Sessualità/pubertà precoce: come si manifesta, come intervenire

di Roberta Milella, sociologa e mamma

Molti di noi, sia che si tratti di genitori adottivi che biologici, ci potremmo trovare a dover fare i conti con lo sviluppo anticipato dei nostri figli. Quindi è bene essere preparati anche in considerazione del fatto che mentre per i figli biologici la diagnosi può essere di facile individuazione, per i figli adottivi la diagnosi è un po’ più complessa in quanto il pediatra non potrà verificare la presenza di casi simili in famiglia; la velocità nella progressione dei segni clinici dello sviluppo puberale; un eventuale recente aumento di peso; l’andamento della velocità di crescita, ossia di quanto il bambino cresce in altezza ogni anno, che nella pubertà precoce è accelerata. Questa difficoltà della diagnosi è dovuta in parte all’assenza di un’anamnesi familiare del bambino adottato, ma anche perché il cambiamento climatico, di alimentazione ed i diversi stili di comportamento alimentare, favoriscono uno sviluppo accelerato sia della loro altezza che del loro peso. Molti fattori possono modificare l’età di inizio della pubertà (sesso, obesità, malnutrizione, malattie croniche etc.)

Come tutti sappiamo per pubertà si intende il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, ovvero il momento in cui si acquisisce la maturazione sessuale e la capacità di riprodursi. Di norma i primi segni di sviluppo puberale “normale” compaiono tra i 8 e i 13 anni nelle femmine e tra i 9 e i 14 nei maschi.

Ma non sempre tali segni di sviluppo rispettano queste fasce d’età. L’incremento della produzione del GnRH ipotalamico delinea l’inizio della pubertà: l’FSH (ormone follicolo stimolante) e l’LH (ormone luteinizzante) sono le gonadotropine prodotte dall’ipofisi che, quando secrete in quantità importanti, favoriscono un notevole incremento dei livelli di steroidi gonadici (1). L’acquisizione della capacità riproduttiva, la comparsa dei caratteri sessuali secondari ed i radicali cambiamenti psicologici nel soggetto, rappresentano la prima tappa che conduce alla piena maturazione sessuale, come conseguenza del potenziamento della sintesi di ormoni gonadici e della stimolazione delle cellule gonadotrope. È chiaro che, quando lo sviluppo puberale avviene prima dell’età fisiologica (8-10 anni), nell’organismo vengono accelerati anzitempo i meccanismi di crescita, causando notevoli sconvolgimenti, fisici e psicologici, nel soggetto affetto.

La frequenza della pubertà precoce stimata sulla popolazione generale è tra 1:5000 e 1:10000 bambini. Il rapporto femmine/maschi è di 1 a 10. La pubertà precoce è la comparsa dei segni di sviluppo puberale prima dell’età di 8 anni per le femmine, 9 anni nei maschi, età comunque variabile in base all’etnia (per es., 7 anni per le bambine bianche o 6 anni per quelle di colore secondo le linee guida americane), allo stato nutrizionale e a fattori genetici. Quando i segni di sviluppo puberale compaiono dopo gli 8 anni nelle femmine e dopo i 9 anni nei maschi si parla invece di “pubertà anticipata”. Ovviamente questi limiti traggono origine da considerazioni statistiche, date dalla comparsa della pubertà considerata normale nella popolazione di appartenenza. Ricordiamo, infatti, che:

  • il momento di inizio e di conclusione puberale sono sotto il controllo genetico e possono variare nei diversi gruppi etnici.

 

  • La pubertà precoce è molto più frequente nelle femmine che nei maschi, ma mentre in questi ultimi non pone particolari problemi diagnostici e terapeutici, nelle femmine può rappresentare un problema più complesso.

 

  • Uno studio del 1997 su circa 17000 bambine nordamericane ha evidenziato l’anticipazione dello sviluppo puberale, in particolare di circa un anno sia nelle bambine bianche che in quelle di colore, suggerendo la necessità di riconsiderare la definizione di pubertà precoce.(2)

Peraltro, in questo studio veniva rilevato soltanto un inizio più precoce della pubertà a fronte di un età del menarca pressocchè invariata rispetto al passato. Va inoltre considerato che la valutazione delle pazienti era effettuata solo con l’ispezione dei caratteri sessuali secondari, senza alcun follow-up endocrinologico.

