliari con Melita Cavallo, di scuole e delle nuove direttive del MIUR sull’adozione con esperti e genitori, delle attese di famiglie e bambini attraverso le loro storie e le foto del concorso di Heartfamily.

Tra le novità la prima edizione del premio “Siamo adottati e stiamo bene. Grazie a…” dedicato alle persone che con il loro lavoro e il loro personale impegno hanno fatto la differenza nel mondo dell’adozione.

Durante l’incontro sarà presente anche una folta rappresentanza dell’Associazione Figli Adottivi e Genitori Naturali (FAeGN) che sfrutterà l’occasione per lanciare la campagna DNAdozione in Italia!

PROGRAMMA 

 

SABATO 15 OTTOBRE

10,30 Terzo Meeting Nazionale Adottati – Con il Comitato Nazionale per il Diritto alle Origini Biologiche. Ricerca delle origini e anonimato, riflessioni e discussioni sulla legge in corso di approvazione.

12,00 “Il ricongiungimento? Si può” – Storie a lieto fine

13,30 Pausa pranzo

15,15 Mario Lombardi presenta “Identità” – Intervento di mimo.

15,30 “Si fa presto a dire famiglia” – Incontro con il magistrato Melita Cavallo e il suo libro. Modera Giorgio Pezza

17,00 Prima edizione del premio “Siamo adottati e stiamo bene. Grazie a…” con premiazione

18,00 Inaugurazione della mostra fotografica “Famiglie in attesa… Bambini in arrivo” nata dal concorso organizzato in collaborazione con Heartfamily

 

DOMENICA 16 OTTOBRE

11,00 “Adottati a scuola” – Genitori e insegnanti ne parlano con Giovanna Masini, Anna Genni Miliotti e Alessandra Papa, autrici del nuovo libro edito da Libri Liberi sulle direttive del MIUR. Modera Giorgio Pezza

11,00 Laboratorio per bambini di musicoterapia – Con Tatiana Dondolini

13,30 Pausa pranzo

15,00 I protagonisti della mostra fotografica “Famiglie in attesa… Bambini in arrivo” si raccontano. Segue premiazione

16,00 Lancio del concorso “Ti racconto l’attesa…” legato al progetto editoriali di Libri Liberi e Officina Adozione

SCARICA IL PROGRAMMA

Sessualità/gravidanze precoci. UNFPA 2013:”Madri bambine e abbassamento dell’età puberale”

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Ancora un rapporto sugli adolescenti, questa volta focalizzato sulle bambine/ragazze diventate madri in giovane età. I dati sono del rapporto Unfpa (Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione) che analizza la diffusione, le problematiche e le possibili soluzioni per la questione delle adolescenti ai margini, “girlsleftbehind”.

Anche qui si osserva che la pubertà è sempre più anticipata. In Europa e Nord America la pubertà femminile si completa ad 11-13 anni. Non è fuori dall’ordinario che una bimba manifesti i primi segnali all’età di 8-9 anni. Nei paesi scandinavi le ragazzini hanno il primo menarca tra i 12-13 anni. Sembra che questa accelerazione sia dovuta alle migliori condizioni nutrizionali e di salute. I maschi entrano in pubertà tra i 14-17 anni.

“I padri giocano un ruolo cruciale nel guidare i figli dall’adolescenza all’età adulta e possono proporsi come modelli positivi, incoraggiando i ragazzi maschi a diventare adulti sensibili all’uguaglianza di genere” – UNFPA 2013, pg 95.

Gli adolescenti possono entrare nel futuro come protagonisti o come soggetti passivi. La gravidanza precoce è uno degli elementi che può rallentare, se non del tutto precludere, la crescita di una giovane ragazza. Il problema è che ciò non condizionerà solo la sua vita, ma anche le generazioni future perché diventa molto difficile il riscatto sociale con un bambino da accudire. Quello delle gravidanze precoci è un fenomeno che investe sia i paesi in via di sviluppo che i paesi sviluppati anche se in quest’ultimi le percentuali sono più contenute.

Per l’originale in inglese vedi:http://www.unfpa.org/public/cache/offonce/home/publications/pid/17581;jsessionid=E7766CA57564DBBF53CB6E5F07FFEBBB.jahia02

Comunicazione Istituto degli Innocenti: “Riforma dell’affidamento familiare” per operatori dell’adozione 6 ott 2016 – Firenze

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Giornata di studio

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LA CONTINUITÀ DEI LEGAMI FAMILIARI: STATO DELL’ARTE E PROSPETTIVE DI RIFORMA NELL’AFFIDO E NELL’ADOZIONE

06 ottobre 2016 – ore 09.30-13.30

Salone Brunelleschi – Istituto degli Innocenti Piazza SS Annunziata, 12, Firenze

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Destinatari: avvocati, magistrati, giudici, assistenti sociali, psicologi, educatori professionali.

Scopo: favorire l’approfondimento delle questioni connesse alla continuità dei legami nell’affidamento e nell’adozione, sotto il profilo normativo, giurisprudenziale e psicologico alla luce delle recenti modifiche.

Come noto, la legge 173/2015, modificando la legge 184/1983, ha ridefinito il rapporto tra il procedimento adottivo e l’istituto dell’affidamento familiare, ponendo in evidenza il diritto del minore a mantenere quella “continuità affettiva” tanto importante per il suo sviluppo e prevedendo la necessità di tutelare in continuità le positive relazioni socio-affettive che rispondano all’interesse del minore.

L’evoluzione normativa fin d’ora compiuta a livello nazionale è accompagnata ancora oggi da nuove proposte di modifica e ampio dibattito in sede istituzionale, giurisprudenziale e dottrinale, anche in ragione delle connesse problematiche, come la stepchild adoption, l’adozione da parte delle coppie omosessuali, l’adozione c.d. mite, la questione dell’accesso alle origini.

