Gravidanze precoci. Il punto

Da segnalare in questa sezione:

–         i siti utili in materia di educazione sessuale e di accompagnamento della minore nella gravidanza e accudimento del bambino

–         la testimonianza delle due mamme adottive vista con occhi diversi essendo la prima madre di una ragazza (vedi 18 giugno) e la seconda madre di un ragazzo (29 luglio)

–         l’opinione dell’Associazione  Spazio Adozione Ticino che ci pare tocchi temi fondamentali nella vita delle nostre ragazze, quali la mancanza di autostima e la confusione tra mera attrazione sessuale e amore

–         l’invito a pensare ai giovanissimi neopapà dello psicologo Gabriel Munoz, di solito trascurati quando si tratta di parlare di genitori adolescenti

–         la partecipazione e l’amore di papà Giovanni e papà Marcello.

Naturalmente il dibattito rimane aperto e se raccoglieremo abbastanza materiale potrebbe esserci una seconda sezione, anche per vedere l’evolversi delle storie. 

Nel mese di agosto si apre il capitolo sulle “famiglie imperfette” intendendo per tali quelle come le nostre che vanno controcorrente, ma che anticipano i tempi di fronte ad un mondo globale dove il colore della pelle conta quel che conta e dove la nostra esperienza di famiglie multietniche può fare da apripista quando si parla di accoglienza, quella vera.

Gravidanze precoci: “Esiste un nesso tra la condizione della donna nel loro paese e il comportamento sessuale dei nostri figli?”

Dalle testimonianze riportate nel blog, che, sia chiaro, non hanno una valenza statistica, sembrerebbe che nei ragazzi arrivati grandi in Italia la connessione tra condizione della donna del paese d’origine e comportamento sessuale non sia poi un’idea tanto balzana. Un ragazzino che ha visto maltrattare la mamma o usare le sorelle come mero oggetto sessuale potrebbe considerare normale fare altrettanto con la sua compagna solo perché è questo il modello che ha introiettato. Così una ragazzina che ha avuto zie, sorelle o cugine madri molto giovani può pensare che sia normale mettere al mondo un figlio nell’adolescenza. Spezzare la catena non è facile, soprattutto quando questo desiderio di maternità è un’evidente richiesta di riempire un vuoto interiore.

Sembrerebbe il caso delle ragazzine straniere che venivano intervistate sul canale Babel la domenica sera (il programma è andato in onda a giugno e luglio). Dai racconti emergono storie di separazione dalla madre nei primi anni di vita, sradicamento dal paese natale per il ricongiungimento familiare in Italia, un grande senso di solitudine e difficoltà d’integrazione a cui si sopperisce con il primo ragazzo che si interessa a loro. Separazione, sradicamento e solitudine…non è forse anche il mix dei nostri ragazzi?

Non facilita il compito la moltitudine di messaggi devianti e deviati che ci propongono dall’esterno. Comunque sia, è questo il mondo che ci siamo costruiti, è questo il mondo in cui viviamo e con cui dobbiamo fare i conti.

In qualsiasi situazione, anche la più dolorosa, il nostro dovere di genitori è di “esserci” proprio per dimostrare che un’altra strada è possibile. Se in passato una madre non ha avuto l’aiuto per crescere i suoi figli, ora la storia non si ripeterà. Anche il rapporto di coppia che traspare nella relazione con il partner può fornire una nuova chiave di lettura e un diverso comportamento nei riguardi dell’altro sesso. E’ anche questo un modo per proporre una positiva interpretazione della vita ai nostri ragazzi che speriamo possano assorbire. Nessun cammino è stato tracciato, che non si possa cambiare, se noi lo vogliamo.