Sessualità/pubertà precoce. Studi e ricerche: “La ricerca continua sulle cause che determinano lo sviluppo anticipato”

 

Il fenomeno della pubertà precoce non riguarda solo le bambine adottate. I ragazzi cambiano voce a 11 anni, le bambine sviluppano il seno a otto, in alcuni casi a sei. Già dal 1997 si è osservato un sensibile anticipo della pubertà negli USA. Ci si chiedeva se stava accadendo lo stesso in Europa.

Attraverso un’indagine si è scoperto che tra la metà dell’ottocento e la metà del novecento l’età media per le prime mestruazioni delle ragazze negli USA ed Europa, era scesa da 17 a 14 anni. Mentre l’età media dei matrimoni aumentava, l’età della maturità sessuale diminuiva. Tutto ciò ha una sua logica che si aggancia a quanto affermato nel post precedente: gli esseri umani si riproducono quando stanno bene. Con il miglioramento della nutrizione e dell’assistenza sanitaria, l’età della pubertà era dunque scesa.

Nel 1950 il dottor James Tunner aveva individuato una tabella della crescita secondo cui l’età media di sviluppo del seno era a 11 anni e mezzo. Nei ragazzini l’aumento del volume testicolare cominciava intorno agli 11 anni e due mesi. Nel 2002, secondo un altro studio, il seno cominciava a svilupparsi uno o due anni prima rispetto le tabelle di Tanner. Si tratta di un fenomeno che riguarda l’intera popolazione mondiale e gli studiosi non ne conoscono ancora le cause.

Certo è il problema che crea il divario tra maturità fisica e psicologicache diventa sempre più ampio. Secondo alcuni studiosi i bambini con pubertà precoce andrebbero incontro ad una sessualizzazione prematura con incapacità ad affrontare le conseguenze. Sono inoltre più esposti ad abusi sessuali, comportamenti sessuali inopportuni, malattie a trasmissione sessuale e gravidanze precoci. Nei ragazzi l’aumento del testosterone aumenta l’aggressività e li porta ad essere più esposti a comportamenti a rischio come l’assunzione di stupefacenti ed alcol o a commettere reati. La maggiore aggressività si riscontra anche nelle ragazzine.

Aumenterebbe anche la possibilità di contrarre tumori in età adulta. Prima una bambina ha le mestruazioni, maggiore è la sua esposizione agli estrogeni. Ciò fa aumentare il rischio di tumore al seno e alle ovaie e cresce anche il pericolo di avere problemi vascolari.

Una crescita anticipata può comportare anche problemi psicologici: statura più alta della media, forme muliebri, dolori mestruali…sono tutti elementi che non si possono nascondere in una classe di ancora bambini. Si può così diventare facile bersaglio di derisione e scherno, con l’aggravante del contributo di genitori poco sensibili degli altri bambini che potrebbero allontanare la ragazzina/il ragazzino sviluppata/o perchè “diverso”.

I cambiamenti sono troppo veloci per essere genetici, si preferisce abbracciare la causa dei fattori ambientali. L’obesità, le sostanze chimiche e perfino i padri assenti sono stati oggetto di studio (una bambina che vive lontana dal padre tende ad avere le mestruazioni prima delle coetanee). Sembra ormai assodato che la pubertà arriva quando si raggiunge un certo peso corporeo. Le anoressiche raramente rimangono incinte. Più un bambino è pesante, più produce leptina. Questo ormone manda un messaggio all’ipotalamo che mette in azione i neurotramettitori che stimolano la pubertà. Questi neurotramettitori regolano l’appetito. Da quando questo studio american ha ipotizzato il legame della pubertà precoce con il peso, si è iniziato ad osservare il fenomeno dell’obesità. Ma l’obesità non basta a spiegare il fenomeno; potrebbe essere vero anche il contrario e cioè che la pubertà precoce scatena l’obesità.

C’è poi tutto il capitolo aperto delle sostanze chimiche che potrebbero imitare gli ormoni e lanciare segnali ingannevoli alle ghiandole della crescita. Certo è che i bambini sono sensibili agli ormoni prima della pubertà proprio perché ne producono pochi e anche un piccolo quantitativo può fare la differenza. Ad esempio l’esposizione dei bambini ai residui di ormoni presenti nella carne potrebbe contribuire ad anticipare l’età puberale. Ma riscontri certi ancora non ce ne sono e la ricerca continua.

(fonte: Internazionale agosto 2010)