“Un fragile legame” di Adeline Darraux (Francia 2019)

la coppia che si perde
La coppia in difficoltà

Ne parlano sui gruppi social, lo hanno anticipato creando tam tam. Poi me ne parla una mamma che non ha adottato: “Non è male, ma la finale, insomma…”. Con mio marito decidiamo di vederlo.

Trama. Una coppia francese della media borghesia adotta Mina, una bambina etiope. Hanno già una figlia, ma completano la famiglia con la nuova arrivata. Mina è ben inserita e molto amata. 13 anni trascorrono serenamente finché un giorno, in vicinanza del suo compleanno, un’amica le chiede come fa ad essere sicura della sua data di nascita se non sa chi è la mamma che l’ha partorita.  In effetti la data di nascita non risulta da nessun documento ufficiale e la mamma adottiva è costretta ad ammettere che il giorno del suo compleanno è approssimativo. Da qui la ragazzina entra in una crisi profonda con tentativo di suicidio finale che obbliga i due genitori ad accettare che la figlia venga seguita all’interno di una Comunità per il recupero di adolescenti.

Il film è delicato e forte al contempo. Vengono trattati tutti i passaggi e le dinamiche familiari allo scoppio della crisi. La madre più contenitiva e il padre più morbido, se prima reggevano l’equilibrio, in questa fase, in cui sono necessarie decisioni forti per arginare l’aggressività della ragazzina contro sé e gli altri, si scontrano creando una frattura di coppia. Anche la figlia maggiore non regge e se ne va di casa. E’ chiaro che i rapporti profondi non sono sgretolati, tanto che, alla fine, l’intera famiglia si ritrova e la decisione è unanime per il bene della ragazzina. Interessante un passaggio dell’assistente sociale che chiarisce che amare una persona è anche dire no e che in casi come questo è importante il ruolo contenitivo dei genitori. E’ sempre vero?

Il film è tratto da un libro con titolo originale “Una cattiva madre”. E’ chiaro che è un titolo provocatorio. Già nella prima parte del film la figlia biologica chiarisce che non vorrebbe altra madre che la sua. Personalmente preferisco il titolo in italiano “Un fragile legame” perché riguarda tutta la famiglia. La figura della madre è sotto attacco perché rievoca l’abbandono di un’altra donna e perché la madre si mostra meno indulgente, trattando alla pari le due figlie sotto un profilo educativo.

Fiacca la parte finale dove, dopo appena tre mesi, la figlia riacquista la voglia di vivere e di rientrare in famiglia. “In questa fase è lei che vi deve adottare”, dice l’assistente sociale. L’assistente sociale viene demonizzata dal padre che non le apre la porta e rifiuta un confronto, ma viene cercata dalla madre che ha bisogno di supporto per capire come reimpostare il suo ruolo. Inoltre l’epilogo così facile non aiuta tutte quelle famiglie che si trovano in situazioni simili e non riescono ad uscirne. 

Morale. Nell’adozione è importante la coppia, con i suoi equilibri e la sua capacità di ritrovarsi. Il trauma del bambino  emerge quando meno te lo aspetti e bisogna saperlo gestire in due.