Una Commisione della Società Endocrinologica Pediatrica ha comunque individuato nell’età cronologica di 7 anni il limite al di sotto del quale la comparsa dei segni puberali richiede un approfondimento completo; invece tra 7 e 8 anni solo l’evidenza di fattori aggravanti (sospetto di patologia neurologica, accelerazione della velocità di crescita e età ossea avanzata di oltre 2 anni rispetto all’età cronologica oppure la presenza di problemi psicologici) costituirebbe indicazione a un approfondimento diagnostico.(3)

A questi articoli, sono seguite delle critiche sia in America che in Italia. Rosenfield e collaboratori (4) invitavano alla prudenza in quanto, anche se lo sviluppo puberale dopo i 6 anni di età è spesso lentamente progressivo e ha una buona prognosi, non si può non considerare il rischio di perdere alcuni casi patologici con gravi conseguenze prognostiche. Cisternino e collaboratori (5) in uno studio multicentrico su 428 bambine affette da pubertà precoce centrale hanno trovato la presenza di anomalie neurogene nel 16% delle bambine, di queste la pubertà era iniziata tra i 7 e gli 8 anni di età; gli autori prudentemente avanzavano l’ipotesi di una possibile associazione tra lo sviluppo neurologico e la precoce attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, e chiedevano una maggior attenzione diagnostica anche in un’età border-line, con l’intento possibilmente di prevenire le sequele neurologiche con una diagnosi precoce.

 

Effetti collaterali

Sostanzialmente, per la femmina, lo sviluppo puberale precoce consiste nell’accrescimento del seno e nell’anticipazione della prima mestruazione (menarca), mentre nel maschio corrisponde ad un notevole sviluppo del volume testicolare; in entrambi i casi, l’esito finale è un deficit di statura in età adulta, che esprime il risultato del precoce saldamento delle cartilagini di accrescimento indotto dagli ormoni sessuali (in particolare dagli estrogeni). La produzione eccessiva e anticipata di ormoni sessuali (maschili e femminili) accelera, come già accennato, la crescita in altezza ma anticipa lo sviluppo delle ossa lunghe. Come conseguenza l’altezza da adulti può essere inferiore al normale. Lo scatto di crescita puberale porta a un guadagno totale in termine di centimetri nelle femmine pari a 20-25 e nei maschi pari a 25-30. Mentre nelle bambine lo scatto di crescita puberale avviene precocemente e inizia contemporaneamente allo sviluppo del seno, nei maschi lo scatto di crescita puberale avviene molto più tardi, a metà circa del corso dello sviluppo puberale

Il bambino con pubertà precoce può lamentare disagio psicologico e relazionale derivante dai propri, inattesi, cambiamenti corporei e dal confronto con i propri coetanei.

 

Pubertà precoce, bisogna saper distinguere

Parlando di pubertà precoce bisogna distinguere tra:

1) PUBERTA’ PRECOCE VERA o GnRH-dipendente;

2) PSEUDO PUBERTÀ PRECOCE (GnRH-INDIPENDENTE);

3) LE FORME INCOMPLETE (TELARCA PREMATURO, PUBARCA PREMATURO E MENARCA PREMATURO).

1) La pubertà precoce vera è dovuta a un’attivazione precoce della secrezione ipotalamica di GnRH con l’ampiezza e la frequenza della pulsatilità propria della pubertà fisiologica e conseguente maturazione completa delle gonadi e comparsa dei segni puberali. Pertanto si tratta di una pubertà completa, riguardante sia i caratteri sessuali primari che secondari, isosessuale. Può essere ulteriormente distinta in:

Idiopatica, a sua volta classificabile in familiare e non; la forma idiopatica familiare si caratterizza appunto per la familiarità e per un anticipo solo modesto (sotto i 7 anni)  da causa organica; tra queste, l’amartoma ipotalamico è la lesione più frequente.

