Famiglie imperfette. Mamma Lory: “Tre giorni senza sapere”

“Pensavo di avere un rapporto profondo con mio figlio. Abbiamo sempre parlato molto. Non è poca cosa per un ragazzino arrivato in Italia a otto anni. Si è dovuto reinventare tutto e ha dovuto fidarsi di noi. Finchè, la primavera scorsa, sparisce di casa. Non credo di poter esprimere la preoccupazione. 

Quattordici anni sono pochi, è solo alle medie. L’abbiamo cercato dappertutto. Introvabile. 

L’angoscia di un fine settimana che non auguro a nessuno. Alla domenica scopriamo che era ospite a casa di un compagno di scuola, ma non della stessa classe. 

Al di là del lieto fine, mi domando come possa una famiglia ospitare un minorenne senza mettersi in contatto con i suoi genitori. Ignoranza? Stupidità? Presunzione? Ho scatenato il putiferio, penso di averne avute le ragioni, dando loro degli irresponsabili. A scanso di equivoci ho appeso un tabellone nella scuola di mio figlio avvisando che chiunque si fosse azzardato a dargli ospitalità senza il nostro consenso avrebbe avuto guai seri con la giustizia. Non pensavo di dover arrivare a tanto.”