Gravidanze precoci. Sofia, 15 anni: “Dopo nove mesi ho raggiunto una certa serenità”

“Io di anni ne ho 15 e anch’io come Flap sono alla fine della mia gravidanza. Come ci si sente? Beh diciamo che all’inizio c’è troppa confusione e terrore. Non volevo che si sapesse, me ne volevo andare per tutta la gravidanza da qualche parte oppure volevo abortire, anzi diciamo che abortire è stato il mio chiodo fisso perchè avevo troppa paura… paura non tanto dei giudizi, ma della mia vita, di come sarebbe cambiata e di cosa avrei lasciato. Per mesi non mi volevo alzare dal letto e vedevo tutto nero. La situazione in casa era pesante e non vedevo vie d’uscita, volevo morire non più abortire, tutto mi sembrava senza senso, dubbi su dubbi, incertezze che come benzina su fuoco facevano ardere questo desiderio di sparire per sempre!!!!!! E’ stato un periodo bruttissimo, a scuola non volevo che si sapesse non tanto per le malelingue ma per me, non volevo accettare quello che succedeva e non volevo essere etichettata. C’è sempre stato il mio ragazzo che amo e mi è sempre stato vicino, anche se per giorni e giorni l’ho maledetto e gli ho scaricato addosso le mie ansie. Penso che l’amore sia questo, sopportarsi e supportarsi, amarsi e odiarsi, provare sempre qualcosa di imprecisato, ma cmq provare sempre qualcosa. Adesso, dopo 9 mesi e un pancione che pesa e che mi fa girare gli ormoni come sull’autostrada per Firenze, posso dire che sono tranquilla e che non vedo l’ora! Abbiamo atteso la nascita della mia bambina tra lacrime e sorrisi, fughe, litigi, scleri e quante altre cose che non so elencare adesso, però si va avanti, sempre!!!!!!”

(fonte: it.answers.yahoo.com)

 

Gravidanze precoci. Un film che ha fatto discutere: “17 ragazze”

Non ho visto questo film. Riporto un articolo apparso sul web che fornisce degli spunti interessanti sull’ambivalenza del messaggio.

“Essere incinte insieme: saremo libere, felici, autonome. E tutti ci rispetterebbero” in una cittadina della provincia francese 17 liceali tra i 16 e 17 anni rimangono incinte una dopo l’altra. Per la prima di loro, Camille, è stato un incidente, ma nonostante l’incredulità delle amiche decide di tenere il bambino, e non solo, riesce a convincere le altre a fare come lei e insieme, contagiandosi, vanno verso le loro maternità precoci e fuori codice con una certa aria di fiera superiorità, con l’utopia di dar vita anche a un mondo migliore nella loro comune dove andranno a vivere insieme ai nuovi nati.

Succede nel film “17 ragazze”, registe le sorelle Delphine e Muriel Coulin, ispirato da un fatto di cronaca incredibilmente accaduto sul serio, in Massachusets, arrivato nelle sale italiane con divieto a minori di 14, provvedimento motivato per pericolo di emulazione di comportamenti trasgressivi. Provvedimento che fa parlare: “In altri Paesi dall’India agli Stati uniti” sostiene incredula Mouriel Coulin “non abbiamo mai avuto problemi: gli adolescenti ne hanno discusso e avuto reazioni costruttive ovunque”.

Ma forse la faccenda è più delicata e complessa e non è così facile liquidarla con una bella discussione collettiva, perché il film è condito con frasi parecchio ad effetto tipo:  “A 17 anni non si può essere seri, e nessuno può farci niente”, “Perché voi adulti ne avete avuto di idee, che esempi ci avete dato?”,  “Noi non faremo come i nostri genitori” che sembrano costruite apposta per creare una forte identificazione generazionale e risuonare a lungo nelle menti adolescenti.  Per di più il film è stato lanciato con slogan del tipo “soffia un vento meraviglioso di libertà”, “una prova di ribellione e di utopia collettiva”.

