Seminari su adozione e scuola a settembre 2020

La dott.ssa Livia Botta, psicologa e psicoterapeuta, esperta in problematiche del post-adozione, per il prossimo autunno organizza seminari per le famiglie e per la scuola dedicati all’adozione. Mi sembrano tematiche interessanti. Tengo a precisare che non ricevo alcuna percentuale. La dott.ssa Botta neanche la conosco, ma ne stimo la professionalità attraverso i suoi scritti.

FORMAZIONE PER GENITORI
I seminari per genitori verranno proposti nelle due versioni, in presenza e on line. In entrambi i casi il numero di partecipanti sarà limitato.
I seminari in presenza si svolgeranno, come sempre, nell’intera giornata del sabato, mentre quelli on line verranno suddivisi in tre moduli di due ore a cadenza settimanale. 
Di seguito una breve presentazione:
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“LA MENTE ADOTTIVA” seminario per genitori
– in piccolo gruppo IN PRESENZA sabato 3 ottobre 2020 a Genova dalle 10.00 alle 17.30
ON LINE sulla piattaforma Zoom lunedì 5-12-19 ottobre dalle 18.00 alle 20.00
Sintesi. In che modo le relazioni familiari – soprattutto quelle dei primi anni di vita – influenzano lo sviluppo della mente del bambino? Come le esperienze traumatiche possono tradursi nella compromissione di alcuni circuiti cerebrali (processi mnemonici e capacità di gestire situazioni stressanti) e/o dare origine a stati dissociativi? Come le relazioni interpersonali influenzano lo sviluppo delle strutture cerebrali durante tutta la nostra esistenza? Come cambia il cervello di un adolescente? come influiscono differenti pattern di attaccamento genitori-figli? Come relazioni di attaccamento sicure e un ambiente relazionale sensibile possono aiutare bambini, adolescenti e adulti a raggiungere un migliore equilibrio emotivo?
Per maggiori informazioni clicca qui
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“FIGLI A SCUOLA”
– sabato 14 novembre IN PRESENZA
lunedì 16-23-30 novembre ON LINE
Sintesi. Difficoltà che possono presentarsi e indicazioni per superarle, nei diversi livelli di scuola.

“IL LUOGO DELLE ORIGINI”
– sabato 16 gennaio 2021 IN PRESENZA
Sintesi. Come aiutare i figli a coniugare l’appartenenza al nuovo contesto familiare e sociale con le radici originarie, dal momento dell’adozione all’età adulta.

SEMPRE CONNESSI”
– sabato 20 febbraio 2021 IN PRESENZA
Sintesi. Fragilità dell’adolescenza adottiva e usi problematici della rete. L’impatto dei social media sulla famiglia adottiva.

Per saperne di più, potete andare alla pagina dedicata e/o iscrivervi all’incontro di presentazione del 7 settembre.   Lunedì 7 settembre 2020, ore 18.30-20.00 incontro online gratuito di presentazione dei seminari per genitori 2020-21 Iscrizioni qui

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FORMAZIONE PER LE SCUOLE   Anche per i corsi per insegnanti è prevista sia la versione in presenza che quella online, concordandone le modalità con le scuole stesse.
Di seguito una breve presentazione:

“SCUOLA E ADOZIONE. PER UNA DIDATTICA INCLUSIVA” | Per Istituti Comprensivi
Sintesi. Dalla conoscenza della condizione adottiva alle buone prassi suggerite dalle Linee d’Indirizzo

“LA FATICA D’IMPARARE DEGLI ALUNNI CON STORIE DIFFICILI” | Per Istituti Comprensivi
Sintesi. Gli effetti dell’incuria e dei traumi precoci sulla capacità di apprendere e le possibilità di recupero

“ADOLESCENZE ADOTTIVE. QUANDO LA FATICA DI CRESCERE ENTRA IN CORTOCIRCUITO CON LA SCUOLA” | Per Scuole superiori
Sintesi. La complessità dell’adolescenza adottiva nelle sue ripercussioni con l’apprendimento e con le relazioni tra pari

Trovate maggiori informazioni nella pagina dedicata del sito.

L’adozione è ricordare



Come mamma sono cresciuta pian piano. Dapprima con la consapevolezza che non basta avere il desiderio di un figlio per poterlo realizzare, poi con l’umiltà di riconoscere l’umano, prima di tutto dentro di me, e perdonarlo.

Ho sbagliato tante volte, ma come dice un detto “Non è importante quante volte cadi, ma quante volte ti rialzi”. Ed io mi sono rialzata. Mi sono guardata in faccia. Ho cambiato strada, se necessario. Ma, soprattutto, ho viaggiato dentro di me. A volte basta una buona lettura, un incontro, un aneddoto, di quelli che ti capitano giorno per giorno. Ho imparato anche a indebolire l’indice che ogni tanto mi trovo a puntare contro qualcosa, contro qualcuno.