Per quanto riguarda la distribuzione delle cause della pubertà precoce vera, da uno studio realizzato in Belgio nel periodo 1989-1997 (6)si nota come nelle femmine la causa di gran lunga piu’ frequente sia quella idiopatica (oltre il 50%), mentre nei maschi la causa è ORGANICA nei 2/3 dei casi.

Alla base della maggior parte dei casi di pubertà precoce o anticipata non vi sono malattie, mentre la presenza di casi simili nella famiglia gioca un ruolo di primaria importanza. In casi eccezionali alcuni tumori possono causare la pubertà precoce, mentre in altri la causa della pubertà precoce può essere una malattia dei testicoli, delle ovaie, delle ghiandole surrenali, della ghiandola ipofisi o dell’encefalo oltre che alcune rare malattie genetiche.

 

2) La pseudo pubertà precoce (altrimenti denominata pubertà precoce periferica o incompleta o gonadotropina-indipendente) è caratterizzata dalla comparsa di alcuni caratteri sessuali secondari con perdita della sequenza fisiologica in assenza dell’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi.

Caratteristicamente il dosaggio delle gonadotropine dopo la somministrazione del GnRh dimostra valori di LH e di FSH ridotti.(8)

A seconda del sesso del paziente e degli ormoni prodotti, la pseudopubertà precoce può essere distinta in una forma isosessuale (concordanza tra il sesso e l’ormone prodotto) o in una forma eterosessuale (aumentati livelli ematici di estrogeni nei maschi o di androgeni nelle femmine).

Le cause sono fondamentalmente riconducibili ad alterazioni enzimatiche dell’ormonogenesi delle ghiandole surrenali o della tiroide, a processi neoplastici ormono-secernenti o a formazioni cistiche dell’ovaio. Le più frequenti sono il deficit di 21-idrossilasi o meno comunemente di 11-idrossilasi; determinano un aumento degli androgeni in circolo.(9)

L’anamnesi familiare e l’esame obiettivo associati alla radiografia del carpo e all’ecografia pelvica supportati dai risultati degli esami laboratoristici potranno rivelare la causa responsabile.(8,10)

Il trattamento terapeutico può essere sia medico (cortisone nella sindrome surrenogenitale, tiroxina nell’ipotiroidismo) sia chirurgico a seconda dell’eziologia.

 

3) Le forme incomplete:

  1. a) TELARCA PREMATURO (TP)

Il telarca prematuro si definisce come lo sviluppo precoce della ghiandola mammaria, senza un significativo sviluppo dei capezzoli e delle areole, mono o bilaterale in assenza degli altri segni della maturità sessuale (peli pubici, sviluppo delle piccole labbra e dell’utero).(10)

Questo disturbo insorge tipicamente prima dei 2 anni e raramente dopo i 4 anni, regredisce nella maggior parte dei casi nei 6 mesi o nei 6 anni successivi alla diagnosi. In un piccolo gruppo di bambine il TP si mantiene sino alla pubertà.(11)

E’ una condizione benigna che non pregiudica lo sviluppo e la fertilità delle bambine affette e può essere indotta o da un’aumentata secrezione endogena di estrogeni (i livelli di estradiolo sono sensibilmente più elevati nelle bambine con TP) o da un aumentato apporto estrogenino attraverso la dieta (il problema è più sentito negli USA dove l’impiego degli estrogeni nell’allevamento è consentito) o con l’uso di preparati ad uso topico (trattamento delle sinecchie delle piccole labbra, leucorrea da alterata flora vaginale).(12)

La misurazione del volume ellissoide dell’utero mediante esame ecografico (V=diametro longitudinale x diametro traverso x diametro anteroposteriore x 0,523) è il metodo più sensibile e specifico per distinguere il telarca prematuro dalla pubertà precoce vera.(13)

Non è necessario intraprendere alcun trattamento se non un attento follow-up, poiché è stato osservato che alcune forme possono evolvere in un quadro di pubertà precoce vera.(14)

Lo sviluppo della ghiandola mammaria in assenza di altri segni estrogenici è quasi sempre il risultato di un telarca prematuro.

