Chi sono

Sono stata tempo fa a una mostra dove era esposto “Il seminatore” di Van Gogh. Chi meglio di noi genitori adottivi – mi sono detta – può capire? Seminiamo, seminiamo e non sappiamo come sarà il raccolto. Per fortuna un caldo sole accompagna i nostri passi e ci dà energia.

Mi chiamo Roberta Cellore. Sono mamma adottiva da 16 anni. Sono anche laureata in Economia e per lavoro, analista bancario, seguo le vicende internazionali. Da qui la mia attenzione per il mondo dell’infanzia e delle donne.

Questa è una nuova versione del ilpostadozione, la parte integrale degli argomenti trattati nei passati quattro anni di attività li puoi trovare all’indirizzo https://ilpostadozione.wordpress.com/.

In questo spazio ho deciso di cambiare struttura. Non più per argomenti (ricerca delle origini, solitudine dei papà, America Latina, gestione dell’ira e rabbia, scuola, la scelta delle superiori etc) ma per riflessioni. Riflessioni che riguardano il mondo dell’adozione come la vivo, da mamma ormai collaudata, anche se mai abbastanza.  Mia figlia è adulta. 16 anni di vita vera da quando è entrata nella nostra famiglia. Una grande elaborazione personale. Niente da insegnare. Ancora tutto da capire.

Ilpostadozione rimane comunque uno spazio in divenire e sempre disponibile a considerare proposte e suggerimenti. Mi piacerebbe ospitare anche te, con le tue riflessioni, se ti va. Ognuno di noi è importante per aprire la mente e spalancare gli occhi sul mondo.

Per eventuali contatti e contributi: ilpostadozione@tiscali.it

Grazie a tutti, anche a chi solo mi legge. E leggendo quanto scrivo, così almeno spero, legge in se stessa (o
se stesso).

 

 

0 pensieri riguardo “Chi sono”

  1. Sono una futura mamma adottiva e più si avvicina il momento di partire più mi sento investita di una responsabilità immane per le mie forze, soltanto la fede mi sta sorreggendo in questi momenti. Mi chiedo perché dopo essere arrivata a questo punto non senta dentro il mio cuore quella felicita che naturalmente dovrebbe esserci!

    1. Cara Giusy, hai tutto il diritto di sentirti un po’ spaventata. Chi di noi non lo è stato? Ricordo ancora me e mio marito ai vari incontri con le famiglie già collaudate: ogni segno, ogni sospiro era motivo per fare domande e indagare. Poi guardavamo i bambini ridere e correre con un grande pieno di energia e lo consideravamo un segno positivo per il cammino che avevamo scelto.

      Questo blog non vuole spaventare, ma informare. Non è un percorso facile l’adozione, ma si può fare. C’è chi è più fortunato, chi deve faticare di più, chi proprio non ce la fa. Ma in tutte le esperienze della vita è così. Se si finisce di rischiare, si finisce anche di vivere. L’importante è non buttarsi a capofitto in un’avventura senza sapere cosa potrebbe accadere. A noi è successo un po’ così.

      Per questo ho iniziato questo blog, ma spero che altri genitori mi seguano nel progetto. Secondo me le coppie con più esperienza dovrebbero stare vicino alle coppie giovani, per rincuorarle e condividere gioie e fatiche.

  2. Ciao Bertaro, dall’alto (si fa per dire….) della mia esperienza più che decennale di adozione, con due figli ormai maggiorenni, ma sempre da “accogliere”, comprendere e amare ancor più di quando erano piccoletti, ci tengo a condividere con voi e a sottolineare l’importanza di un criterio che ho imparato frequentando il gruppo di Famiglie per l’Accoglienza: il “perdono della diversità” dei nostri figli….: diversità rispetto alle nostre attese, ai nostri desideri, progetti, sogni che abbiamo nutrito su di loro magari per anni, rispetto agli esiti che ci saremmo augurati…Non è facile da mettere in pratica: è un’educazione continua all’accoglienza, alla gratuità vera che ci viene chiesta in quanto genitori, è quasi una forma di ascesi e distacco….. Ma consente anche di considerare con una strana serenità gli eventuali problemi che ogni relazione affettiva comporta.

    1. Ieri sera con una mamma con figli grandi parlavo di quel certo “distacco” di cui accenni, cara Cris, che, sia chiaro, non significa “freddezza”. Significa, secondo me, la capacità di osservare ciò che accade a questi ns figli come se fossero una plastilina da modellare. Noi possiamo cercare di disegnare una bozza, configurare un grezzo prototipo, ma l’elemento artistico, quello che fa unico ogni donna e uomo, non lo possiamo decidere noi. Mi sono convinta che nell’adozione ci voglia una grande dose di umiltà nel riconoscere i nostri limiti di genitori. Dall’altra parte ci vuole entusiasmo e convinzione nel partecipare al progetto adottivo senza avere la velleità di raggiungere una meta definitiva.

  3. Leggo: il “perdono della diversità” dei nostri figli….:

    La diversità non si perdona! Se si perdona si parte dal presupposto che comunque è sbagliata. La diversità o si accetta o non si accetta. Sicuramente è più onesto dire a se stessi di non riuscire ad accettarla, la diversità. Forse si può imparare a conoscere e accetare la diversità facendo degli esercizi di ginnastica intellettuale che non richiedono troppi sforzi. L’importante è allargare il cervello e far passare più pensieri possibile, leggere libri, guardare quadri, ascoltare musiche e conoscere storie. Ma vi prego non si può “perdonare” un figlio per essere diverso dal padre non siamo più nell’800.
    Dovreste essere orgogliosi della diversità dei vostri figli che sono stati capaci di elaborare una propria storia di essere stati imboccati ed educati proprio da voi a prendere decisioni autonome e ad essere degli individui capaci di scegliere coscientemente la propria vita.

