Sessualità / sexsting : “Indagini Unicef su bullismo e violenza di genere”

Risultati immagini per #endviolence unicef

 

Sono oltre 100.000 gli U-Reporters tra i 13 e i 30 anni che hanno partecipato al sondaggio online dell’Unicef su giovani e bullismo. U-Report è una piattaforma digitale realizzata per favorire la partecipazione dei ragazzi attraverso dispositivi a loro congeniali, come smartphone, tablet e pc.

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I giovani partecipanti – provenienti da vari Paesi, fra i quali Senegal, Messico, Uganda,  Mozambico, Ucraina, Cile, Malesia, Nigeria, Swaziland, Pakistan e Irlanda – hanno risposto tramite sms, Facebook e Twitter a una serie di domande sull’impatto del bullismo nella loro comunità, sulle proprie esperienze personali e sui possibili mezzi per arginare il fenomeno.

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Questi alcuni risultati emersi dal sondaggio: un terzo degli intervistati considera normale rimanere vittime del bullismo, e una volta subito questo comportamento ha ritenuto di non dirlo a nessuno; la maggior parte degli intervistati che ha rivelato di essere stato vittima di bullismo riferisce di averlo subito a causa del proprio aspetto fisico; il bullismo è collegato anche al sesso, all’orientamento sessuale e all’origine etnica; un quarto delle vittime ha dichiarato di non sapere con chi confidarsi.

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L’indagine fa parte della campagna dell’Unicef #ENDViolence.

Vedi in particolare:

Cyberbullismo: violenza contro i ragazzi     https://ureport.in/poll/1379/

Protezione dei ragazzi on line: i governi fanno abbastanza?    https://ureport.in/poll/621/

Indagine globale sul bullismo   https://ureport.in/poll/575/

Opinioni riguardo alla violenza sulle ragazze nel mondo  

 

 

Gravidanze precoci. UNICEF 4: “Adolescenti, violenza e abuso”

(…) “La violenza e gli abusi sessuali, soprattutto ai danni delle ragazze, sono frequenti e troppo spesso tollerati. Gli atti di violenza si verificano all’interno della famiglia, a scuola e nella comunità; possono essere di natura fisica, sessuale o psicologica. (…) Il fattore trainante dello sfruttamento sessuale ai fini commerciali è la richiesta. Anche se sono spesso coinvolti turisti stranieri, la ricerca dimostra che la stragrande maggioranza della richiesta è in realtà locale. Le ragazze subiscono tassi più elevati di violenza domestica e sessuale rispetto ai ragazzi; questi abusi rafforzano il predominio maschile nella famiglia e nella comunità e al tempo stesso indeboliscono l’empowerment femminile. Le prove raccolte da 11 paesi in via di sviluppo dimostrano un’ampia diffusione della violenza sessuale o fisica contro le adolescenti tra i 15 e i 19 anni, raggiungendo il picco del 65% in Uganda.

 La diffusa accettazione della violenza nel matrimonio come tratto comune della vita, soprattutto da parte delle giovani donne, costituisce un grave motivo di preoccupazione. (…) Più del 50% delle adolescenti tra i 15 e i 19 anni nel mondo in via di sviluppo (Cina esclusa) ritiene che un marito sia giustificato se picchia la moglie in certe circostanze, come quando brucia il cibo e si rifiuta di avere rapporti sessuali.”

Gravidanze precoci. UNICEF 3: “Adolescenti, salute sessuale e riproduttiva”

(…) “L’India presenta la maggiore prevalenza del sottopeso tra le adolescenti, pari al 47%. (…) Circa il 47% delle donne indiane tra i 20-14 anni erano già sposate a 18 anni (…) le madri sottopeso corrono maggiori rischi di decesso. (…)

Le ragazze hanno maggiori possibilità di avere rapporto sessuali precoci durante l’adolescenza, ma meno probabilità di usare contraccettivi. (…) Nel mondo in via di sviluppo circa l’11% delle femmine e il 6% dei maschi tra i 15 e 19 anni dichiara di aver fatto sesso prima dei 15 anni. Quella dell’America Latina e dei Caraibi è la regione con la più alta percentuale di ragazze adolescenti che dicono di avere cominciato a fare sesso prima dei 15 anni, pari al 22%. I livelli più bassi riportati di attività sessuale sia per i ragazzi sia per le ragazze sotto i 15 anni si registrano in Asia.

