Famiglie imperfette. “Le costellazioni familiari: i genitori danno, i figli prendono”

di Alberta Mantovani – “Le radici dell’anima” – ed tecniche nuove 2006

Dalla copertina del libro: “Le costellazioni familiari, metodo ideato da Bert Hellinger (psicoterapeuta tedesco conosciuto a livello internazionale), fanno chiarezza sulle dinamiche inconsce che stanno alla base dei rapporti tra i membri di una famiglia e aiutano a ritrovare l’armonia (…) Essere in armonia con il mondo significa accogliere consapevolmeete ciò che è, essere al centro di se stessi, in equilibrio. La sensazione che ne deriva è di pace, rilassatezza, disponibilità e leggerezza. Ci si sente in sintonia con il proprio destino e ci si accorge che è tutto più semplice.” Riporto di seguito un capitolo che riguarda i rapporti tra genitori e figli secondo l’autrice. 

(…) Dissi a mia figlia Monica: “Sai qual è uno degli ordini più importanti dell’amore? I genitori danno e i figli prendono.”

(…) A molti potrà sembrare banale, ma questa regola, se non rispettata, genera grandi squilibri. Quanti figli si sentono superiori ai loro genitori, quanti li giudicano e pretendono di insegnare loro a vivere? E’ capitato anche a me, soprattutto con mia madre che vedevo fragile e che mi permetteva di fare la grande fin da piccola. E sbagliavo.

Facendo così dimenticavo che insieme a mio padre mi aveva dato la vita. E con la vita mi avevano trasmesso  qualcosa che veniva da molto lontano.

Dopo un po’ ho capito che i miei genitori mi hanno dato ciò che hanno ricevuto dai loro genitori e ciò che hanno preso l’uno con l’altro come coppia. Niente di più perché non ne erano in grado.

Se, per esempio, tutta la vita una persona riceve da sua madre freddezza, come farà ad essere una madre dolce piena d’amore? E’ praticamente impossibile perché la tenerezza non l’ha mai conosciuta. Quindi nessuna colpa.

Il dare e il prendere tra genitori e figli si muove perciò in una sola direzione, come l’acqua di un fiume che dall’alto scorre in basso: chi arriva prima di là e chi dopo. Il legame tra genitori e figli sarà sempre, perciò, fra persone di diverso livello, come tra insegnanti e allievi.

“Voi siete i miei genitori, voi venite prima, io vengo dopo.” È una frase che detta col cuore mi ha dato forza.

Questo non significa che, come figlia, valgo di meno dei miei genitori ma semplicemente che riconosco il mio ruolo e in questo ruolo mi rilasso.

Avevo ragione quando intuitivamente non ritenevo auspicabile l’amicizia tra genitori e figli: una madre che vuol fare solo l’amica della figlia non farà il suo bene e un padre che vuole fare “il compagno” del figlio non verrà preso sul serio e perderà autorevolezza.

I figli cercano esempio, sicurezza, protezione e devono poter alzare lo sguardo verso i loro genitori.

I figli, quindi, prendono dai genitori e tra fratelli i maggiori danno ai minori. Il secondogenito, ad esempio, prenderà da mamma e papà e dal fratello maggiore e darà solo ai fratelli più piccoli. Nelle famiglie numerose l’ultimogenito è “il piccolino”, quello che prenderà da tutti e che da adulto si occuperà dei genitori anziani come per restituire tutto l’amore che ha avuto.

Ma a chi andrà tutto l’amore che i figli prendono dai genitori? Come lo possono ricambiare? Semplicemente trasmettendo a loro volta ai loro figli.

E se non hanno figli o non li possono avere? Questo amore, perché fluisca, dovrebbe essere trasmesso a qualcun altro occupandosi di un progetto a favore della vita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *