Famiglie imperfette: “Chiudersi per difendersi. Così la famiglia implode”

di Vegetti Finzi Silvia, psicologa e docente di psicologia dinamica all’Università di Pavia.

La famiglia si evolve ed entra nella storia, è la storia. Come tutte le cose in cammino incontra degli ostacoli e delle difficoltà. La riflessione di Vegetti Finzi ci porta alla realtà della fatica ma ci incita a trovare nuove risposte e nuovi modelli.

Nella «società liquida» anche la famiglia, come altre istituzioni, si sta progressivamente sfaldando. Accanto al nucleo tradizionale emergono varie forme di convivenza: monoparentale, separata, ricostituita, multietnica, omosessuale. Il «nocciolo duro» rimane comunque e sempre il rapporto con il figlio. Mentre è possibile separarsi dal coniuge, si rimane genitori per sempre.

Ma, benché tenaci, anche i rapporti coi figli si rivelano turbati da paure, incomprensioni e conflitti. L’esito è un calo progressivo delle nascite, delle adozioni e degli affidamenti. Certo questo periodo storico non favorisce la donatività, l’apertura, l’accoglienza. Ma l’egoismo proprietario non è una soluzione: più la famiglia si chiude a riccio in difesa dei propri privilegi, più implodono le sue contraddizioni.

Per uscire dalla crisi occorre il coraggio di ammettere le difficoltà, riflettere sulle possibilità, confrontare le esperienze, elaborare nuovi modelli. Ma la sfida è troppo complessa per essere risolta nel privato. Tutti gli adulti dovrebbero assumere responsabilità genitoriali nei confronti delle generazioni successive. (…)

(fonte: corriere.it – 14/01/2012)

Famiglie imperfette. Papà Paolo: “Stimoli di famiglia”

“Sempre più spesso, quando mi fermo a pensare all’esperienza genitoriale che stiamo vivendo io e mia moglie, mi rendo conto che il “grazie” dobbiamo proprio farlo risuonare forte. L’adozione è una esperienza straordinaria di genitorialità.

Ultimamente poi, sono arrivato ad una riflessione per certi versi paradossale: meglio sentirsi messi in discussione come famiglia, meglio lottare e coinvolgersi ogni giorno sulla propria credibilità, rispetto al credersi definitivamente e assolutamente a posto, con il patentino giusto di famiglia. Mi spiego: quando capita che mia figlia mi pone di fronte alla sua origine, quando sbotta, quando tanta gente, in maniera a volte assurda, cerca di rendermi evidente la mia, la nostra “diversità” intesa come “un di meno” rispetto al “naturale” al “biologico”, al percorso giusto, in quei momenti, in quelle “crisi”, in quei “conflitti” si cresce, si fanno passi avanti, ci si muove nel percorso della propria vita familiare.

Oggi questo percorso viene dato per scontato. La famiglia sembra avere nel suo DNA, nel suo atto costitutivo, tutti gli ingredienti, tutte le capacità per essere autosufficiente, autoimmune, assolutamente inattaccabile dal vento delle difficoltà, del dubbio, della fatica. Sembra così perchè si comporta così, ma in realtà non è così, e lo sappiamo tutti, la famiglia in primis. Ma, ripeto, sembra come aver anestetizzato tutte le sue capacità di “rimettersi in discussione”, di “guardarsi dentro”, di “commuoversi e indignarsi”, di “fermarsi a riflettere”. No, oggi la famiglia sembra sempre più decerebrata, priva di stimoli. 

Mah, questo mi spaventa un po’, e mi fa ribadire che l’esperienza adottiva ha invece nel suo DNA alcune caratteristiche strutturali dell’essere famiglia.” 

(fonte: it.sociale.adozione)

Famiglie imperfette: “La molteplice sfida educativa delle famiglie adottive”

Prendiamoci un po’ in giro nel nostro ruolo di genitori. Noi genitori adottivi ci sentiamo un po’ impacciati di fronte a tanta responsabilità e a volte invidiamo la facilità con cui certe famiglie affrontano l’avventura educativa dei loro figli.

Nella sezione che segue, tra il serio e il faceto, metteremo in evidenza ciò che ci preoccupa e ciò che ci fa sorridere.

Capiremo, così, che le famiglie che si definiscono perfette hanno sempre qualche imperfezione sotto la superficie patinata.

Il nostro obiettivo è quello di rilassarci ed essere sereni nella nostra mancata perfettibilità.

Nel proseguo ci saranno riflessioni sul concetto di famiglia moderna, sul significato di educazione, sulla sfida nell’essere famiglie multietniche.

Non mancheranno, come sempre, testimonianze di vita vera.