Famiglie imperfette: “Cosa significa essere genitori?”

di Alessandro Bruni – papà biologico e affidatario

Cosa significa oggi essere genitori? Esiste un solo modo per essere genitore? Dove sta la differenza tra essere o non essere genitore, tra situazioni di genitorialità differente?

Oggi non si diviene genitori per caso, ma per scelta. La scelta dipende legittimamente dalla libera etica di ciascuno. Questo è il fondamentale livello che tocca l’esistenza concreta. La vera scelta non è tra essere genitori e non esserlo, perché questa è posizione a prescindere, ma tra i diversi tipi di genitorialità oggi possibili.

Questa è una situazione nuova; situazione che in passato nemmeno era pensabile. Infatti, quando la relazione tra genitore e figlio era regolata dall’appartenenza al “sangue”, nemmeno esisteva il dubbio e quindi anche il concetto di genitore non accudente era inesistente. In passato il genitore non accudente era sempre e comunque “genitore” e non veniva lesa la sua autorità sul figlio. Solo nella società moderna le cose sono cambiate con il riconoscimento del diritto del bambino di avere una famiglia accudente.

Oggi vi sono differenti tipi di famiglie e differenti modi di essere genitori. Pur rimanendo forte l’omologazione con il passato o il vissuto familiare del genitore, è indubbio che la stessa liquidità familiare comporta una variabilità di funzione genitoriale, divenuta non più diritto dell’adulto sul bambino, ma diritto del bambino ad avere una persona di riferimento che lo cresca.

Come sappiamo sono venuti meno anche tutti i limiti biologici della genitorialità, ne è un esempio l’inseminazione artificiale eterologa che ha comportato un concetto di genitorialità non più biologica, ma di riferimento socio-psicologico, di relazione affettiva e non più “di sangue”.

Possiamo dire che vi sono modi differenti di essere genitori, ma vera differenza è tra chi pensa e chi non pensa, tra chi prende sul serio questo evento di scelta della propria vita e chi non lo prende sul serio. C’è il genitore che si accontenta di risposte facili e chi non si accontenta. Qui è la differenza, non di quantità, ma di qualità. Penso che la differenza sia tra chi, per dare senso alla propria vita, si pone con serietà ed impegno queste domande, e cerca la risposta, anche se non la trova, e colui cui non importa nulla, a cui basta ripetere ciò che ha vissuto da bambino.

Pensare equivale a cercare. E’ questa continua ricerca a distinguere la moderna genitorialità.

Vi sono coloro che ritengono di essere genitori a prescindere e non cercano più, e che, per valorizzare ciò che hanno, tentano di affermare la propria visione al di sopra di tutte le altre demolendo ogni diversità, e che per questo sono definibili come conservatori, siano essi devoti o laici, ideologici o razionali.

E vi sono coloro che invece continuano a cercare (gli sperimentali): o perché finora non hanno trovato, ma sentono che c’è ancora molto da scoprire, o perché quello che hanno trovato è solo un sentiero ben lungi dall’essere identificato con la meta definitiva del proprio esistere.

La vera differenza tra i genitori moderni è, quindi, tra chi cerca, e cercando apprezza le ricerche altrui, e chi non cerca, e non cercando disprezza le ricerche altrui.

L’essere oggi genitori in tutte le forme possibili è avere la percezione di essere immersi nel mistero a prescindere dalla proprie idee razionali, ma in relazione ad un senso della vita che comunque va pensato, cercato, e non supinamente accettato, sia nella scelta di crescere figli propri o altrui, sia nella scelta di non farlo.

(fonte: crescerefiglialtrui.typepad.com)