Sessualità/pubertà precoce: “Ipotesi fisiopatogenetiche della pubertà precoce”

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Dott.Giorgio Zavarise, pediatra – Ospedale di Negrar- VR

“Numerose sono le ipotesi che possiamo avanzare per spiegare questo fenomeno, escludendo in partenza che queste bambine fossero già destinate ad una precocità sessuale.

Un ruolo importante è svolto senza dubbio dalla dieta, direttamente e indirettamente tramite le variazioni metaboliche e somatiche che implica. Queste bambine solitamente passano da una alimentazione  povera, spesso vegetariana carente di proteine e calorie, ad una più ricca, bilanciata normo- o ipercalorica con conseguente stimolo alla produzione di sostanze endogene (ormoni, neurotrasmettitori, proteine citoplasmatiche ed extracellulari) e modificazioni corporee importanti per l’avvio dello sviluppo puberale. Il conseguente ingrassamento sottolinea il possibile ruolo del tessuto adiposo, specie nelle bambine adottate dopo i 5 anni, nelle quali si assiste ad un notevole incremento della massa adiposa in breve tempo, come avviene durante lo sviluppo puberale fisiologico. Gli adipociti sono, infatti, in grado di aromatizzare gli androgeni surrenali (già fisiologicamente presenti per l’età ed ulteriormente stimolati dal refeeding) in estrogeni con precoce sensibilizzazione (priming) dei centri ipotalamici. Le migliorate condizioni alimentari aumentano la produzione endogena di somatomedina (insulin-likegrowthfactor 1) (IGF-1) che favorisce la maturazione puberale stimolando direttamente la crescita ovarica, la maturazione follicolare e la produzione di estrogeni, e favorendo tutto il processo puberale tramite un aumentata secrezione di GnRH a livello ipotalamico. Un normale apporto nutritivo favorisce, inoltre, la secrezione di leptina importante regolatore dei processi puberali e regola il peptide Y inibitore degli stessi.

Anche fattori etnici e psicologici sembrano svolgere un certo ruolo nella determinazione di questo fenomeno. Numerose sono, infatti, le bambine indiane che se alimentate bene (come quelle delle classi sociali più ricche) hanno anche in patria un’età media del menarca fra le più basse al mondo (11.2-12.8 anni rispetto a 12.6 delle italiane, 13.0 delle europee del nord, >14 delle indiane povere e della maggior parte delle ragazze dei paesi in via di sviluppo). Inoltre il peso e la statura media presentata dalla popolazione indiana al momento dell’inizio puberale, indipendentemente dall’età e dalla classe sociale, sembrano essere minori di quelli delle bambine occidentali (peso 27 rispetto a 33 kg; statura 137 rispetto a 142 cm), con un peso simile a quello medio delle bambine adottate indiane osservate da noi (25.5 Kg).  L’importanza di fattori psicologici è sottolineato da dalla tempestività dell’inizio puberale subito dopo l’adozione, e dal caso emblematico di una bambina adottata a 2 anni ma  successivamente trascurata e maltrattata al punto da essere tolta alla famiglia adottiva e affidata a 6 anni ad altri genitori, con immediato avvio del processo puberale.”

 

(fonte: giorgiozavarise.it)

Sull’argomento vedi anche:http://www.amicitrentini.it/images/stories/pdf/3_intervento.pdf

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