Tutto ciò si inserisce in un contesto europeo ed internazionale di grande fermento, foriero di cambiamenti e nuove prospettive destinato ad incidere anche sull’interpretazione delle norme nazionali da parte della giurisprudenza.

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Iscrizioni: per la partecipazione ai lavori seminariali è previsto un costo di 30 euro + IVA (sono esenti da IVA esclusivamente gli Enti Pubblici ai sensi del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 10).

Le iscrizioni dovranno pervenire entro il 03 ottobre 2016 via fax al n. 055 2037207 o scannerizzate via email a formazione@istitutodeglinnocenti.it

La scheda di iscrizione è scaricabile dal sito www.formarsi.istitutodeglinnocenti.it

 

Informazioni:

Servizio di Formazione Istituto degli Innocenti di Firenze

Tel. 0552037255*73

email formazione@istitutodeglinnocenti.it

http://www.formarsi.istitutodeglinnocenti.it

Comunicazione ItaliaAdozioni: “Lettera a un colore” – 30 sett 2016

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CATEGORIA FUORI CONCORSO:

LETTERA A UN COLORE

Festival delle Lettere 2016

 

SCRIVETE LE LETTERE entro il 30 settembre 2016 e inviatele a segreteria@festivaldellelettere.it

C’è tempo fino al 30 settembre 2016 per mandare la tua lettera al Festival delle Lettere di quest’anno. Continua la collaborazione con Italia Adozioni con la categoria fuori concorso Lettera a un colore, che segue Lettera di un’adozione, lanciata nel 2013.

Come sempre l’obiettivo del Festival è quello di promuovere la scrittura epistolare e dimostrare ancora una volta quanto essa possa essere utile per “mettere a nudo”, di fronte a se stessi o a chi leggerà, i propri pensieri e, in questo particolare caso, quali siano quelli derivanti dal percepito pubblico.

Si invitano le mamme, i papà, i nonni, gli zii e i ragazzi a dare voce a tutti quei “colori” che concernono sia le adozioni nazionali che quelle internazionali: razze ed etnie, cibi e usanze, quelle mille sfumature che mescolandosi nella realtà quotidiana creano la meravigliosa miscela che si chiama famiglia.

Quale migliore opportunità per esprimere il proprio punto di vista e raccontare momenti di vita condivisa?

clicca qui per scaricare il bando.

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Sessualità/pubertà precoce: “Ipotesi fisiopatogenetiche della pubertà precoce”

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Dott.Giorgio Zavarise, pediatra – Ospedale di Negrar- VR

“Numerose sono le ipotesi che possiamo avanzare per spiegare questo fenomeno, escludendo in partenza che queste bambine fossero già destinate ad una precocità sessuale.

Un ruolo importante è svolto senza dubbio dalla dieta, direttamente e indirettamente tramite le variazioni metaboliche e somatiche che implica. Queste bambine solitamente passano da una alimentazione  povera, spesso vegetariana carente di proteine e calorie, ad una più ricca, bilanciata normo- o ipercalorica con conseguente stimolo alla produzione di sostanze endogene (ormoni, neurotrasmettitori, proteine citoplasmatiche ed extracellulari) e modificazioni corporee importanti per l’avvio dello sviluppo puberale. Il conseguente ingrassamento sottolinea il possibile ruolo del tessuto adiposo, specie nelle bambine adottate dopo i 5 anni, nelle quali si assiste ad un notevole incremento della massa adiposa in breve tempo, come avviene durante lo sviluppo puberale fisiologico. Gli adipociti sono, infatti, in grado di aromatizzare gli androgeni surrenali (già fisiologicamente presenti per l’età ed ulteriormente stimolati dal refeeding) in estrogeni con precoce sensibilizzazione (priming) dei centri ipotalamici. Le migliorate condizioni alimentari aumentano la produzione endogena di somatomedina (insulin-likegrowthfactor 1) (IGF-1) che favorisce la maturazione puberale stimolando direttamente la crescita ovarica, la maturazione follicolare e la produzione di estrogeni, e favorendo tutto il processo puberale tramite un aumentata secrezione di GnRH a livello ipotalamico. Un normale apporto nutritivo favorisce, inoltre, la secrezione di leptina importante regolatore dei processi puberali e regola il peptide Y inibitore degli stessi.

Anche fattori etnici e psicologici sembrano svolgere un certo ruolo nella determinazione di questo fenomeno. Numerose sono, infatti, le bambine indiane che se alimentate bene (come quelle delle classi sociali più ricche) hanno anche in patria un’età media del menarca fra le più basse al mondo (11.2-12.8 anni rispetto a 12.6 delle italiane, 13.0 delle europee del nord, >14 delle indiane povere e della maggior parte delle ragazze dei paesi in via di sviluppo). Inoltre il peso e la statura media presentata dalla popolazione indiana al momento dell’inizio puberale, indipendentemente dall’età e dalla classe sociale, sembrano essere minori di quelli delle bambine occidentali (peso 27 rispetto a 33 kg; statura 137 rispetto a 142 cm), con un peso simile a quello medio delle bambine adottate indiane osservate da noi (25.5 Kg).  L’importanza di fattori psicologici è sottolineato da dalla tempestività dell’inizio puberale subito dopo l’adozione, e dal caso emblematico di una bambina adottata a 2 anni ma  successivamente trascurata e maltrattata al punto da essere tolta alla famiglia adottiva e affidata a 6 anni ad altri genitori, con immediato avvio del processo puberale.”

