La solitudine delle mamme. Abbracciamo le mamme che non ce la fanno

In libreria: “Ottima scelta, signora, è un libro bellissimo! Parla di figli…”

La cliente, sulla sessantina: “Allora non lo voglio. Non mi parli di figli. Ne ho tre e l’ultimo mi pento ogni giorno di averlo partorito!” 

Di fronte ad un’affermazione così forte, un decennio fa, sarei rimasta sbalordita e credo, avrei pensato male di quella donna. Oggi ho provato tristezza e partecipazione. Avrei voluto prenderla da parte e dirle che capisco il suo dolore. Sono convinta che ne debbano succedere delle belle perché una madre parli così di suo figlio. Chi non attraversa foreste così fitte e pericolose non può capire. Chi capisce, sa. 

E’ un invito ad abbracciare le mamme che non ce la fanno. Magari non ce la fanno in quel momento. Non per questo sono mamme dal segno meno. Apprezziamo, invece, la loro umanità. 

La solitudine delle mamme sarà il tema di questo mese, affrontato con serietà ed un po’ d’ironia. E’ un tema a me caro perché nel mio percorso mi sono accorta che ci sono ancora tanti tabù sulla maternità. Mi sono sentita tante volte una mamma troppo imperfetta e nessuno mi ha detto che non era vero, a parte mio marito che conosceva la mia sofferenza profonda. Poi un giorno ho incontrato quella signora che vi ho detto e mi sono sentita in compagnia.