Gravidanze precoci. Ospedale San Paolo di Milano: “Accompagnamento alla crescita per le madri minorenni”

(…) All’Ospedale San Paolo di Milano è disponibile un innovativo servizio, progettato con il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano–Bicocca, per accompagnare nella crescita la madre e il figlio durante i primi due anni di vita. Il servizio prevede colloqui di accoglienza e ascolto per osservare le relazioni madre-bambino, uso del video feed-back, controllo dello sviluppo psicomotorio del bambino, screening del rischio psicopatologico e depressivo delle mamme.

Lo scopo è affrontare i fattori di rischio che rendono complicata e difficoltosa la relazione tra madre adolescente e bambino. Innanzitutto un rischio psicopatologico nelle mamme, soprattutto di tipo depressivo, e in seconda analisi un rischio di trascuratezza e di maltrattamento del bambino.

Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Ambrosiana per la vita e Fondazione Cariplo, oltre al supporto psicologico promuove l’attivazione di un sostegno per costruire una buona rete sociale attorno alla neomamma.

L’Ospedale San Paolo dal 2009 ha assistito 181 parti in donne di età fino ai 21 anni, di cui 35 di donne tra 14 e 18 anni.

“I risultati dopo il primo anno di sperimentazione del servizio, che si allinea ai progetti di prevenzione più innovativi a livello europeo, sono incoraggianti – spiega la professoressa Cristina Riva-Crugnola, responsabile scientifico del progetto – Le mamme seguite nel primo anno di vita hanno aumentato la loro sensibilità e capacità di accudimento dei figli e, allo stesso tempo, i bambini mostrano legami sicuri verso le loro mamme. Molte delle donne seguite, quasi tutte con storie traumatiche alle spalle (trascuratezza, abuso, perdita dei genitori nella prima infanzia), sono state aiutate a trovare nuovi percorsi di crescita insieme ai loro bambini”

(fonte: unimib.it – 16/04/2012)

Gravidanze precoci. Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia – SIGO

Per facilitare il confronto con i teenager italiani è attivo www.sceglitu.it.

Solo il 36% dei ragazzi italiani dichiara di rivolgersi al proprio docente per chiedere informazioni sulla contraccezione contro il 64% della Gran Bretagna, il 44% della Spagna e il 42% della Francia. I ragazzi italiani parlano molto di più con i genitori, ai quali si rivolge il 55% dei ragazzi.

Sul sito c’è una parte dedicata alle “giovanissime” che vale la pena guardare nella sezione “adolescenti e gravidanza”. E’ un sito tecnico. A mio parere manca sempre la parte dell’educazione sentimentale, comunque è un inizio per parlarne in casa o per lasciare navigare da soli i ragazzi.

Gravidanze precoci. Teen STAR: “Educazione sessuale e sentimentale”

Il programma Teen STAR (Sexuality Teaching in the context of Adult Responsibility), è uno strumento elaborato negli USA dalla dr.sa Hanna Klaus ed ora diretto dalla dr.sa Pilar Vigil docente dell’Università Cattolica del Cile.

Si tratta di corsi organizzati per educatori, insegnanti e genitori per fornire loro gli strumenti per educare i giovani alla sessualità e al rispetto del proprio corpo e a quello degli altri.

L’utente finale sarà quindi l’adolescente che periodicamente incontra un gruppo di coetanei e due operatori preparati con questo metodo, un maschio e una femmina, per osservare la propria corporeità. Il due adulti di riferimento si renderanno disponibili durante e dopo il corso per rispondere alle domande dei ragazzi.

In particolare Teen STAR ha sviluppato le seguenti aree:

  • Scoprire la propria identità ed aver stima di sè
  • Valutare la propria capacità di determinazione
  • Scoprire la dignità ed il valore della persona

Per la specificità dei contenuti consigliamo di visitare il sito http://www.teenstar.it/

Finora sono stati tenuti corsi a Milano, Rovigo, Roma, Torino, Varese e Napoli.

Il Teen STAR mi è stato segnalato da una mamma che ha frequentato il corso per le pre-adolescenti assieme a sua figlia. Il Teen STAR vero e proprio, invece, viene gestito dai ragazzi, senza interferenze dei genitori.

Comunicazione Coordinamento CARE

La prima conferenza sarda della famiglia adottiva “OLTRE… dal progetto alla famiglia”, si terrà sabato 24 marzo 2012 dalle ore 9 alle ore 18 nella sala conferenze dell’Hotel Mediterraneo di Cagliari.

Gli eventi che la famiglia adottiva incontra nelle diverse fasi del suo percorso di vita permettono di riconoscere esperienza specifiche rispetto alla genitorialità biologica, dalla fase precedente alla scelta adottiva, alla fase di formazione della famiglia. La descrizione del percorso di vita della famiglia adottiva permette di individuare gli eventi, i ruoli dei genitori e i compiti che devono affrontare.
Infatti le fasi, dal momento dell’adozione, si susseguono come nella famiglia biologica, in relazione alla crescita del bambino, ma sono caratterizzate da compiti di sviluppo specifici, determinati dai legami e dalle interazioni che hanno vissuto sia il bambino, sia il genitore prima dell’incontro adottivo e che generano l’integrazione della storia familiare del bambino con quella della coppia. Questo influisce su tutto il ciclo di vita della famiglia e determina il ruolo primario dei genitori adottivi. L’integrazione delle storie famigliari rappresenta un compito peculiare della genitorialità adottiva nei diversi momenti d’evoluzione della famiglia, che si aggiunge e si sovrappone a quelli della famiglia biologica.

