Famiglie imperfette. Mamma Ticino: “Imparare ad educare”

 “Ho iniziato il mio percorso adottivo completamente ignara delle problematiche che avrei incontrato, rassicurata dall’assistente sociale di turno che me la sarei cavata senza problemi. Questa era, e purtroppo  è ancora oggi, la convinzione di chi opera in Ticino: con l’amore si superano tutte le difficoltà. 

Conoscere come i bambini vivono l’abbandono (come reagiscono alla perdita, quali comportamenti mettono in atto per non sentirsi vulnerabili, perché non riescono a liberarsi del profondo senso di colpa, perché restano ostaggio del trauma e hanno difficoltà a costruire nuovi legami, ecc.) è stato determinante per iniziare a capire e a comprendere. 

La conoscenza, invece, è qualcosa che si costruisce giorno per giorno: pensi di avercela fatta e poi ti accorgi che le cose non quadrano ancora. D’altra parte è difficile conoscere qualcuno che ha bisogno di “mimetizzarsi”, di nascondersi dietro una “maschera”, che ti chiede: “ma io chi sono veramente?” 

Sono convinta che far conoscere la realtà dell’adozione debba essere il nostro obiettivo primario. “Prima lo educhi e poi lo conosci”, è vero, ma abbiamo bisogno di imparare ad educare per poi condividere la nostra esperienza con gli insegnanti delle scuole, che hanno il difficile compito di accompagnare i nostri figli ad esplorare il mondo.” 

(fonte: spazioadozioneticino.blogspot.com)