Famiglie imperfette. Papà Paolo: “Stimoli di famiglia”

“Sempre più spesso, quando mi fermo a pensare all’esperienza genitoriale che stiamo vivendo io e mia moglie, mi rendo conto che il “grazie” dobbiamo proprio farlo risuonare forte. L’adozione è una esperienza straordinaria di genitorialità.

Ultimamente poi, sono arrivato ad una riflessione per certi versi paradossale: meglio sentirsi messi in discussione come famiglia, meglio lottare e coinvolgersi ogni giorno sulla propria credibilità, rispetto al credersi definitivamente e assolutamente a posto, con il patentino giusto di famiglia. Mi spiego: quando capita che mia figlia mi pone di fronte alla sua origine, quando sbotta, quando tanta gente, in maniera a volte assurda, cerca di rendermi evidente la mia, la nostra “diversità” intesa come “un di meno” rispetto al “naturale” al “biologico”, al percorso giusto, in quei momenti, in quelle “crisi”, in quei “conflitti” si cresce, si fanno passi avanti, ci si muove nel percorso della propria vita familiare.

Oggi questo percorso viene dato per scontato. La famiglia sembra avere nel suo DNA, nel suo atto costitutivo, tutti gli ingredienti, tutte le capacità per essere autosufficiente, autoimmune, assolutamente inattaccabile dal vento delle difficoltà, del dubbio, della fatica. Sembra così perchè si comporta così, ma in realtà non è così, e lo sappiamo tutti, la famiglia in primis. Ma, ripeto, sembra come aver anestetizzato tutte le sue capacità di “rimettersi in discussione”, di “guardarsi dentro”, di “commuoversi e indignarsi”, di “fermarsi a riflettere”. No, oggi la famiglia sembra sempre più decerebrata, priva di stimoli. 

Mah, questo mi spaventa un po’, e mi fa ribadire che l’esperienza adottiva ha invece nel suo DNA alcune caratteristiche strutturali dell’essere famiglia.” 

(fonte: it.sociale.adozione)