 

(fonte: giorgiozavarise.it)

Sull’argomento vedi anche:http://www.amicitrentini.it/images/stories/pdf/3_intervento.pdf

Comunicazione Fne Nidoli: “Scuola e Adozione” – 23 sett 2016 – S.Martino BA (VR)

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SCUOLA E ADOZIONE

venerdì 23 settembre ore 20.00

sede della F.ne Patrizia Nidoli Onlus di Verona

Viale del Lavoro, 46 – S.Martino B.A (VR)

Aperto a tutte le coppie interessate.

La partecipazione è gratuita.

E’ gradita la conferma di partecipazione.

 

L’incontro consentirà di condividere informazioni e riflessioni inerenti l’inserimento scolastico del bambino e fasi specifiche della vita scolastica del minore adottivo.

 

Nei prossimi mesi ci saranno altri incontri. Ecco di seguito date ed argomenti:

21/10/16 RACCONTAMI LA MIA STORIA: il racconto delle origini

02/12/16 NON RIESCO A STARE FERMO: …. tra ipermotricità e deficit di concentrazione.

20/01/17 ADOZIONE-ADOLESCENZA E SOCIAL NETWORK

03/03/17 MULTICULTURALITA’: la diversità come bellezza e fonte di arricchimento

Le serate saranno condotte dalla Dott.ssa Anna Giarola, Assistente Sociale, esperta di adozione e problematiche minorili. Gli incontri si terranno dalle ore 20.00 alle 22.00 circa sempre nella nostra sede  di San Martino BA (VR).

La partecipazione è gratuita e aperta a chiunque fosse interessato.

Vi chiediamo la conferma di partecipazione.

Per informazioni potete contattarci via email o telefonicamente ai seguenti recapiti:
verona@fondazionenidoli.org  – 045 8103297

 

 

 

Comunicazione Raccontiamo l’Adozione Onlus: “Il viaggio delle origini” – Lecco 23 sett 2016

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Raccontiamo l’Adozione Onlus

“IL VIAGGIO DELLE ORIGINI TRA DESIDERI E PAURE”

Venerdì 23 settembre 2016 alle ore 21.00

Sala riunioni del centro civico di Germanedo – Lecco

 

Una famiglia racconta come ha accompagnato il proprio figlio a conoscere le proprie origini

 

Vi chiediamo cortesemente di comunicarci la vostra partecipazione attraverso la seguente scheda, grazie!

 

Per informazioni:

Raccontiamo l’Adozione Onlus – Via Palestro 16, 23900 Lecco

cell: 331-3180311                    info@raccontiamoladozione.net

Comunicazione S.P.I.G.A.: “Corso formativo per operatori nell’adozione – FI – 17 sett 2016

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Verso ed oltre l’adozione. I gruppi di supporto alla genitorialità adottiva
17 settembre 2016 – FIRENZE,
presso lo studio DE BONO
in Viale Corsica, 49.

Target:  Psicologi,  Medici Psicoterapeuti, Psichiatri, Assistenti sociali e Operatori di Servizi Territoriali e di Enti Autorizzati e tutti coloro che lavorano nell’ambito dell’adozione.

Chi lo organizza: Società di Psicoanalisi Interpersonale e Gruppo Analisi S.P.I.G.A.

ECM: l’evento è riconosciuto dal Ministero della Salute con 50 Crediti ECM per le professioni di Psicologo e Medico.

Costo: 
– Quota ridotta con iscrizione entro il 2 settembre 2016.

 

Per maggiori informazioni: 335-654.55.15 oppure

www.spigahorney.it
info@spigahorney.it

 .

 

NB: la frequenza del corso costituirà titolo di accesso per la partecipazione ad un successivo evento formativo dal titolo

“Intorno all’adozione. Supervisione di casi clinici”

(Edizione 2017 – 40,8 crediti ECM))

finalizzato al confronto, alla discussione e supervisione di modalità di lavoro e di casi clinici seguiti nell’ambito dell’adozione da liberi professionisti, operatori di Servizi Territoriali e di Enti Autorizzati.

 

 

 

Sessualità/pubertà precoce: come si manifesta, come intervenire

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di Roberta Milella, sociologa e mamma

Molti di noi, sia che si tratti di genitori adottivi che biologici, ci potremmo trovare a dover fare i conti con lo sviluppo anticipato dei nostri figli. Quindi è bene essere preparati anche in considerazione del fatto che mentre per i figli biologici la diagnosi può essere di facile individuazione, per i figli adottivi la diagnosi è un po’ più complessa in quanto il pediatra non potrà verificare la presenza di casi simili in famiglia; la velocità nella progressione dei segni clinici dello sviluppo puberale; un eventuale recente aumento di peso; l’andamento della velocità di crescita, ossia di quanto il bambino cresce in altezza ogni anno, che nella pubertà precoce è accelerata. Questa difficoltà della diagnosi è dovuta in parte all’assenza di un’anamnesi familiare del bambino adottato, ma anche perché il cambiamento climatico, di alimentazione ed i diversi stili di comportamento alimentare, favoriscono uno sviluppo accelerato sia della loro altezza che del loro peso. Molti fattori possono modificare l’età di inizio della pubertà (sesso, obesità, malnutrizione, malattie croniche etc.)

Come tutti sappiamo per pubertà si intende il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, ovvero il momento in cui si acquisisce la maturazione sessuale e la capacità di riprodursi. Di norma i primi segni di sviluppo puberale “normale” compaiono tra i 8 e i 13 anni nelle femmine e tra i 9 e i 14 nei maschi.