Il telarca esagerato è una condizione caratterizzata dalla presenza di ghiandole mammarie aumentate di volume associate ad accelerazione della crescita o avanzamento della maturazione ossea talora con ovaie e utero aumentati di volume. Differisce dalla precocità sessuale poiché è spontaneamente regressiva.

  1. b) PUBARCA O IRCARCA PREMATURO

Il pubarca o ircarca prematuro si definisce come la comparsa precoce di pelo pubico o ascellare (ircarca) prima degli 8 anni nelle femmine e di 9 anni nei maschi in assenza degli altri segni di maturità sessuale o di virilizzazione; è provocata da un’aumentata secrezione di androgeni deboli di origine surrenalica. (15)

E’una condizione benigna che non interferisce con lo sviluppo fisiologico puberale e non necessita di alcun trattamento.(16)

Il livello sierico delle gonadotropine in condizioni basali o dopo stimolazione con il GnRh test evidenziano livelli prepuberali. L’età ossea può essere lievemente avanzata per l’età cronologica senza compromettere la statura finale.(16)

La comparsa di effetti androgenici generalizzati quali l’aumento di volume del pene o del clitoride, l’aumento staturale, l’irsutismo o l’abbassamento del tono della voce devono indurre il medico ad escludere la presenza di una sottostante neoplasia androgeno secernente o un’iperplasia congenita surrenale da deficit enzimatico mediante un prelievo per il dosaggio del testosterone, del DHEAS e del 17-idrossiprogesterone.

  1. c) MENARCA PREMATURO

E’ una condizione rara caratterizzata dalla comparsa di perdite ematiche vaginali periodiche senza altri segni di sviluppo sessuale secondario. Il sanguinamento può manifestarsi già all’età di 1 anno e protrarsi per alcuni anni per poi cessare fino alla comparsa del menarca fisiologico. Può essere la prima manifestazione della sindrome di McCune-Albright o di un ipotiroidismo giovanile.

Prima di confermare la diagnosi di menarca prematuro è necessario escludere le cause più frequenti e talora più gravi quali le lesioni traumatiche o infettive della vagina o della cervice, le neoplasie (rabdomiosarcomi), i corpi estranei, l’esposizione a fonti estrogeniche esogene o l’abuso sessuale.

Il menarca prematuro è una condizione benigna che non necessita di alcun trattamento e non pregiudica la fertilità futura.

  1. d) “THELARCHE VARIANT”

E’ una particolare condizione descritta nell’ultimo decennio caratterizzata da quadri clinici a metà tra il telarca prematuro e la pubertà precoce di origine centrale. Nelle bambine affette si riscontra sempre uno sviluppo mammario talvolta associato ad un sanguinamento vaginale in assenza della pulsatilità gonadotropinica e con una risposta di tipo prepubere al GnRH test.(17)

E’ anche questa una condizione benigna che non necessita di alcun trattamento.

 

Conclusioni: accertamenti pediatrici

In conclusione in un bambino che presenti segni esterni (quelli che “si vedono”, cioè sviluppo del seno nella bambina e aumento delle dimensioni dei testicoli nel maschio) di sviluppo puberale precoce è opportuno effettuare una visita pediatrica. Gli accertamenti da eseguire, suggeriti e coordinati da un centro specializzato di endocrinologia pediatrica, possono comprendere:

esami del sangue dopo la somministrazione di farmaci che stimolano o sopprimono la produzione di alcuni ormoni. Per stabilire se si tratta di pubertà precoce vera e distinguerla da una pseudopubertà o dalle forme incomplete, si dosano le gonadotropine dopo carico con GnRH (GnRH 100 _g/m2 e.v., max 100 _g) per valutare il rapporto FSH/LH, che in una pubertà precoce vera risulterà invertito e quindi inferiore a uno;

radiografia polso per valutare l’avanzamento dell’età ossea ed ecografia pelvica (alle bambine) per rilevare il volume ovarico e valutare il rapporto corpo/collo che nella pubertà precoce vera a favore del corpo;

