Mamma AlbaRosa: “Post-adozione e forum”

 “Stiamo partecipando ad alcuni incontri riguardanti il post-adozione organizzati da GSD (Genitori Si Diventa) e una delle cose che è stata evidenziata è la chiusura all’esterno della famiglia adottiva dopo l’arrivo del bambino. Ciò è dovuto un po’ al notevole impegno che l’arrivo del bambino/a/i comporta ma soprattutto alla necessità di normalità a cui aspira la nuova famiglia quasi a voler dimenticare la propria origine.

Ci sono poi gli inevitabili problemi dell’inserimento in famiglia che molto spesso spaventano i neo genitori fino a procurare loro dei veri e propri sensi di colpa che li fanno sentire inadeguati o perfino a generare in loro la paura di aver fatto una scelta sbagliata.

Quello che spesso non si sa è che i problemi sono comuni a tutte le famiglie adottive e che il confronto è una delle migliori risorse di cui possono disporre e che dovrebbero cercare. Ma come è ampiamente dimostrato su questo forum, e anche su altri, le discussioni pre-adozione sono largamente partecipate mentre nel post le famiglie scompaiono e nel conto inserisco anche me stessa.”

 (fonte: forum AIBI)

Post-adozione. Il punto di vista dell’ente AIBI

“Sostenere le coppie adottive in uno dei momenti più delicati della storia familiare: l’ingresso del figlio nella famiglia. Una proposta per migliorare l’accoglienza del bambino nel momento in cui il bisogno di sostegno alla coppia potrebbe essere maggiore. L’inserimento a scuola, l’accoglienza nella famiglia allargata e nella comunità: sono tutti passaggi fondamentali che possono mettere in difficoltà i genitori adottivi.

In queste fase la famiglia è lasciata sola.

Per legge viene stabilito, infatti, che la coppia sia seguita dai servizi territoriali nella fase di post-adozione solo se lo richiede; non si tratta di una tappa obbligatoria (legge 476/1998, articolo 31, lettera m).

La coppia, iper-selezionata e formata nella fase iniziale dell’iter adottivo, non viene più seguita e questo rappresenta un evidente vuoto legislativo. Solo cinque regioni italiane (Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna) hanno siglato un Protocollo operativo con i servizi territoriali per gestire il post-adozione.

Per Ai.Bi. dovrebbe diventare obbligatoria, ex lege, la fase di accompagnamento della coppia nel post-adozione, anche perché potrebbero essere proprio le famiglie che non lo chiedono ad avere bisogno di un aiuto maggiore.

L’accompagnamento nel post adozione è un lavoro che dovrebbe essere svolto dai servizi sociali la cui presenza sul territorio è capillare. Troppo spesso invece questo ruolo viene delegato agli enti, che fanno fatica con i loro mezzi a seguire coppie dislocate su tutto il territorio nazionale.”

(fonte: aibi.it)

Perchè un blog sul post-adozione

Inserendo “post-adozione”  nella ricerca su Google sono apparsi i siti dei principali enti autorizzati all’iter adottivo, qualche psicologa che pubblicizza la sua attività e il sito di riferimento della CAI – Commissione Adozioni Internazionali.

Scegliendo a campione degli enti e visitando i loro siti si capisce che, nella maggior parte dei casi, per post-adozione, s’intende il monitoraggio della coppia nel primo anno d’ingresso del minore in famiglia con la compilazione dei documenti e traduzioni da spedire ai paesi d’origine. Si offrono anche sedute a pagamento individuali con psicologhe collegate all’ente. Qualche ente di medie dimensioni organizza corsi per le coppie, ma parlano per lo più dei problemi d’inserimento di bambini piccoli e si limitano alle fasi della crescita relative agli anni delle elementari e delle medie. Qualcuno stimola spunti di riflessione sull’adolescenza. Di solito si tratta degli enti grandi, più strutturati, con equipe di operatori stabili, che si occupano di questi temi in maniera continuativa. La loro rete non copre tutta Italia e non sono alla portata di tutti.

Per correttezza di cronaca diciamo anche che alcuni enti organizzano gruppi di mutuo aiuto, altri si stanno attivando verso particolari servizi quali insegnanti a domicilio a richiesta della famiglia e corsi per i nonni adottivi. Rimango dell’avviso che, rispetto alla moltitudine di enti presenti in Italia, più di 60, queste iniziative risultino ancora limitate.

Quello che farebbe la differenza è, invece, un sostegno permanente alle famiglie con figli adolescenti, la fase critica per eccellenza. E’ inoltre indispensabile seguire la crescita dei nostri figli nella scelta delle superiori, nell’impatto del mondo del lavoro, nell’uscita da casa, nella creazioni di nuovi affetti. Insomma i nostri figli sono figli sempre, non solo nella fase iniziale di questa esperienza.

Sopperiscono alle mancanze degli enti, alcuni dei quali si stanno comunque attivando e offrono buoni servizi, le associazioni di famiglie che molto spesso si formano proprio nell’ottica di questa esigenza di mutuo aiuto spontaneo tra famiglie adottive.

Le famiglie hanno bisogno di comunicare e di sapere. Forse i siti degli enti non sono i luoghi più adatti per parlare delle difficoltà incontrate nell’iter adottivo in quanto, purtroppo, lasciatemelo dire, anche l’adozione rientra in una certa area di business, si spera almeno più etica di altre. Ma anche qui ci riserviamo e lasciamo fare il lavoro di supervisione alla CAI.

Questo blog vuole essere svincolato da qualsiasi censura. Non si ha la presunzione di offrire soluzioni. Lo scopo principale è la condivisione per sentirci meno soli in questa esperienza incredibile dell’adozione. Verranno offerti via via spunti di riflessioni e link ai siti che parlano di alcune tematiche importanti.