Ma non sempre tali segni di sviluppo rispettano queste fasce d’età. L’incremento della produzione del GnRH ipotalamico delinea l’inizio della pubertà: l’FSH (ormone follicolo stimolante) e l’LH (ormone luteinizzante) sono le gonadotropine prodotte dall’ipofisi che, quando secrete in quantità importanti, favoriscono un notevole incremento dei livelli di steroidi gonadici (1). L’acquisizione della capacità riproduttiva, la comparsa dei caratteri sessuali secondari ed i radicali cambiamenti psicologici nel soggetto, rappresentano la prima tappa che conduce alla piena maturazione sessuale, come conseguenza del potenziamento della sintesi di ormoni gonadici e della stimolazione delle cellule gonadotrope. È chiaro che, quando lo sviluppo puberale avviene prima dell’età fisiologica (8-10 anni), nell’organismo vengono accelerati anzitempo i meccanismi di crescita, causando notevoli sconvolgimenti, fisici e psicologici, nel soggetto affetto.

La frequenza della pubertà precoce stimata sulla popolazione generale è tra 1:5000 e 1:10000 bambini. Il rapporto femmine/maschi è di 1 a 10. La pubertà precoce è la comparsa dei segni di sviluppo puberale prima dell’età di 8 anni per le femmine, 9 anni nei maschi, età comunque variabile in base all’etnia (per es., 7 anni per le bambine bianche o 6 anni per quelle di colore secondo le linee guida americane), allo stato nutrizionale e a fattori genetici. Quando i segni di sviluppo puberale compaiono dopo gli 8 anni nelle femmine e dopo i 9 anni nei maschi si parla invece di “pubertà anticipata”. Ovviamente questi limiti traggono origine da considerazioni statistiche, date dalla comparsa della pubertà considerata normale nella popolazione di appartenenza. Ricordiamo, infatti, che:

  • il momento di inizio e di conclusione puberale sono sotto il controllo genetico e possono variare nei diversi gruppi etnici.

 

  • La pubertà precoce è molto più frequente nelle femmine che nei maschi, ma mentre in questi ultimi non pone particolari problemi diagnostici e terapeutici, nelle femmine può rappresentare un problema più complesso.

 

  • Uno studio del 1997 su circa 17000 bambine nordamericane ha evidenziato l’anticipazione dello sviluppo puberale, in particolare di circa un anno sia nelle bambine bianche che in quelle di colore, suggerendo la necessità di riconsiderare la definizione di pubertà precoce.(2)

Peraltro, in questo studio veniva rilevato soltanto un inizio più precoce della pubertà a fronte di un età del menarca pressocchè invariata rispetto al passato. Va inoltre considerato che la valutazione delle pazienti era effettuata solo con l’ispezione dei caratteri sessuali secondari, senza alcun follow-up endocrinologico.

Una Commisione della Società Endocrinologica Pediatrica ha comunque individuato nell’età cronologica di 7 anni il limite al di sotto del quale la comparsa dei segni puberali richiede un approfondimento completo; invece tra 7 e 8 anni solo l’evidenza di fattori aggravanti (sospetto di patologia neurologica, accelerazione della velocità di crescita e età ossea avanzata di oltre 2 anni rispetto all’età cronologica oppure la presenza di problemi psicologici) costituirebbe indicazione a un approfondimento diagnostico.(3)

A questi articoli, sono seguite delle critiche sia in America che in Italia. Rosenfield e collaboratori (4) invitavano alla prudenza in quanto, anche se lo sviluppo puberale dopo i 6 anni di età è spesso lentamente progressivo e ha una buona prognosi, non si può non considerare il rischio di perdere alcuni casi patologici con gravi conseguenze prognostiche. Cisternino e collaboratori (5) in uno studio multicentrico su 428 bambine affette da pubertà precoce centrale hanno trovato la presenza di anomalie neurogene nel 16% delle bambine, di queste la pubertà era iniziata tra i 7 e gli 8 anni di età; gli autori prudentemente avanzavano l’ipotesi di una possibile associazione tra lo sviluppo neurologico e la precoce attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, e chiedevano una maggior attenzione diagnostica anche in un’età border-line, con l’intento possibilmente di prevenire le sequele neurologiche con una diagnosi precoce.

 

Effetti collaterali

Sostanzialmente, per la femmina, lo sviluppo puberale precoce consiste nell’accrescimento del seno e nell’anticipazione della prima mestruazione (menarca), mentre nel maschio corrisponde ad un notevole sviluppo del volume testicolare; in entrambi i casi, l’esito finale è un deficit di statura in età adulta, che esprime il risultato del precoce saldamento delle cartilagini di accrescimento indotto dagli ormoni sessuali (in particolare dagli estrogeni). La produzione eccessiva e anticipata di ormoni sessuali (maschili e femminili) accelera, come già accennato, la crescita in altezza ma anticipa lo sviluppo delle ossa lunghe. Come conseguenza l’altezza da adulti può essere inferiore al normale. Lo scatto di crescita puberale porta a un guadagno totale in termine di centimetri nelle femmine pari a 20-25 e nei maschi pari a 25-30. Mentre nelle bambine lo scatto di crescita puberale avviene precocemente e inizia contemporaneamente allo sviluppo del seno, nei maschi lo scatto di crescita puberale avviene molto più tardi, a metà circa del corso dello sviluppo puberale

Il bambino con pubertà precoce può lamentare disagio psicologico e relazionale derivante dai propri, inattesi, cambiamenti corporei e dal confronto con i propri coetanei.

 

Pubertà precoce, bisogna saper distinguere

Parlando di pubertà precoce bisogna distinguere tra:

1) PUBERTA’ PRECOCE VERA o GnRH-dipendente;

2) PSEUDO PUBERTÀ PRECOCE (GnRH-INDIPENDENTE);

3) LE FORME INCOMPLETE (TELARCA PREMATURO, PUBARCA PREMATURO E MENARCA PREMATURO).