– una volta posta la diagnosi andrà esclusa una organicità con una RMN Possibili risposte al test di carico con il GnRH (LHRH)ç – altri esami del sangue. La terapia della pubertà precoce va decisa caso per caso da uno specialista ed ha come obiettivi: – migliorare la altezza da adulti, rendendola quanto più possibile in linea con la statura familiare;

– evitare al bambino il disagio psicologico derivante dai propri, inattesi, cambiamenti corporei anche in relazione al suo rapporto con il gruppo e l’ambiente;

– salvaguardare le funzioni riproduttive in età adulta.

Mentre sotto i sei anni il trattamento è sempre, o quasi, utile per preservare l’altezza potenziale, non necessariamente tutte le bambine tra i sei e gli otto anni devono essere trattate. In questo caso sicuramente trarranno beneficio dal trattamento quelle con età ossea avanzata (> ai 2 anni) e con una rapida progressione. (7) Solo dopo una esauriente conversazione con i genitori andrà presa di comune accordo una decisione se trattare o non trattare il bambino, tenendo in considerazione anche gli aspetti psicologici.

La pubertà precoce vera si tratta con gli analoghi del GnRH, la via di somministrazione utilizzata è quella intramuscolare, che consente la somministrazione ogni 4 settimane.

Il trattamento viene continuato nelle bambine fino ai 12 anni di età ossea e nei maschi fino ai 13-14 anni di età ossea per non perdere lo spurt puberale a fine trattamento.(7)

La pubertà evolve in modo perfettamente normale, con comparsa dopo 12-15 mesi delle mestruazioni nelle bambine e di livelli puberali di testosterone nei maschi.(6)

Ogni sei mesi si controllerà il bambino dal punto di vista auxologico (peso, altezza, segni puberali), si ripeterà un Rx polso per rivalutare l’età ossea, si doseranno le gonadotropine dopo carico con GnRH e si valuterà lo sviluppo ovarico e uterino con l’ecografia pelvica. Si utilizzano per la terapia farmaci che sono in grado di bloccare la produzione degli ormoni prodotti dalla ghiandola ipofisi, le gonadotropine. Questi farmaci sono efficaci e sicuri. Nei rarissimi casi in cui la pubertà precoce è provocata da un tumore, viene eseguito un intervento chirurgico per l’asportazione di esso. In ogni caso, l’evoluzione della malattia è buona ed i risultati sull’altezza in età adulta sono tanto migliori quanto il trattamento viene iniziato più precocemente.

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Bibliografia

1.Tratto da Andrologia clinica, Wolf-Bernhard Schill, Frank H. Comhaire, Timothy B. Hargreave].

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3.Paul B. Kaplowitz et al. Reexamination of the Age Limit for Defining When Puberty Is Precocious in Girls In the United States: Implications for Evaluation and Treatment. Pediatrics 1999; 104: 936-41

4.Rosenfield R. et al. Current age of onset of puberty (letter). Lancet 2000; 106: 622-3

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Sessualità/pubertà precoce. Studi e ricerche: “La ricerca continua sulle cause che determinano lo sviluppo anticipato”

 

Il fenomeno della pubertà precoce non riguarda solo le bambine adottate. I ragazzi cambiano voce a 11 anni, le bambine sviluppano il seno a otto, in alcuni casi a sei. Già dal 1997 si è osservato un sensibile anticipo della pubertà negli USA. Ci si chiedeva se stava accadendo lo stesso in Europa.

Attraverso un’indagine si è scoperto che tra la metà dell’ottocento e la metà del novecento l’età media per le prime mestruazioni delle ragazze negli USA ed Europa, era scesa da 17 a 14 anni. Mentre l’età media dei matrimoni aumentava, l’età della maturità sessuale diminuiva. Tutto ciò ha una sua logica che si aggancia a quanto affermato nel post precedente: gli esseri umani si riproducono quando stanno bene. Con il miglioramento della nutrizione e dell’assistenza sanitaria, l’età della pubertà era dunque scesa.

