Gravidanze precoci. Papà Marcello: “Papà vieni a prendermi”

“Chi l’avrebbe detto. Dopo appena nove anni dal suo ingresso in Italia, divento nonno della secondogenita, la più estroversa e solare delle mie figlie.

A scuola aveva una compagna di classe straniera che le ha presentato il suo gruppo di amici. Tra questi anche il cugino di cui mia figlia si è invaghita. In poco tempo si è ritrovata incinta e ha deciso di andare a vivere da lui, con la madre e un fratello. Noi non eravamo d’accordo, ma loro hanno deciso e per un periodo abbiamo comunicato solo tramite SMS.

 E’ resistita alcuni mesi. Loro hanno una cultura diversa: non le permettevano di uscire di casa se non era accompagnata, doveva servire tutti come donna più giovane, la trattavano come una serva. Il rapporto con lui non so com’era. So solo che una sera mi ha chiamato: – Papà vieni a prendermi.

 Non ho esitato un secondo. Adesso mia figlia non vuole più vedere il papà del bambino e lui pretende il figlio maschio. Non so come andrà a finire. Per il momento mia figlia è in una casa protetta per ragazze madri, lontano da tutto e da tutti.”

Gravidanze precoci. Ospedale San Paolo di Milano: “Accompagnamento alla crescita per le madri minorenni”

(…) All’Ospedale San Paolo di Milano è disponibile un innovativo servizio, progettato con il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano–Bicocca, per accompagnare nella crescita la madre e il figlio durante i primi due anni di vita. Il servizio prevede colloqui di accoglienza e ascolto per osservare le relazioni madre-bambino, uso del video feed-back, controllo dello sviluppo psicomotorio del bambino, screening del rischio psicopatologico e depressivo delle mamme.

Lo scopo è affrontare i fattori di rischio che rendono complicata e difficoltosa la relazione tra madre adolescente e bambino. Innanzitutto un rischio psicopatologico nelle mamme, soprattutto di tipo depressivo, e in seconda analisi un rischio di trascuratezza e di maltrattamento del bambino.

Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Ambrosiana per la vita e Fondazione Cariplo, oltre al supporto psicologico promuove l’attivazione di un sostegno per costruire una buona rete sociale attorno alla neomamma.

L’Ospedale San Paolo dal 2009 ha assistito 181 parti in donne di età fino ai 21 anni, di cui 35 di donne tra 14 e 18 anni.

“I risultati dopo il primo anno di sperimentazione del servizio, che si allinea ai progetti di prevenzione più innovativi a livello europeo, sono incoraggianti – spiega la professoressa Cristina Riva-Crugnola, responsabile scientifico del progetto – Le mamme seguite nel primo anno di vita hanno aumentato la loro sensibilità e capacità di accudimento dei figli e, allo stesso tempo, i bambini mostrano legami sicuri verso le loro mamme. Molte delle donne seguite, quasi tutte con storie traumatiche alle spalle (trascuratezza, abuso, perdita dei genitori nella prima infanzia), sono state aiutate a trovare nuovi percorsi di crescita insieme ai loro bambini”

(fonte: unimib.it – 16/04/2012)

Gravidanze precoci. Il rapporto di Save the Children 2011: “Il quadro italiano”

In Italia ci sono oltre 10.000 mamme ragazzine. La notizia positiva è che il fenomeno delle mamme adolescenti in Italia sembra piuttosto circoscritto se comparato con altre nazioni come UK e Francia. Nel 2008 le mamme inferiori ai 18 anni erano solo lo 0,44%, quelle inferiori ai 20 anni l’1,8%. L’82% di queste adolescenti sono italiane, contro un 18% di straniere. Ma se a Napoli le “teen mother” italiane sono più numerose delle straniere, a Milano e Roma il rapporto è inverso. Il dato è comunque in calo.

 Nel 2008 le mamme teen straniere erano in prevalenza romene, seguite dalle marocchine e dalle albanesi. L’Istat rivela che nelle gravidanze precoci vi è una marcata influenza dei fattori culturali. Più della metà delle donne in Africa sub-sahariana e circa un terzo in America latina partoriscono prima dei 20 anni. Quindi vi è un senso di naturalezza della maternità precoce. Inoltre “gli eventi migratori generano fratture nella continuità fra le generazioni e i ricongiungimenti in età adolescenziale sono spesso connotati da ambivalenze profonde e conflittuali.”

 I tre quarti delle mamme minorenni ha la licenza media inferiore e per il 67% convive con i familiari. Il 62% dei partner ha un’età compresa tra i 18-21 anni, il 59% ha la licenza media inferiore.

 Si nota che il livello di maturità intellettuale ed emotiva delle giovani mamme è completamente diverso se si comparano i due gruppi 14-16 anni e 17-19 anni. Le mamme più giovani di solito vivono con la famiglia e non cercano lavoro. Le mamme 17-19enni non vivono con la famiglia e sono alla ricerca di una loro autonomia. Quando nella cura del bambino s’inserisce la famiglia di origine, molto spesso scattano momenti conflittuali dovuti proprio al legame economico subalterno che espone le giovani mamme a ricatti e condizionamenti. Una delle difficoltà degli operatori è quello di stabilire degli argini nelle ingerenze delle nonne sulla vita delle figlie.