1) La pubertà precoce vera è dovuta a un’attivazione precoce della secrezione ipotalamica di GnRH con l’ampiezza e la frequenza della pulsatilità propria della pubertà fisiologica e conseguente maturazione completa delle gonadi e comparsa dei segni puberali. Pertanto si tratta di una pubertà completa, riguardante sia i caratteri sessuali primari che secondari, isosessuale. Può essere ulteriormente distinta in:

Idiopatica, a sua volta classificabile in familiare e non; la forma idiopatica familiare si caratterizza appunto per la familiarità e per un anticipo solo modesto (sotto i 7 anni)  da causa organica; tra queste, l’amartoma ipotalamico è la lesione più frequente.

Per quanto riguarda la distribuzione delle cause della pubertà precoce vera, da uno studio realizzato in Belgio nel periodo 1989-1997 (6)si nota come nelle femmine la causa di gran lunga piu’ frequente sia quella idiopatica (oltre il 50%), mentre nei maschi la causa è ORGANICA nei 2/3 dei casi.

Alla base della maggior parte dei casi di pubertà precoce o anticipata non vi sono malattie, mentre la presenza di casi simili nella famiglia gioca un ruolo di primaria importanza. In casi eccezionali alcuni tumori possono causare la pubertà precoce, mentre in altri la causa della pubertà precoce può essere una malattia dei testicoli, delle ovaie, delle ghiandole surrenali, della ghiandola ipofisi o dell’encefalo oltre che alcune rare malattie genetiche.

 

2) La pseudo pubertà precoce (altrimenti denominata pubertà precoce periferica o incompleta o gonadotropina-indipendente) è caratterizzata dalla comparsa di alcuni caratteri sessuali secondari con perdita della sequenza fisiologica in assenza dell’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi.

Caratteristicamente il dosaggio delle gonadotropine dopo la somministrazione del GnRh dimostra valori di LH e di FSH ridotti.(8)

A seconda del sesso del paziente e degli ormoni prodotti, la pseudopubertà precoce può essere distinta in una forma isosessuale (concordanza tra il sesso e l’ormone prodotto) o in una forma eterosessuale (aumentati livelli ematici di estrogeni nei maschi o di androgeni nelle femmine).

Le cause sono fondamentalmente riconducibili ad alterazioni enzimatiche dell’ormonogenesi delle ghiandole surrenali o della tiroide, a processi neoplastici ormono-secernenti o a formazioni cistiche dell’ovaio. Le più frequenti sono il deficit di 21-idrossilasi o meno comunemente di 11-idrossilasi; determinano un aumento degli androgeni in circolo.(9)

L’anamnesi familiare e l’esame obiettivo associati alla radiografia del carpo e all’ecografia pelvica supportati dai risultati degli esami laboratoristici potranno rivelare la causa responsabile.(8,10)

Il trattamento terapeutico può essere sia medico (cortisone nella sindrome surrenogenitale, tiroxina nell’ipotiroidismo) sia chirurgico a seconda dell’eziologia.

 

3) Le forme incomplete:

  1. a) TELARCA PREMATURO (TP)

Il telarca prematuro si definisce come lo sviluppo precoce della ghiandola mammaria, senza un significativo sviluppo dei capezzoli e delle areole, mono o bilaterale in assenza degli altri segni della maturità sessuale (peli pubici, sviluppo delle piccole labbra e dell’utero).(10)

Questo disturbo insorge tipicamente prima dei 2 anni e raramente dopo i 4 anni, regredisce nella maggior parte dei casi nei 6 mesi o nei 6 anni successivi alla diagnosi. In un piccolo gruppo di bambine il TP si mantiene sino alla pubertà.(11)

E’ una condizione benigna che non pregiudica lo sviluppo e la fertilità delle bambine affette e può essere indotta o da un’aumentata secrezione endogena di estrogeni (i livelli di estradiolo sono sensibilmente più elevati nelle bambine con TP) o da un aumentato apporto estrogenino attraverso la dieta (il problema è più sentito negli USA dove l’impiego degli estrogeni nell’allevamento è consentito) o con l’uso di preparati ad uso topico (trattamento delle sinecchie delle piccole labbra, leucorrea da alterata flora vaginale).(12)

La misurazione del volume ellissoide dell’utero mediante esame ecografico (V=diametro longitudinale x diametro traverso x diametro anteroposteriore x 0,523) è il metodo più sensibile e specifico per distinguere il telarca prematuro dalla pubertà precoce vera.(13)

Non è necessario intraprendere alcun trattamento se non un attento follow-up, poiché è stato osservato che alcune forme possono evolvere in un quadro di pubertà precoce vera.(14)

Lo sviluppo della ghiandola mammaria in assenza di altri segni estrogenici è quasi sempre il risultato di un telarca prematuro.

Il telarca esagerato è una condizione caratterizzata dalla presenza di ghiandole mammarie aumentate di volume associate ad accelerazione della crescita o avanzamento della maturazione ossea talora con ovaie e utero aumentati di volume. Differisce dalla precocità sessuale poiché è spontaneamente regressiva.

  1. b) PUBARCA O IRCARCA PREMATURO

Il pubarca o ircarca prematuro si definisce come la comparsa precoce di pelo pubico o ascellare (ircarca) prima degli 8 anni nelle femmine e di 9 anni nei maschi in assenza degli altri segni di maturità sessuale o di virilizzazione; è provocata da un’aumentata secrezione di androgeni deboli di origine surrenalica. (15)

E’una condizione benigna che non interferisce con lo sviluppo fisiologico puberale e non necessita di alcun trattamento.(16)

Il livello sierico delle gonadotropine in condizioni basali o dopo stimolazione con il GnRh test evidenziano livelli prepuberali. L’età ossea può essere lievemente avanzata per l’età cronologica senza compromettere la statura finale.(16)

La comparsa di effetti androgenici generalizzati quali l’aumento di volume del pene o del clitoride, l’aumento staturale, l’irsutismo o l’abbassamento del tono della voce devono indurre il medico ad escludere la presenza di una sottostante neoplasia androgeno secernente o un’iperplasia congenita surrenale da deficit enzimatico mediante un prelievo per il dosaggio del testosterone, del DHEAS e del 17-idrossiprogesterone.