Nel 1950 il dottor James Tunner aveva individuato una tabella della crescita secondo cui l’età media di sviluppo del seno era a 11 anni e mezzo. Nei ragazzini l’aumento del volume testicolare cominciava intorno agli 11 anni e due mesi. Nel 2002, secondo un altro studio, il seno cominciava a svilupparsi uno o due anni prima rispetto le tabelle di Tanner. Si tratta di un fenomeno che riguarda l’intera popolazione mondiale e gli studiosi non ne conoscono ancora le cause.

Certo è il problema che crea il divario tra maturità fisica e psicologicache diventa sempre più ampio. Secondo alcuni studiosi i bambini con pubertà precoce andrebbero incontro ad una sessualizzazione prematura con incapacità ad affrontare le conseguenze. Sono inoltre più esposti ad abusi sessuali, comportamenti sessuali inopportuni, malattie a trasmissione sessuale e gravidanze precoci. Nei ragazzi l’aumento del testosterone aumenta l’aggressività e li porta ad essere più esposti a comportamenti a rischio come l’assunzione di stupefacenti ed alcol o a commettere reati. La maggiore aggressività si riscontra anche nelle ragazzine.

Aumenterebbe anche la possibilità di contrarre tumori in età adulta. Prima una bambina ha le mestruazioni, maggiore è la sua esposizione agli estrogeni. Ciò fa aumentare il rischio di tumore al seno e alle ovaie e cresce anche il pericolo di avere problemi vascolari.

Una crescita anticipata può comportare anche problemi psicologici: statura più alta della media, forme muliebri, dolori mestruali…sono tutti elementi che non si possono nascondere in una classe di ancora bambini. Si può così diventare facile bersaglio di derisione e scherno, con l’aggravante del contributo di genitori poco sensibili degli altri bambini che potrebbero allontanare la ragazzina/il ragazzino sviluppata/o perchè “diverso”.

I cambiamenti sono troppo veloci per essere genetici, si preferisce abbracciare la causa dei fattori ambientali. L’obesità, le sostanze chimiche e perfino i padri assenti sono stati oggetto di studio (una bambina che vive lontana dal padre tende ad avere le mestruazioni prima delle coetanee). Sembra ormai assodato che la pubertà arriva quando si raggiunge un certo peso corporeo. Le anoressiche raramente rimangono incinte. Più un bambino è pesante, più produce leptina. Questo ormone manda un messaggio all’ipotalamo che mette in azione i neurotramettitori che stimolano la pubertà. Questi neurotramettitori regolano l’appetito. Da quando questo studio american ha ipotizzato il legame della pubertà precoce con il peso, si è iniziato ad osservare il fenomeno dell’obesità. Ma l’obesità non basta a spiegare il fenomeno; potrebbe essere vero anche il contrario e cioè che la pubertà precoce scatena l’obesità.

C’è poi tutto il capitolo aperto delle sostanze chimiche che potrebbero imitare gli ormoni e lanciare segnali ingannevoli alle ghiandole della crescita. Certo è che i bambini sono sensibili agli ormoni prima della pubertà proprio perché ne producono pochi e anche un piccolo quantitativo può fare la differenza. Ad esempio l’esposizione dei bambini ai residui di ormoni presenti nella carne potrebbe contribuire ad anticipare l’età puberale. Ma riscontri certi ancora non ce ne sono e la ricerca continua.

(fonte: Internazionale agosto 2010)

Sessualità/pubertà precoce. L’esperto: “Vivere il cambiamento fisico dei nostri figli adottivi con naturalezza”

 

Sintesi dell’articolo “Il problema della pubertà precoce nelle bambine adottate da paesi in via di sviluppo” di Raffaele Virdis.