(…) La gravidanza precoce, spesso conseguenza del matrimonio precoce, fa aumentare i rischi di maternità. (…) Il rischio di mortalità materna è molto maggiore dato che il loro corpo non è abbastanza maturo per affrontare una simile esperienza. (…) Nell’America Latina le ragazze che partoriscono prima dei 16 anni hanno probabilità maggiori di morire rispetto alle donne sopra i vent’anni. Le complicazioni collegate alla gravidanza e al parto sono tra le cause principali di morte a livello mondiale per adolescenti tra i 15-19 anni.”

Gravidanze precoci. UNICEF 2: “Adolescenti, matrimonio precoce”

(…) “In Brasile, Cile, Croazia, Nuova Zelanda e Spagna, 18 anni è l’età a cui ci si può sposare normalmente, che però può essere ridotta, con il permesso dei genitori o del tribunale, a 16 anni. Molte altre nazioni hanno stabilito età diverse per il matrimonio di maschi e femmine, permettendo di solito alle ragazze di sposarsi più giovani rispetto ai ragazzi. Nei due paesi più popolosi del mondo, per esempio, l’età da matrimonio per gli uomini è maggiore di quella per le donne: 22 anni per gli uomini e 20 per le donne in Cina, 21 per gli uomini e 18 per le donne in India. In altri paesi, come l’Indonesia, i minori non sono più vincolati dalla maggiore età una volta sposati.

(…) In pratica, l’età legale per il matrimonio molto spesso non viene rispettata, di solito per consentire agli uomini di sposare ragazze ancora minorenni. In molti paesi e in molte comunità, il matrimonio precoce (definito dall’UNICEF come matrimonio o convivenza prima dei 18 anni), la maternità adolescenziale, la violenza, l’abuso e lo sfruttamento possono effettivamente privare soprattutto le ragazze, ma anche i ragazzi, della loro adolescenza. Il matrimonio precoce, in particolare, è associato a livelli elevati di violenza, emarginazione sociale ed esclusione dai servizi di protezione e dalla scuola.

(…) Un’insufficiente registrazione delle nascite a livello nazionale complica gli sforzi per far rispettare le soglie di età minima; appena il 51% dei bambini nel mondo in via di sviluppo (Cina esclusa) sono stati registrati alla nascita nel periodo 2000-2009. (…) Il matrimonio in adolescenza è più comune in Asia Meridionale e nell’Africa sub sahariana.”

Gravidanze precoci. UNICEF 1: “Uno sguardo sulla situazione degli adolescenti nel mondo

Per redigere il rapporto “La condizione dell’infanzia nel mondo 2011. Adolescenza: il tempo delle opportunità” l’UNICEF ha invitato collaboratori adulti e adolescenti a dare il loro parere sulle diverse sfide che gli adolescenti dovranno affrontare nel prossimo secolo. Noi abbiamo focalizzato la nostra attenzione sul tema trattato in questo momento dal blog. Abbiamo, così,  estrapolato alcuni passaggi che riguardano la salute sessuale e i modelli culturali dei paesi da cui provengono alcuni nostri ragazzi. Per comodità di lettura le sintesi verranno suddivise in diversi post. 

“Circa un terzo delle ragazze nel mondo in via di sviluppo, Cina esclusa, si sposa prima dei 18 anni; in alcuni paesi, si sposa anche quasi il 30% delle bambine sotto i 15 anni. Le bambine che si sposano troppo presto rischiano anche più delle altre di rimanere coinvolte nel ciclo negativo delle gravidanze premature, dei tassi elevati di mortalità e morbilità materna e dei livelli elevati di malnutrizione infantile. (…) Le prove a disposizione mostrano ripetutamente che le bambine istruite hanno minori probabilità di sposarsi troppo presto e di rimanere incinte da adolescenti, mentre hanno più probabilità di conoscere bene l’HIV/AIDS e di avere dei bambini sani quando poi divengono madri. Se è di buona qualità e attinente alla vita dei bambini, l’istruzione li emancipa più di qualunque altra cosa.”