  1. c) MENARCA PREMATURO

E’ una condizione rara caratterizzata dalla comparsa di perdite ematiche vaginali periodiche senza altri segni di sviluppo sessuale secondario. Il sanguinamento può manifestarsi già all’età di 1 anno e protrarsi per alcuni anni per poi cessare fino alla comparsa del menarca fisiologico. Può essere la prima manifestazione della sindrome di McCune-Albright o di un ipotiroidismo giovanile.

Prima di confermare la diagnosi di menarca prematuro è necessario escludere le cause più frequenti e talora più gravi quali le lesioni traumatiche o infettive della vagina o della cervice, le neoplasie (rabdomiosarcomi), i corpi estranei, l’esposizione a fonti estrogeniche esogene o l’abuso sessuale.

Il menarca prematuro è una condizione benigna che non necessita di alcun trattamento e non pregiudica la fertilità futura.

  1. d) “THELARCHE VARIANT”

E’ una particolare condizione descritta nell’ultimo decennio caratterizzata da quadri clinici a metà tra il telarca prematuro e la pubertà precoce di origine centrale. Nelle bambine affette si riscontra sempre uno sviluppo mammario talvolta associato ad un sanguinamento vaginale in assenza della pulsatilità gonadotropinica e con una risposta di tipo prepubere al GnRH test.(17)

E’ anche questa una condizione benigna che non necessita di alcun trattamento.

 

Conclusioni: accertamenti pediatrici

In conclusione in un bambino che presenti segni esterni (quelli che “si vedono”, cioè sviluppo del seno nella bambina e aumento delle dimensioni dei testicoli nel maschio) di sviluppo puberale precoce è opportuno effettuare una visita pediatrica. Gli accertamenti da eseguire, suggeriti e coordinati da un centro specializzato di endocrinologia pediatrica, possono comprendere:

esami del sangue dopo la somministrazione di farmaci che stimolano o sopprimono la produzione di alcuni ormoni. Per stabilire se si tratta di pubertà precoce vera e distinguerla da una pseudopubertà o dalle forme incomplete, si dosano le gonadotropine dopo carico con GnRH (GnRH 100 _g/m2 e.v., max 100 _g) per valutare il rapporto FSH/LH, che in una pubertà precoce vera risulterà invertito e quindi inferiore a uno;

radiografia polso per valutare l’avanzamento dell’età ossea ed ecografia pelvica (alle bambine) per rilevare il volume ovarico e valutare il rapporto corpo/collo che nella pubertà precoce vera a favore del corpo;

– una volta posta la diagnosi andrà esclusa una organicità con una RMN Possibili risposte al test di carico con il GnRH (LHRH)ç – altri esami del sangue. La terapia della pubertà precoce va decisa caso per caso da uno specialista ed ha come obiettivi: – migliorare la altezza da adulti, rendendola quanto più possibile in linea con la statura familiare;

– evitare al bambino il disagio psicologico derivante dai propri, inattesi, cambiamenti corporei anche in relazione al suo rapporto con il gruppo e l’ambiente;

– salvaguardare le funzioni riproduttive in età adulta.

Mentre sotto i sei anni il trattamento è sempre, o quasi, utile per preservare l’altezza potenziale, non necessariamente tutte le bambine tra i sei e gli otto anni devono essere trattate. In questo caso sicuramente trarranno beneficio dal trattamento quelle con età ossea avanzata (> ai 2 anni) e con una rapida progressione. (7) Solo dopo una esauriente conversazione con i genitori andrà presa di comune accordo una decisione se trattare o non trattare il bambino, tenendo in considerazione anche gli aspetti psicologici.

La pubertà precoce vera si tratta con gli analoghi del GnRH, la via di somministrazione utilizzata è quella intramuscolare, che consente la somministrazione ogni 4 settimane.

Il trattamento viene continuato nelle bambine fino ai 12 anni di età ossea e nei maschi fino ai 13-14 anni di età ossea per non perdere lo spurt puberale a fine trattamento.(7)

La pubertà evolve in modo perfettamente normale, con comparsa dopo 12-15 mesi delle mestruazioni nelle bambine e di livelli puberali di testosterone nei maschi.(6)

Ogni sei mesi si controllerà il bambino dal punto di vista auxologico (peso, altezza, segni puberali), si ripeterà un Rx polso per rivalutare l’età ossea, si doseranno le gonadotropine dopo carico con GnRH e si valuterà lo sviluppo ovarico e uterino con l’ecografia pelvica. Si utilizzano per la terapia farmaci che sono in grado di bloccare la produzione degli ormoni prodotti dalla ghiandola ipofisi, le gonadotropine. Questi farmaci sono efficaci e sicuri. Nei rarissimi casi in cui la pubertà precoce è provocata da un tumore, viene eseguito un intervento chirurgico per l’asportazione di esso. In ogni caso, l’evoluzione della malattia è buona ed i risultati sull’altezza in età adulta sono tanto migliori quanto il trattamento viene iniziato più precocemente.

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Bibliografia

1.Tratto da Andrologia clinica, Wolf-Bernhard Schill, Frank H. Comhaire, Timothy B. Hargreave].