Ecco, sulle spalle di queste 17 ragazze che concepiscono il loro piano per sfuggire a una vita noiosa e a famiglie per lo più anonime si carica poi il peso di una scelta rivoluzionaria ed è questo forse l’aspetto delicato di tutta l’operazione, intorno a cui circola un senso di onnipotenza amplificato dal piccolo branco, che si autoesalta fino a coltivare una insidiosa autostima di gruppo.

Una sottesa esaltazione delle piccole madri, proprio come succedeva, ricordate?, nella serie  di Mtv “Sedici anni e incinta e a proposito della quale ci eravamo chiesti se non tendesse a giocare un po’ disinvoltamente con l’effetto emulazione e a riproporre nelle storie delle ragazzine “una sicurezza a tratti superficiale e quasi insolente” . Nel dibattito molto articolato che poi si era sviluppato sul tema avevano scritto parecchie mamme che non nascondevano le perplessità, ma che dicevano di aver tentato di superarle vedendo gli episodi insieme alle figlie e discutendone con loro.

Niente da dire di fronte alla scelta di tenere un bambino se questo bambino ha bussato alla vita in tempi non canonici, ma farne una bandiera di libertà e di affermazione (per quanto ammantata di poesia e di professionalità cinematografica) è rischioso e non rappresenta un progetto educativo strategico per le nuove generazioni. E’ triste se la maternità diventa surrogato di quello che le famiglie e la società non riescono a dare. E forse alle nostre adolescenti potremmo suggerire qualcosa di più.

(fonte: la27a Ora – corriere.it – 28/03/2012)

Gravidanze precoci. MTV: “Teen Mom Special”

Teen Mom
Teen Mom Special 

“Teen Mom Special” è il proseguo di “Sedici anni incinta”. Il Dr Drew discute le novità, le fatiche, i momenti felici e grossi sbagli da quando queste coppie di adolescenti sono diventati mamme o papà. In genere ognuno ha continuato la sua strada separata tra litigi e bisticci. Solo una coppia è rimasta insieme, fatalità quella coppia che ha deciso di dare in adozione la bambina per continuare a studiare al college e la loro vita di adolescenti.

Sono di regola contraria ai reality per definizione: che cosa c’è di meno “reality” di uno che vive con una telecamera puntata addosso?

Il programma, a mio avviso avrebbe il pregio di stimolare un dibattito tra genitori e figli anche per evidenziare come la società americana sia diversa dalla nostra. Loro sono molto “easy” (facili). Durante le interviste con i ragazzi vengono mandati dei segnali di attenzione. Il conduttore ripete molto spesso la domanda: “Che cosa diresti ad un ragazzo della tua età”, “Come è cambiata la tua vita da quando sei diventata mamma?”. C’è, all’opposto, poca educazione sentimentale. Viene ripetuto “fare sesso” come se fosse un atto automatico da cui non ci si possa esonerare e non ci sono approfondimenti su alcune tematiche sollevate dai ragazzi. Insomma a me è sembrato un programma molto commerciale e molto televisivo. Questa sensazione è supportato dalle immagini finali quando in studio entrano i bimbi, tutti meravigliosi. Lì capisci proprio che il messaggio non è chiaro e potrebbe venir interpretato come “tutto sommato è faticoso, ma si può fare”. Chi non si scioglie davanti a due occhioni grandi che ti guardano stupito?

Gravidanze precoci. ONU 2010: “Osservazioni sull’età matrimoniale in alcuni paesi”

In tutto il mondo è aumentata l’età del matrimonio. E’ anche vero che sono cresciute le unioni di fatto che non vengono registrate e non consentono indagini statistiche. Vi sono sempre alcuni paesi in cui l’età del matrimonio per le donne è notevolmente più bassa di quella degli uomini. In Asia e America Latina l’età media è attorno ai 20 anni, ma una considerevole percentuale di ragazze tra i 15-19 anni si unisce di fatto con un uomo, ad esempio in Brasile circa il 24% e il 13% in Perù. In Africa viene confermato che i due terzi delle donne si sposa prima dei 20 anni, con picchi nelle aree rurali dove l’età si può abbassare a meno di 15 anni. Anche in India si segue questa tendenza. Di seguito le percentuali di ragazze tra i 15-19 anni che sono sposate o unite di fatto con un uomo nei paesi di nostro interesse.