    1. Non credo che sia un caso che le tre parole incriminate siano state messe tra virgolette. Hai ragione, non c’è niente da perdonare e nessuno intende mettersi su un piano superiore. Credo che l’adozione, come ho scritto nel post precedente, sia una grande lezione d’umiltà. Ho visto genitori essere molto orgogliosi dei propri figli per le piccole conquiste quotidiane. Ho visto genitori pieni di energia per tutelare i propri figli. Cerchiamo di andare oltre alle semplici parole. In questo blog c’è lo spazio di parlare dei dubbi e difficoltà. Se cominciamo a mettere i puntini sulle “i” per un discorso magari espresso male, non ne veniamo fuori, cerchiamo di cogliere i concetti essenziali. Sono mamma adottiva e, quando ho letto l’intervento di Cris, non ho dato l’interpretazione “severa” che tu hai espresso. Forse perchè per migliorarmi sono dovuta passare per strade tortuose e ho bene pesato le debolezze umane. La cosa importante, comunque, alla fine, è rialzarsi e andare avanti facendo tesoro di quello che si è imparato.
      Grazie per essere intervenuta: è servito a chiarire una posizione che poteva essere mal interpretata.

  4. Ciao, ho trovato questo blog casualmente. Mio figlio ormai ha 20 anni, ma se è vero che non si smette mai di essere genitori, allora il postadozione è ancora in corso….. Ora mi metterò a leggere con calma, intanto grazie di aver pensato di condividere le vostre esperienze e di questo spazio di dialogo.

    1. Questo spazio è gestito da genitori, se vuoi collaborare anche tu, sei la benvenuta. Come avrai visto dal primo post (perchè un blog sul postadozione?) l’intento è quello di mettere in circolo i pensieri, le sensazioni, le conoscenze. Non si pretende di dare risposte, ma punti di vista su cui possiamo essere d’accordo o meno. L’importante è capire che quando si parla di relazioni umane nessuno ha la verità rivelata.
      Grazie di averci contattato.

  5. Mi chiamo Susy e sono una mamma adottiva di due splendidi, adesso, adolescenti. Mio figlio più grande ha quasi diciotto anni e, nonostante tutti i miei sforzi per creare un rapporto di fiducia lui, non smette mai di raccontare bugie soprattutto riguardo alla scuola. I miei figli vengono dal Cile e sono otto anni che sono in italia. Volevo chiedervi se anche a qualche altro genitore è capitato perchè ultimamente mi sento veramente esasperata. Ho bisogno di un vostro consiglio. Grazie

    1. MRita: “Seguilo da lontano, tuo figlio, senza fartene accorgere. Molto spesso sono prove che i ragazzi fanno per vedere la nostra reazione. Loro misurano il nostro bene sulla considerazione che abbiamo di loro. Se sbaglia faglielo notare parlando, non prenderlo di punta che è peggio, vedrai che lui capirà. Ci vuole tanta pazienza con loro, ma poi il bene trionfaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa. Un bacio e forza.”

      Benedetta è una ragazza che scrive: “Mi spiace per mamma Susy, pure io sono adottata e vengo dal Cile. Pure io in adolescenza ho avuto parecchie difficoltà. Quello che mi vien spontaneo pensare, sia per esperienza personale che per esperienze vicine, che la difficoltà che sta passando questa signora è la cosa più normale del mondo… che succede nella maggior parte delle famiglie. E’ difficile poter dare consigli o pareri senza conoscere meglio la situazione, ma, se vuoi, puoi girarle il messaggio che è importante parlarne tanto in famiglia, mostrare continuamente lealtà (sentimenti reali) e che in caso di situazione di vera esasperazione ci sono sempre terapeuti bravi che facilitano le situazioni.”

  6. Ciao Susy, le bugie sulla “scuola ” hanno le gambe corte!! Se le dice, o teme le tue reazioni di rimprovero o lo fa per chiedere aiuto. Ha bisogno di ripetizioni? Se puoi stare più a contatto con gli insegnanti e andare più spesso ai colloqui, e lui lo sa, non avrà più motivo di mentire.
    Cerca anche su internet “perché si mente” e potrà esserti di aiuto. Coraggio, non ti esasperare, forse è proprio ciò che lo frena!!
    Gioia

  7. Ciao mi piacerebbe far parte di questa iniziativa ma sono un po una capra telematicamente parlando. Cosa devo fare per ricevere i vs pensieri e parlarvi dei miei?. Io sono un papà ado da 15anni e sono un socio fondatore di Famiglie del Mondo.

    1. Caro Francesco, manda i tuoi pensieri alla mail ilpostadozione@tiscali.it. Come avrai osservato trattiamo argomenti fissi per dare un ritmo al blog. Posso solo dirti che il prossimo tema sarà la “Colombia”. Se hai materiale che si può inserire come intercultura, rispetto delle origini, noi siamo qui per valorizzarlo. Vedi in proposito Brasile e Cile. Come la vs associazione, anche noi siamo attenti al paese di provenienza dei nostri figli e siamo ben lieti di aggregare chi supporta questo intento. L’unione fa la forza!

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