2.Marcia E.et al. Secondary Sessual Characteristics and Menses in Young Girls Seen in office Practice: A Study from the Pediatric Research in Office Practice. A Study from the Pediatric Research in Office Setting Network. Pediatrics 1997, 99: 505-512

3.Paul B. Kaplowitz et al. Reexamination of the Age Limit for Defining When Puberty Is Precocious in Girls In the United States: Implications for Evaluation and Treatment. Pediatrics 1999; 104: 936-41

4.Rosenfield R. et al. Current age of onset of puberty (letter). Lancet 2000; 106: 622-3

5.Cisternino M. et al. Etiology and age incidence of precocious puberty in girls: a multicentric Study. J PediatrEndocrinolMetab 2000; 13 Suppl 1: 695-701

6.Marie-Christine Lebrethon et al. Management of central isosexual precocity: diagnosis, treatment, outcome. Current Opinion In Pediatrics 2000; 12:394-399

7.L. Tato et al. Optimal Therapy of Pubertal Disorders in Precocious/Early Puberty. J. Of PediatricEndocrinology and Metabolism 2001, 14: 985-995

8.Bernasconi S, Bona G, Bozzola M, Buzi F, de Sanctis C, de Sanctis V, Radetti G, Rigon F, Tatò L, Tonini G. Schede diagnostico-terapeutiche di endocrinologia pediatrica. Minerva pediatrica 2001; 53 (4): 37-41.

9.Partsch CJ, Sippell WG. Pathogenesis and epidemiology of precocious puberty. Effects of exogenous oestrogens. Hum Reprod Update. 2001 May-Jun; 7(3): 292-302.

10.Traggiai C, Stanhope R. Disorders of pubertal development. Best Pract Res ClinObstetGynaecol. 2003 Feb; 17(1): 41-56

11.Januszek-Trzciakowska A, Malecka-Tendera E, Lewin-Kowalik J. Thelarche praecox in young girls: recent approaches to the pathogenesis and clinical evaluation. WiadLek 2000; 53(5-6): 312-7

12.Della Manna T, Setian N, Damiani D, Kuperman H, Dichtchekenian V. Premature thelarche: identification of clinical and laboratory data for the diagnosis of precocious puberty. Rev HospClinFac Med Sao Paulo. 2002 Mar-Apr; 57(2): 49-54.

13.Stanhope R. Premature thelarche: clinical follow-up and indication for treatment. J PediatrEndocrinolMetab. 2000 Jul; 13 Suppl 1: 827-30.

14.Garibaldi L. Progression of premature thelarche to precocious puberty. J Pediatr. 1995 Aug;127(2): 336-7.

15.Saenger P, Dimartino-Nardi J. Premature adrenarche. J Endocrinol Invest. 2001 Oct; 24 (9): 724-33.

16.Ghizzoni L, Milani S. The natural history of premature adrenarche. J PediatrEndocrinolMetab. 2000; 13 Suppl 5: 1247-51.

17.Stanhope R, Brook CC. Thelarche variant: a new syndrome of precocious sexual maturation? Acta Endocrinol (Copenh) 1990 Nov; 123(5): 481-6

Sessualità/pubertà precoce. Studi e ricerche: “La ricerca continua sulle cause che determinano lo sviluppo anticipato”

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Il fenomeno della pubertà precoce non riguarda solo le bambine adottate. I ragazzi cambiano voce a 11 anni, le bambine sviluppano il seno a otto, in alcuni casi a sei. Già dal 1997 si è osservato un sensibile anticipo della pubertà negli USA. Ci si chiedeva se stava accadendo lo stesso in Europa.

Attraverso un’indagine si è scoperto che tra la metà dell’ottocento e la metà del novecento l’età media per le prime mestruazioni delle ragazze negli USA ed Europa, era scesa da 17 a 14 anni. Mentre l’età media dei matrimoni aumentava, l’età della maturità sessuale diminuiva. Tutto ciò ha una sua logica che si aggancia a quanto affermato nel post precedente: gli esseri umani si riproducono quando stanno bene. Con il miglioramento della nutrizione e dell’assistenza sanitaria, l’età della pubertà era dunque scesa.

Nel 1950 il dottor James Tunner aveva individuato una tabella della crescita secondo cui l’età media di sviluppo del seno era a 11 anni e mezzo. Nei ragazzini l’aumento del volume testicolare cominciava intorno agli 11 anni e due mesi. Nel 2002, secondo un altro studio, il seno cominciava a svilupparsi uno o due anni prima rispetto le tabelle di Tanner. Si tratta di un fenomeno che riguarda l’intera popolazione mondiale e gli studiosi non ne conoscono ancora le cause.

Certo è il problema che crea il divario tra maturità fisica e psicologicache diventa sempre più ampio. Secondo alcuni studiosi i bambini con pubertà precoce andrebbero incontro ad una sessualizzazione prematura con incapacità ad affrontare le conseguenze. Sono inoltre più esposti ad abusi sessuali, comportamenti sessuali inopportuni, malattie a trasmissione sessuale e gravidanze precoci. Nei ragazzi l’aumento del testosterone aumenta l’aggressività e li porta ad essere più esposti a comportamenti a rischio come l’assunzione di stupefacenti ed alcol o a commettere reati. La maggiore aggressività si riscontra anche nelle ragazzine.

Aumenterebbe anche la possibilità di contrarre tumori in età adulta. Prima una bambina ha le mestruazioni, maggiore è la sua esposizione agli estrogeni. Ciò fa aumentare il rischio di tumore al seno e alle ovaie e cresce anche il pericolo di avere problemi vascolari.

Una crescita anticipata può comportare anche problemi psicologici: statura più alta della media, forme muliebri, dolori mestruali…sono tutti elementi che non si possono nascondere in una classe di ancora bambini. Si può così diventare facile bersaglio di derisione e scherno, con l’aggravante del contributo di genitori poco sensibili degli altri bambini che potrebbero allontanare la ragazzina/il ragazzino sviluppata/o perchè “diverso”.

