Famiglie imperfette. Mamma Serena: “Non aspettatemi”

“Mio marito ed io siamo soliti trascorrere il fine settimana in una piccola casa di campagna. Finora nostra figlia diciassettenne ci aveva sempre seguito. Aveva il piacere di stare con i nonni e i cugini che stravedono per lei da quando è entrata nella nostra famiglia. Un sabato, alle 11.00 di sera vediamo che si prepara per uscire. Le chiediamo che cosa stia facendo. Tra qualche borbottio infastidito apprendiamo che la vengono a prendere i suoi amici. “Quali amici? Non mi risulta ci sia nessuno con la patente.” Scopriamo che ce n’è uno maggiorenne, ma noi non lo abbiamo mai visto. 

Inizia un’accesa discussione chiedendo almeno di farcelo conoscere. Dopo aver imprecato e dato calci a destra e a sinistra ai mobili della cucina, se ne va sbattendo la porta. Mio marito le corre dietro ma non conosce il luogo dell’incontro e la perde. Non risponde al cellulare. Alla fine riusciamo a sapere che non ha alcuna intenzione di rientrare. Andrà a casa di un suo amico, di sedici anni, che conosciamo. Non conosciamo, invece la famiglia e non sappiamo dove abita. Chiediamo di telefonare per sapere se i genitori sono d’accordo. Ci viene detto che sono fuori città e che a casa c’è solo la nonna.

Non ho chiuso occhio tutta notte. Una figlia minorenne, fuori casa, a casa di non so chi!!! Che mi abbia poi raccontato la verità? Inutile dire la ripresa eccellente quando è tornata la domenica, dopo mille telefonate a vuoto. 

Il fine settimana successivo si ripete la storia. A questo punto mi muovo. Ricordo che i genitori del ragazzo hanno una caffetteria non lontano da casa nostra. Vado a trovarli. Cadono dalle nuvole, dicendo che i nostri figli hanno assicurato che noi eravamo al corrente di tutto. Nei due fine settimana, poi non si sono mai mossi da casa e la storia del fuori città era tutta una balla. 

Cosa posso dire? Avete provato ad avere una figlia irreperibile alle quattro della mattina in balìa di uno, passatemi il termine, “stronzetto arrogante minorenne” con un padre che sviolina le qualità di suo figlio e con eleganza fa passare me come una madre isterica perché “son ragazzi”? Notare che lui sapeva benissimo dov’era suo figlio! Questa è la situazione. Forse sarà un’affermazione un po’ dura, ma possiamo parlare di incapacità/incoscienza genitoriale della mia generazione?”