Russia 6% Etiopia nd Cina nd Ungheria nd
Colombia 12,5% Polonia nd Vietnam 5% Lituania nd
Brasile 24% India 22% Congo nd Perù 15%
Ucraina 6,5% Bielorussia nd Bulgaria nd Cile 8%

Fonte: United Nations 2010

 

Gravidanze precoci. Papà Giovanni: “Lei voleva una famiglia tutta sua”

“18 anni, una vita davanti, un lavoro, la discoteca, gli amici, la vita spensierata…puff

Tutto svanito. Mia figlia è già madre, una madre bambina nonostante i suoi 19 anni. In passato era normale avere figli a quest’età. Lei si è innamorata dell’idea di avere una famiglia tutta sua, con quel bel giovanotto che l’ha messa incinta. Si vedono ancora, ma il papà del ragazzo, di origine straniera, ha detto: – “Questo matrimonio non s’ha da fare! Lei non è come noi.”

Il ragazzo ha ascoltato il padre e ora mia figlia e mia nipote – splendida, quanto le voglio bene! – vivono a casa nostra. Si, si vedono con il papi, ma la famiglia agognata non ci sarà.

Il nostro problema non sono questa figlia e questa nipotina, ma la difficoltà di Belen di capire che la sua vita è cambiata. Mia moglie cerca di sollevarla da certe incombenze, ma la vuole anche responsabilizzare. La bimba deve dormire con la mamma non con la nonna. E’ difficile far capire queste cose ad una ragazza che non è ancora matura abbastanza per fare la mamma. Lo diventerà, ma adesso avrebbe ancora bisogno di essere accudita per recuperare le deprivazioni affettive che si porta dentro.”

L’esperto: “Figlia con padre assente? Gravidanza precoce”

Non essere stata  allattata al seno o l’aver avuto un padre assente. Queste alcune cause che porterebbero in futuro le donne ad avere gravidanze precoci.

E’ quanto afferma uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B che ha esaminato e seguito 4.500 donne. I ricercatori dell’Università di Newcastle hanno sfruttato i dati di uno studio longitudinale fatto su tutti i nati in Gran Bretagna tra il 3 il 9 marzo 1958.

Quattro le cause familiari che determinerebbero le gravidanze precoci: oltre al non essere state allattate e all’assenza paterna, anche uno scarso coinvolgimento e molti trasferimenti in altre città.

“Il messaggio principale – spiega Daniel Nettle, che ha coordinato la ricerca – è che ciò che succede nei primi anni di vita influenza molto l’età adulta. Come società bisogna tenere conto di questo fattore, e non limitarsi a dire alle ragazze di 14-15 anni di non avere bambini”.

(fonte: paginemediche.it)

Gravidanze precoci. Mamma Gilda: “Ha portato con sé l’immagine della donna del suo paese.”

“Mia figlia è incinta, 17 anni. Noi siamo preoccupati per la sua poca maturità nell’affrontare un avvenimento così importante. Lei, invece, crede di tranquillizzarmi dicendomi che nel suo paese è normale avere figli a 16/17 anni. Sua cugina, a 19 anni, di figli ne aveva già tre!”

Gravidanze precoci. UNICEF 4: “Adolescenti, violenza e abuso”

(…) “La violenza e gli abusi sessuali, soprattutto ai danni delle ragazze, sono frequenti e troppo spesso tollerati. Gli atti di violenza si verificano all’interno della famiglia, a scuola e nella comunità; possono essere di natura fisica, sessuale o psicologica. (…) Il fattore trainante dello sfruttamento sessuale ai fini commerciali è la richiesta. Anche se sono spesso coinvolti turisti stranieri, la ricerca dimostra che la stragrande maggioranza della richiesta è in realtà locale. Le ragazze subiscono tassi più elevati di violenza domestica e sessuale rispetto ai ragazzi; questi abusi rafforzano il predominio maschile nella famiglia e nella comunità e al tempo stesso indeboliscono l’empowerment femminile. Le prove raccolte da 11 paesi in via di sviluppo dimostrano un’ampia diffusione della violenza sessuale o fisica contro le adolescenti tra i 15 e i 19 anni, raggiungendo il picco del 65% in Uganda.