 Gli operatori osservano che molto spesso nelle adolescenti emerge una scarsa aderenza alla realtà del progetto di vita che queste ragazze hanno in mente. In questo vanno supportate a concedersi tempo per conoscersi e ad agire con un atteggiamento meno impulsivo tipico adolescenziale.

 Il corpo delle adolescenti non è maturo per sostenere un parto: “Se la gravidanza avviene entro due anni dal menarca prevale l’immaturità sessuale. Anche il momento del parto è a rischio: le giovani mamme hanno scarsa tolleranza al dolore e attivano una scarsa partecipazione al parto”

 La nascita del bambino le isola dal gruppo dei coetanei e le porta a passare le giornate in casa con i piccoli, soprattutto le ragazze straniere. “C’è molta solitudine, senso di abbandono. Queste ragazze sono costrette ad essere adulte, ma non sentono il senso di responsabilità che il bambino richiede. (…) Emerge un bisogno di essere temporaneamente sostituite sia per poter apprendere azioni mai compiute e soprattutto mai pensate, sia per poter continuare ad essere non solo mamme, ma ancora adolescenti.”

 Da ultimo, anche la fase di sviluppo del bambino può creare tensioni. Mentre nelle prime settimane il rapporto tra madre figlio viene percepita quasi come la gestione di un “bambolotto”, nel momento in cui , verso gli 8-9 mesi, il bambino entra nella fase di differenziazione, la madre bambina può sentire come frustrante l’esigenza di separazione del figlio che si impone come essere distinto dalla madre.

 (fonte: savethechildren.it 2011)

Gravidanze precoci. Film: “Juno” di Jason Reitman (2007)

Juno è una ragazzina di 16 anni che rimane incinta di un compagno di scuola, suo ammiratore da sempre. Dopo lunga riflessione e confronto con i suoi, decide che è troppo presto per tenere un figlio, ma neppure vuole abortire. Attraverso un’inserzione sul giornale trova una coppia a cui affidare il suo bambino (negli USA l’adozione ha una regolamentazione diversa dalla nostra). In questo percorso emergono le contraddizioni del mondo degli adulti e la profondità della ragazzina.

Curiosità. Dopo l’uscita del film una catena di abbigliamento ha lanciato una linea per mamme teenager ispirandosi alla protagonista. La linea è stata distribuita in Texas, Arizona e California, stati che presentano alte percentuali di gravidanze adolescenziali negli USA. L’azione commerciale ha suscitato dure polemiche perché poteva essere interpretato come un tacito avallo della baby maternità.

(fonte: margherita.net)

Gravidanze precoci. Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia – SIGO

Per facilitare il confronto con i teenager italiani è attivo www.sceglitu.it.

Solo il 36% dei ragazzi italiani dichiara di rivolgersi al proprio docente per chiedere informazioni sulla contraccezione contro il 64% della Gran Bretagna, il 44% della Spagna e il 42% della Francia. I ragazzi italiani parlano molto di più con i genitori, ai quali si rivolge il 55% dei ragazzi.

Sul sito c’è una parte dedicata alle “giovanissime” che vale la pena guardare nella sezione “adolescenti e gravidanza”. E’ un sito tecnico. A mio parere manca sempre la parte dell’educazione sentimentale, comunque è un inizio per parlarne in casa o per lasciare navigare da soli i ragazzi.

Gravidanze precoci. Teen STAR: “Educazione sessuale e sentimentale”

Il programma Teen STAR (Sexuality Teaching in the context of Adult Responsibility), è uno strumento elaborato negli USA dalla dr.sa Hanna Klaus ed ora diretto dalla dr.sa Pilar Vigil docente dell’Università Cattolica del Cile.

Si tratta di corsi organizzati per educatori, insegnanti e genitori per fornire loro gli strumenti per educare i giovani alla sessualità e al rispetto del proprio corpo e a quello degli altri.

L’utente finale sarà quindi l’adolescente che periodicamente incontra un gruppo di coetanei e due operatori preparati con questo metodo, un maschio e una femmina, per osservare la propria corporeità. Il due adulti di riferimento si renderanno disponibili durante e dopo il corso per rispondere alle domande dei ragazzi.

In particolare Teen STAR ha sviluppato le seguenti aree:

  • Scoprire la propria identità ed aver stima di sè
  • Valutare la propria capacità di determinazione
  • Scoprire la dignità ed il valore della persona

Per la specificità dei contenuti consigliamo di visitare il sito http://www.teenstar.it/

Finora sono stati tenuti corsi a Milano, Rovigo, Roma, Torino, Varese e Napoli.

Il Teen STAR mi è stato segnalato da una mamma che ha frequentato il corso per le pre-adolescenti assieme a sua figlia. Il Teen STAR vero e proprio, invece, viene gestito dai ragazzi, senza interferenze dei genitori.