I cambiamenti sono troppo veloci per essere genetici, si preferisce abbracciare la causa dei fattori ambientali. L’obesità, le sostanze chimiche e perfino i padri assenti sono stati oggetto di studio (una bambina che vive lontana dal padre tende ad avere le mestruazioni prima delle coetanee). Sembra ormai assodato che la pubertà arriva quando si raggiunge un certo peso corporeo. Le anoressiche raramente rimangono incinte. Più un bambino è pesante, più produce leptina. Questo ormone manda un messaggio all’ipotalamo che mette in azione i neurotramettitori che stimolano la pubertà. Questi neurotramettitori regolano l’appetito. Da quando questo studio american ha ipotizzato il legame della pubertà precoce con il peso, si è iniziato ad osservare il fenomeno dell’obesità. Ma l’obesità non basta a spiegare il fenomeno; potrebbe essere vero anche il contrario e cioè che la pubertà precoce scatena l’obesità.

C’è poi tutto il capitolo aperto delle sostanze chimiche che potrebbero imitare gli ormoni e lanciare segnali ingannevoli alle ghiandole della crescita. Certo è che i bambini sono sensibili agli ormoni prima della pubertà proprio perché ne producono pochi e anche un piccolo quantitativo può fare la differenza. Ad esempio l’esposizione dei bambini ai residui di ormoni presenti nella carne potrebbe contribuire ad anticipare l’età puberale. Ma riscontri certi ancora non ce ne sono e la ricerca continua.

(fonte: Internazionale agosto 2010)

Sessualità/pubertà precoce. L’esperto: “Vivere il cambiamento fisico dei nostri figli adottivi con naturalezza”

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Sintesi dell’articolo “Il problema della pubertà precoce nelle bambine adottate da paesi in via di sviluppo” di Raffaele Virdis.

 

Innanzitutto dobbiamo precisare che si definisce pubertà precoce lo sviluppo puberale a sette otto anni. La pubertà precoce preoccupa molti genitori adottivi che si ritrovano ad affrontare entro poco tempo dall’ingresso in famiglia la comparsa del primo menarca. Come effetto diretto ci potrebbe essere la riduzione della statura da adulto rispetto agli standard medi. Il fenomeno interessa molto di più le bambine, soprattutto se arrivate in famiglia grandicelle, ma anche i maschietti non sono completamente esenti da tale fenomeno.

Una delle cause è individuata nelle migliori condizioni di vita. Per un/a bambino/a che arriva in Italia con evidenti segni di denutrizione il benessere psicologico e affettivo unito ad una più corretta alimentazione può accelerare la crescita. La maturità fisica non si accompagna però alla maturità psicologica. Per questo alcuni pediatri preferiscono bloccare, tramite intervento terapeutico, il processo puberale anticipato. Si è osservato, però, che la terapia di blocco non garantisce una crescita sicura dell’altezza anche se l’osservazione su una quarantina di casi porta a concludere che sui soggetti trattati a volte è possibile raggiungere una crescita di 5-6 cm anzichè di 2,5 cm dei soggetti non trattati. Per questo si consiglia di lasciar perdere il trattamento terapeutico nei soggetti che, secondo le tabelle della crescita, riuscirebbero comunque a raggiungere i 157 cm di altezza.

Vorremmo porre maggiore attenzione sulle conseguenze psicologiche. Spesso le bambine già inserite in classi di compagni più giovani, si ritrovano a gestire il cambiamento del proprio corpo quando è in corso l’integrazione in famiglia, a scuola e nella nuova città. Il fatto di trasformarsi in donne è un ulteriore fattore di stress. Vi è poi il timore di venir abbandonate perché non più “bambine”. E’ importante, quindi, da parte dei genitori, non mostrare imbarazzo di fronte alla trasformazione veloce della figlia. L’accettazione del divenire dei nostri figli è la forma più grande di amore. Per questo i genitori devono essere preparati a questi avvenimenti prima dell’arrivo del bambino a casa per non trovarsi spiazzati davanti alla realtà.

Per leggere l’articolo completo vedi: http://www.8ealtro.it/files/9-Il-problema-della-puberta-precoce-….pdf

Sessualità/pubertà precoce. “Le mamme dicono che…”

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Mamma Flora: “R. si è sviluppata a 11 anni e mezzo. Non mi sono inquietata più di tanto. Il pediatra mi ha rassicurata che era in linea con la sua età e la sua etnia. Mi sono poi ricordata che una mia compagna di scuola delle elementari, italiana, ha avuto le prime mestruazioni in quinta elementare.”

Mamma Renata: “La mia bambina è seguita da un endocrinologo. Ogni 28 giorni fa un puntura per bloccare la pubertà precoce. Abbiamo prima fatto ecografia, lastre al polso e misurazione del cranio oltre agli esami del sangue per controllare gli ormoni. Ha 7 anni. Il tutto durerà per circa 2/3 anni dopodiché nel giro di un anno avverrà lo sviluppo. Finora non abbiamo avuto nessuna controindicazione.”

Mamma Lia: “Mia figlia è arrivata in Italia da un anno. Dai 9 ai 10 anni è cresciuta ben 15 cm e continua a crescere. Inoltre sta sviluppando curve femminili. La pediatra non ci ha messo in allarme. Da insegnante posso dire di aver visto bambine italiane svilupparsi in quarta elementare. Penso che un grande impulso sia dato dall’alimentazione più ricca e dalla serenità. Insomma, qui da noi possono permettersi di crescere!”

Mamma Carla: “La mia piccola A., di origine polacca, ha iniziato a sviluppare il bottoncino mammario a 7 anni e dopo 6 mesi l’endocrinologa ha ritenuto opportuno iniziare la cura ormonale per evitare i problemi connessi a questa “patologia”, soprattutto per un corretto sviluppo osseo. La cura da circa un anno e mezzo e spero che tra 6 mesi potremo smettere questa “tortura”. Secondo me a nove anni è del tutto normale che si inizino a vedere i primi segni dello sviluppo.”