Cosa succederà adesso?

Le adozioni si sono fermate

Credo che non ci siano dubbi che certi interventi siano stati più che necessari. La notizia di questi giorni che le adozioni dalla Cina abbiano ripreso il loro corso, un po’ mi ha rallegrata, un po’ mi ha inquietata. Credo, infatti, che sia prematuro dire “va tutto bene”. Comprendo la voglia di riprendere la vita di prima, il tempo che passa, i figli che aspettano, ma, a mio avviso, è da incoscienti fare finta di nulla. Qualcosa è accaduto. Fuori di noi. Dentro di noi. Soprattutto mi aspetto che sia cambiato qualcosa dentro di noi. Il desiderio di un figlio è più che legittimo, ma è un dono, non un diritto. E per raggiungere il mio scopo non ho il diritto di mettere a repentaglio la vita degli altri. Questo è un invito al buon senso anche da parte degli enti. E all’accettazione da parte delle coppie.

Ci sono tanti bambini in stato di bisogno

C’erano anche prima. Da sempre, c’è pieno il mondo. Eppure le adozioni sono centellinate, i paesi aprono e chiudono a seconda di legislazioni più o meno severe oppure solo per alzare la posta. Ci ho pensato tante volte: i bambini sono oggetto di scambio e di favori da parte di alcuni paesi. L’Italia è un paese che sta invecchiando, le coppie faticano a metter su famiglia, i tempi della procreazione sono stati proiettati in avanti quando donne e uomini non sono più all’apice della loro fertilità. Bambini in cambio di cosa? In cambio di favori politici/economici/bellici. Anche nell’attuale emergenza è risultata chiara l’influenza delle pressioni economiche su una poco tempestiva comunicazione del contagio.

L’adozione è ricordare

Io non dimentico che mia figlia proviene da un paese in cui c’è una distribuzione della ricchezza iniqua. Io non dimentico che i bambini che arrivano in Italia non hanno cure adeguate nel loro paese perché la Sanità è assente o, se c’è, è in mano ai privati. Non mi dimentico che le guerre sono alimentate da interessi economici molto spesso dei paesi occidentali che fanno affari con governi sporchi e corrotti. Non mi dimentico che le élite sono uguali in tutto il mondo: ti riducono alla fame per avere sudditi che scodinzolano allo spargere delle briciole.

La scuola è di tutti e per tutti

In questi giorni sono poco su Facebook, ma mi è bastato una frase per farmi sobbalzare sulla sedia. Alcuni genitori, privilegiati, si sarebbero espressi per classi differenziate per gli alunni che non hanno il PC e non possono seguire le lezioni da casa in tempo di Coronavirus. Mi è tornato alla mente il Maestro Manzi e la sua trasmissione RAI per combattere l’analfabetismo in Italia, nel 1960, in uno sforzo nazionale coeso. Se qualcuno pensa di avere più diritti di altri non ha capito niente. Se si pensa ancora che il tempo, la corsa, il privilegio siano un modo per superare la fila, non c’è stata maturazione. Forse più che un virus, ci servirebbe  un Arlecchino che fa le pernacchie per sgonfiare l’autoreferenzialità di taluni.

L’adozione e lo stigma

Mi sento molto vicina a quelle famiglie che hanno figli con bisogni speciali pur non essendo bambini/ragazzi adottati. Vedo tante similitudini con alcuni dei nostri figli: l’isolamento, la difficoltà ad interagire con i compagni, il bullismo, arrancare ed essere sotto pressione sempre per non arrivare ultimi. Cerchiamo di liberarci dallo stigma dell’adozione parlandone bene anche quando le cose proprio non vanno. Ho incontrato tante famiglie che rifiutano di frequentare gruppi o associazioni perché non vogliono avere un marchio. Ma è davvero così che ci si libera di uno stigma? Non è meglio uscire allo scoperto? Io sono orgogliosa di essere mamma adottiva e ne parlo volentieri, con zone di luci e ombre. Credo sarebbe lo stesso se avessi un figlio biologico perché sono fatta così, non mi piace essere né compianta né esaltata. Questa è semplicemente la strada che sto percorrendo, con i suoi alti e i suoi bassi.

Che cosa rimarrà, dunque, dopo il Coronavirus. Spero poco. Quel giusto per alimentare un minimo di sicurezza. C’è un tempo per la battaglia e c’è un tempo per la ricostruzione. Se il mondo dell’adozione vuole ripartire occorre umiltà, collaborazione e amore dei bambini. Se sulla cima dei bisogni si mette il denaro e la fretta di dimenticare, non c’è amore per i bambini.