 La diffusa accettazione della violenza nel matrimonio come tratto comune della vita, soprattutto da parte delle giovani donne, costituisce un grave motivo di preoccupazione. (…) Più del 50% delle adolescenti tra i 15 e i 19 anni nel mondo in via di sviluppo (Cina esclusa) ritiene che un marito sia giustificato se picchia la moglie in certe circostanze, come quando brucia il cibo e si rifiuta di avere rapporti sessuali.”

Gravidanze precoci. UNICEF 3: “Adolescenti, salute sessuale e riproduttiva”

(…) “L’India presenta la maggiore prevalenza del sottopeso tra le adolescenti, pari al 47%. (…) Circa il 47% delle donne indiane tra i 20-14 anni erano già sposate a 18 anni (…) le madri sottopeso corrono maggiori rischi di decesso. (…)

Le ragazze hanno maggiori possibilità di avere rapporto sessuali precoci durante l’adolescenza, ma meno probabilità di usare contraccettivi. (…) Nel mondo in via di sviluppo circa l’11% delle femmine e il 6% dei maschi tra i 15 e 19 anni dichiara di aver fatto sesso prima dei 15 anni. Quella dell’America Latina e dei Caraibi è la regione con la più alta percentuale di ragazze adolescenti che dicono di avere cominciato a fare sesso prima dei 15 anni, pari al 22%. I livelli più bassi riportati di attività sessuale sia per i ragazzi sia per le ragazze sotto i 15 anni si registrano in Asia.

(…) La gravidanza precoce, spesso conseguenza del matrimonio precoce, fa aumentare i rischi di maternità. (…) Il rischio di mortalità materna è molto maggiore dato che il loro corpo non è abbastanza maturo per affrontare una simile esperienza. (…) Nell’America Latina le ragazze che partoriscono prima dei 16 anni hanno probabilità maggiori di morire rispetto alle donne sopra i vent’anni. Le complicazioni collegate alla gravidanza e al parto sono tra le cause principali di morte a livello mondiale per adolescenti tra i 15-19 anni.”

Gravidanze precoci. UNICEF 2: “Adolescenti, matrimonio precoce”

(…) “In Brasile, Cile, Croazia, Nuova Zelanda e Spagna, 18 anni è l’età a cui ci si può sposare normalmente, che però può essere ridotta, con il permesso dei genitori o del tribunale, a 16 anni. Molte altre nazioni hanno stabilito età diverse per il matrimonio di maschi e femmine, permettendo di solito alle ragazze di sposarsi più giovani rispetto ai ragazzi. Nei due paesi più popolosi del mondo, per esempio, l’età da matrimonio per gli uomini è maggiore di quella per le donne: 22 anni per gli uomini e 20 per le donne in Cina, 21 per gli uomini e 18 per le donne in India. In altri paesi, come l’Indonesia, i minori non sono più vincolati dalla maggiore età una volta sposati.

(…) In pratica, l’età legale per il matrimonio molto spesso non viene rispettata, di solito per consentire agli uomini di sposare ragazze ancora minorenni. In molti paesi e in molte comunità, il matrimonio precoce (definito dall’UNICEF come matrimonio o convivenza prima dei 18 anni), la maternità adolescenziale, la violenza, l’abuso e lo sfruttamento possono effettivamente privare soprattutto le ragazze, ma anche i ragazzi, della loro adolescenza. Il matrimonio precoce, in particolare, è associato a livelli elevati di violenza, emarginazione sociale ed esclusione dai servizi di protezione e dalla scuola.

(…) Un’insufficiente registrazione delle nascite a livello nazionale complica gli sforzi per far rispettare le soglie di età minima; appena il 51% dei bambini nel mondo in via di sviluppo (Cina esclusa) sono stati registrati alla nascita nel periodo 2000-2009. (…) Il matrimonio in adolescenza è più comune in Asia Meridionale e nell’Africa sub sahariana.”