 

Innanzitutto dobbiamo precisare che si definisce pubertà precoce lo sviluppo puberale a sette otto anni. La pubertà precoce preoccupa molti genitori adottivi che si ritrovano ad affrontare entro poco tempo dall’ingresso in famiglia la comparsa del primo menarca. Come effetto diretto ci potrebbe essere la riduzione della statura da adulto rispetto agli standard medi. Il fenomeno interessa molto di più le bambine, soprattutto se arrivate in famiglia grandicelle, ma anche i maschietti non sono completamente esenti da tale fenomeno.

Una delle cause è individuata nelle migliori condizioni di vita. Per un/a bambino/a che arriva in Italia con evidenti segni di denutrizione il benessere psicologico e affettivo unito ad una più corretta alimentazione può accelerare la crescita. La maturità fisica non si accompagna però alla maturità psicologica. Per questo alcuni pediatri preferiscono bloccare, tramite intervento terapeutico, il processo puberale anticipato. Si è osservato, però, che la terapia di blocco non garantisce una crescita sicura dell’altezza anche se l’osservazione su una quarantina di casi porta a concludere che sui soggetti trattati a volte è possibile raggiungere una crescita di 5-6 cm anzichè di 2,5 cm dei soggetti non trattati. Per questo si consiglia di lasciar perdere il trattamento terapeutico nei soggetti che, secondo le tabelle della crescita, riuscirebbero comunque a raggiungere i 157 cm di altezza.

Vorremmo porre maggiore attenzione sulle conseguenze psicologiche. Spesso le bambine già inserite in classi di compagni più giovani, si ritrovano a gestire il cambiamento del proprio corpo quando è in corso l’integrazione in famiglia, a scuola e nella nuova città. Il fatto di trasformarsi in donne è un ulteriore fattore di stress. Vi è poi il timore di venir abbandonate perché non più “bambine”. E’ importante, quindi, da parte dei genitori, non mostrare imbarazzo di fronte alla trasformazione veloce della figlia. L’accettazione del divenire dei nostri figli è la forma più grande di amore. Per questo i genitori devono essere preparati a questi avvenimenti prima dell’arrivo del bambino a casa per non trovarsi spiazzati davanti alla realtà.

Per leggere l’articolo completo vedi: http://www.8ealtro.it/files/9-Il-problema-della-puberta-precoce-….pdf

Sessualità/pubertà precoce. “Le mamme dicono che…”

 

Mamma Flora: “R. si è sviluppata a 11 anni e mezzo. Non mi sono inquietata più di tanto. Il pediatra mi ha rassicurata che era in linea con la sua età e la sua etnia. Mi sono poi ricordata che una mia compagna di scuola delle elementari, italiana, ha avuto le prime mestruazioni in quinta elementare.”

Mamma Renata: “La mia bambina è seguita da un endocrinologo. Ogni 28 giorni fa un puntura per bloccare la pubertà precoce. Abbiamo prima fatto ecografia, lastre al polso e misurazione del cranio oltre agli esami del sangue per controllare gli ormoni. Ha 7 anni. Il tutto durerà per circa 2/3 anni dopodiché nel giro di un anno avverrà lo sviluppo. Finora non abbiamo avuto nessuna controindicazione.”

Mamma Lia: “Mia figlia è arrivata in Italia da un anno. Dai 9 ai 10 anni è cresciuta ben 15 cm e continua a crescere. Inoltre sta sviluppando curve femminili. La pediatra non ci ha messo in allarme. Da insegnante posso dire di aver visto bambine italiane svilupparsi in quarta elementare. Penso che un grande impulso sia dato dall’alimentazione più ricca e dalla serenità. Insomma, qui da noi possono permettersi di crescere!”

Mamma Carla: “La mia piccola A., di origine polacca, ha iniziato a sviluppare il bottoncino mammario a 7 anni e dopo 6 mesi l’endocrinologa ha ritenuto opportuno iniziare la cura ormonale per evitare i problemi connessi a questa “patologia”, soprattutto per un corretto sviluppo osseo. La cura da circa un anno e mezzo e spero che tra 6 mesi potremo smettere questa “tortura”. Secondo me a nove anni è del tutto normale che si inizino a vedere i primi segni dello sviluppo.”