L’osservazione del ciclo di vita della famiglia adottiva permette di individuare le caratteristiche, il ruolo e i compiti del genitore adottivo. Questo si compone di tre fasi: le prime due relative al percorso di avvicinamento alla genitorialità adottiva, la fase del progetto adottivo e la fase sociale; e la successiva relativa all’incontro del bambino e all’inserimento in famiglia, la fase di nascita della famiglia adottiva.

 
La giornata è dedicata a tutte le famiglie adottive, a tutte le famiglie che stanno pensando di intraprendere questo percorso, ai nonni e agli zii adottivi, agli operatori del sociale che per primi si affiancano alle famiglie che decidono di adottare, a tutte quelle persone che sono interessate al tema.
Tra gli ospiti hanno confermato la loro presenza ci sono la presidente del CARE, il Coordinamento nazionale delle associazioni di familiari in rete di esperienze, Monya Ferritti, i consiglieri regionali Marco Espa e Franco Meloni, firmatari di due proposte di legge sulle adozioni, Paola Murinoassistente sociale del Comune di Cagliari e Luciana Fancello Psicologa e psicoterapeuta U.O.C. Consultori familiari ASL 8. Interverranno rappresentanti istituzionali, regionali, provinciali e comunali, persone, famiglie adottive e le loro  organizzazioni, insegnanti, operatori sociali. La giornata verrà conclusa con due esperienze familiari significative: parleranno Giuseppe e Stefania, genitori adottivi e Kamini Silvia, figlia adottiva.

L’iscrizione non è obbligatoria e l’ingresso è libero. Verrà rilasciato attestato di partecipazione.  Per iscrizioni e informazioni info@agaonline.org

(fonte: associazionegenitoriche.org)

Post-adozione. Le associazioni di famiglie

Consiglio di dare un’occhiata al sito italiaadozioni.it. Qui si trova una lunga lista delle associazioni di famiglie adottive e affidatarie con relative sedi e rete operative in tutta Italia. Si può individuare quella più vicina a casa. Organizzano incontri a tema, gruppi di mutuo aiuto e alcune anche convegni. Ho dato un’occhiata ai siti. Alcuni sono molto organizzati, altri non sono aggiornati, ma non è detto che le attività di mutuo aiuto siano cessate. Ricordiamo che si tratta, di solito, di associazioni formate da volontari che vi lavorano nel tempo libero. Vale la pena ricordare che da ottobre 2011 si è costituita CARE, la rete di associazione di famiglie.

Il comunicato stampa che annuncia la costituzione del Coordinamento CARE.

Sabato 15 ottobre u.s., presso la sede del Centro Servizi per il Volontariato del Lazio, a Roma, il Coordinamento CARE – Coordinamento Associazioni Famiglie Adottive e Affidatarie in Rete- si è costituito come associazione di secondo livello.

Attivo già dal 2009, CARE ha deciso di darsi una forma giuridica per poter meglio rappresentare i suoi soci. È la prima volta, infatti, che un così grande numero di associazioni di famiglie si unisce in un unico organismo.

CARE è fondato da:  Associazione Genitori di Cuore, Associazione Genitori si Diventa Onlus,  A.G.A.p.e. Onlus, Zorba Associazione di Genitori Adottivi e Affidatari, AGA – Associazione Genitori Adottati, AFAIV – Associazione Famiglie Adottive Insieme per la Vita Onlus, Famiglie Adottive Alto Vicentino, Associazione Il brutto anatroccolo Onlus, Dammi la mano – Associazione di famiglie per l’accoglienza di minori, Batya – Associazione per l’affidamento, l’accoglienza e l’adozione, Associazione Dalla parte dei bambini Onlus, L’altromarsupio – Gruppo di genitori adottivi, Famiglie Adottive Online Onlus, Associazione La casa dei sogni, Associazione GenitoriChe.

I numeri sono imponenti: le quindici associazioni fondatrici del CARE hanno la forza di più di 1.700 soci e con le loro iniziative coinvolgono e sostengono più di 4.600 famiglie, in maggioranza affidatarie e adottive.

Provenendo da gran parte del territorio nazionale, le quindici fondatrici sono portatrici di tutte le specificità del loro territorio, e condividono principi, valori e finalità, prima fra tutte la centralità del supremo interesse del minore, come ribadito da tutta la normativa vigente.

CARE si muove in due direzioni principali: da un lato vuole essere punto di riferimento per le tante realtà di associazionismo famigliare, favorendo il dialogo e condividendo prassi ed esperienze tra le associazioni aderenti e non. Inoltre si pone come interlocutore con le Istituzioni che a vario titolo si occupano di minori in difficoltà.

“Attraverso il Coordinamento CARE le esperienze maturate dalle singole associazioni con le famiglie adottive e affidatarie, nelle diverse realtà territoriali – specifica la presidente Monya Ferritti – sono messe a sistema e costituiscono la base per attivare un confronto con le Istituzioni sulle scelte politiche in tema di adozione e affidamento familiare”.