Mamma Anna: “Il nostro post-adozione fai da te”

“La nostra esperienza è un po’ particolare in quanto abbiamo adottato le nostre due figlie attraverso un ente che nel corso dell’ìter è stato chiuso dalla CAI. Per questo non abbiamo fatto nessun incontro preparatorio. Solo su nostra iniziativa abbiamo iniziato a frequentare i corsi del CIAI che ha una sede nella nostra città. Va da sé che il post-adozione potevamo solo sognarlo. Abbiamo mantenuto il rapporto con il CIAI anche negli anni successivi, ma quello che più ci è mancata è la telefonata di una famiglia adottiva amica con la quale confrontarci. Nessuno che ti chiama per sapere come stai, sommersi dalle mille incombenze che due figlie comportano…..ti fa sentire molto solo e senza argini. Ci siamo rivolti ad una psicologa privata che risiedeva in un’altra città. L’esigenza è sorta dalle problematiche di nostra figlia minore. Ci siamo trovati abbastanza bene. Dico “abbastanza” perché mio marito ha avuto delle riserve sul suo metodo d’indagine. Non abbiamo mai pensato di contattare i Servizi Sociali con incontri individuali di famiglia. Piuttosto abbiamo chiesto di essere inseriti in un gruppo di mutuo aiuto che però non ci soddisfa. Siamo in otto coppie con figli adolescenti: dovremmo essere entrati in sintonia perché ci frequentiamo da un po’. Invece nessun contatto, nessuna mail. Ci si trova lì è basta. Secondo me la responsabilità ce l’hanno anche le due psicologhe che gestiscono il gruppo. Sono molto giovani e non sono riuscite, secondo la mia opinione di profana, a creare un clima accogliente che faccia interagire le persone. Una volta mi sono azzardata a raccontare un episodio successo in casa e una di queste si è espressa così: “ Siete più agitati dei vostri figli”. A me è sembrata un’uscita infelice. Scusa, io vengo qui perché sono in difficoltà, già mi faccio mille domande e mi porto addosso mille dubbi e tu esprimi un giudizio così superficiale? Mi conforta che altre coppie, che hanno avuto altre esperienze di mutuo aiuto, e quindi sono più collaudati di noi, abbiano espresso la mia stessa perplessità. Oggi sono tre anni che le nostre figlie sono in Italia. Abbiamo le stesse esigenze: un rapporto franco con altre coppie che stanno vivendo o hanno vissuto le nostre difficoltà.”

Post-adozione. Papà Sergio: “L’adozione riuscita è il risultato coeso di più forze”

“Per adottare bisogna essere in due, possibilmente supportati dalla scuola, da servizi sociali idonei, da figure professionali preparate sul tema dell’adozione, per affrontare le varie problematiche che si presentano nel percorso di crescita dei ragazzi adottati, soprattutto se già grandicelli. L’impegno e la fatica costanti spesso ci scoraggiano e ci lasciano affranti di fronte alle sconfitte dei nostri figli, lo sforzo per rialzarsi insieme a loro e continuare nonostante tutto diventa un macigno insopportabile, la speranza di vederli spiccare il volo a volte un miraggio e un pio desiderio.

A parole tutti ti capiscono, ma in realtà quando si tratta di aiutarli, sia la scuola sia il mondo del lavoro si defilano.”

Perchè un blog sul post-adozione

Inserendo “post-adozione”  nella ricerca su Google sono apparsi i siti dei principali enti autorizzati all’iter adottivo, qualche psicologa che pubblicizza la sua attività e il sito di riferimento della CAI – Commissione Adozioni Internazionali.

Scegliendo a campione degli enti e visitando i loro siti si capisce che, nella maggior parte dei casi, per post-adozione, s’intende il monitoraggio della coppia nel primo anno d’ingresso del minore in famiglia con la compilazione dei documenti e traduzioni da spedire ai paesi d’origine. Si offrono anche sedute a pagamento individuali con psicologhe collegate all’ente. Qualche ente di medie dimensioni organizza corsi per le coppie, ma parlano per lo più dei problemi d’inserimento di bambini piccoli e si limitano alle fasi della crescita relative agli anni delle elementari e delle medie. Qualcuno stimola spunti di riflessione sull’adolescenza. Di solito si tratta degli enti grandi, più strutturati, con equipe di operatori stabili, che si occupano di questi temi in maniera continuativa. La loro rete non copre tutta Italia e non sono alla portata di tutti.

Per correttezza di cronaca diciamo anche che alcuni enti organizzano gruppi di mutuo aiuto, altri si stanno attivando verso particolari servizi quali insegnanti a domicilio a richiesta della famiglia e corsi per i nonni adottivi. Rimango dell’avviso che, rispetto alla moltitudine di enti presenti in Italia, più di 60, queste iniziative risultino ancora limitate.

Quello che farebbe la differenza è, invece, un sostegno permanente alle famiglie con figli adolescenti, la fase critica per eccellenza. E’ inoltre indispensabile seguire la crescita dei nostri figli nella scelta delle superiori, nell’impatto del mondo del lavoro, nell’uscita da casa, nella creazioni di nuovi affetti. Insomma i nostri figli sono figli sempre, non solo nella fase iniziale di questa esperienza.

Sopperiscono alle mancanze degli enti, alcuni dei quali si stanno comunque attivando e offrono buoni servizi, le associazioni di famiglie che molto spesso si formano proprio nell’ottica di questa esigenza di mutuo aiuto spontaneo tra famiglie adottive.

Le famiglie hanno bisogno di comunicare e di sapere. Forse i siti degli enti non sono i luoghi più adatti per parlare delle difficoltà incontrate nell’iter adottivo in quanto, purtroppo, lasciatemelo dire, anche l’adozione rientra in una certa area di business, si spera almeno più etica di altre. Ma anche qui ci riserviamo e lasciamo fare il lavoro di supervisione alla CAI.

Questo blog vuole essere svincolato da qualsiasi censura. Non si ha la presunzione di offrire soluzioni. Lo scopo principale è la condivisione per sentirci meno soli in questa esperienza incredibile dell’adozione. Verranno offerti via via spunti di riflessioni e link ai siti che parlano di alcune tematiche importanti.