Gravidanze precoci: “Dai media sembrerebbe che… “

Più che farlo, gli adolescenti si vantano di avere rapporti sessuali per non essere da meno nel gruppo. Alla fine si tratterebbe di un problema di mostrarsi “fichi”. Certo è che l’età del primo rapporto per i ragazzi italiani si sarebbe abbassata a 17 anni in un range UE tra i 16,5 e 18,5. Le più precoci sono le ragazze che frequentano ragazzi più grandi e che da un punto di vista biologico maturano prima dei coetanei. Per i teenager il sesso è sentito più come un dovere e le ragazze che a 14 anni non l’hanno fatto si vergognano della loro verginità – Repubblica 20/09/2011 

Sarebbero sempre più numerose le minorenni straniere incinte in giovane età, in particolare le latino americane: cercano un affetto. I vari servizi territoriali segnalano un aumento sia delle gravidanze precoci che del ricorso all’interruzione volontaria della gravidanza. Sono ragazzine di 14/15 anni che fanno sesso non per istinto, ma per imitazione. Hanno alle spalle una madre che lavora tutto il giorno, un padre assente un’integrazione a volte non facile. L’assenza di un’educazione sessuale peggiora la situazione. Tra i latino americani la figura dell’uomo e quella del maschio dominante. Secondo gli esperti la gravidanza soddisferebbe una mancanza di affetto che in famiglia i ragazzi non riescono ad avere. – Repubblica 11/05/2011

Diversi studi concordano nel ritenere determinanti alcuni fattori socio-economici e culturali: più si è poveri e con scarsa istruzione, più si rischiano gravidanze minorili. Infatti, se non si hanno grossi progetti e ambizioni di studio e di vita, non si potrà neanche avere una chiara percezione di quanto una gravidanza possa ostacolarli. In aggiunta a questo, generalmente, chi studia inizia più tardi la propria vita sessuale ed è più consapevole dei rischi legati al sesso. Determinanti, inoltre, sono anche i fattori familiari, non solo perché, secondo una ricerca norvegese, chi ha una sorella rimasta incinta in giovane età, ha una probabilità doppia di rimanere incinta precocemente, ma anche perché vivere in condizioni di povertà espone più facilmente ad abusi, anche sessuali, e all’uso di alcol e droghe, che favoriscono la precocità e la promiscuità sessuale – Mammaoggi.it 19/10/2011

Gravidanze precoci. L’esperto: “Il giovane padre”

di Gabriel Munoz, cileno, 35 anni, psicologo laureato all’Università di Santiago del Cile, iscritto all’albo regionale del Veneto, lavora attualmente presso uno dei centri diurni per disabili della cooperativa sociale L’Eco della Comunità Papa Giovanni XXIII. Ha esperienza pluriennale con minori in situazione di disagio, nel volontariato internazionale e promozione sociale nelle scuole.  Vedi: http://gabrielmunozpsicologia.blogspot.it/

Questo post non offre soluzioni, al contrario cerca di instillare alcune domande riguardanti la questione della gravidanza precoce per arricchirla con un punto di vista alternativo e incoraggiare la discussione e l’approfondimento del problema.

Risulta essere scontato che ogni volta che si scrive, si parla o si pensa sulle gravidanze adolescenziali, come in questo blog, lo si fa ponendo al centro dell’attenzione la situazione della giovane madre. I cambiamenti fisici, psicologici e sociali, che soffrono le ragazze come conseguenza della gravidanza sono oggetto di studio, discussioni e proposte di studiosi e addetti ai lavori. Addirittura si approfondisce anche l’esperienza dei genitori della giovane e di tutto il contesto famigliare e sociale: Quale sarà il suo futuro? Come accompagnare le ragazze? Come aiutarla a diventare una madre in grado di offrire cure positive al futuro bambino? Quali strumenti possono essere utilizzati per fare diventare l’esperienza traumatica in un’opportunità di crescita? Ecc. 

È anche possibile verificare un forte desiderio da parte di chi è stato a contatto in qualche modo con l’esperienza della gravidanza precoce di comunicare la propria esperienza manifestando così una grande solidarietà con le giovani madri che vedono molte volte troncate le proprie aspettative, sogni e possibilità in funzione dell’arrivo inaspettato di una nuova creatura. 

In questo modo si delimita la tematica ad un  terreno quasi interamente femminile che denota l’assenza di una componente essenziale del problema: il giovane padre.

La gravidanza, ancora di più quando precoce, è risultato di una sessualità che presume una relazione tra un uomo e una donna, entrambi di solito adolescenti. Sorge allora la domanda circa il luogo della “paternità” e “mascolinità” in questa storia. 

Facendo una ricerca su Google ad esempio, si verifica chiaramente questa assenza: “gravidanza precoce” e “gravidanza adolescente” sono espressioni associate alla maternità. La paternità è relegata ad un secondo piano trovandosi solo alcuni articoli e conferenze. 

Qual è il ruolo del giovane padre? Quali sono i cambiamenti che dovrà sperimentare? Quali sono le loro idee sulla genitorialità? Quali sono le aspettative da soddisfare? Quale atteggiamento assunto dai genitori dei ragazzi in relazione a una possibile assunzione delle responsabilità genitoriali? Come vengono modificati i rapporti con i loro coetanei? Ecc..

Chiaramente non c’è una risposta unica per ciascuna di queste domande. C’è però la possibilità di formulare e fare presenti queste domande ogni qualvolta affrontiamo una gravidanza precoce, non solo per arricchire la discussione, ma per segnalare la presenza di uno sguardo storicamente assente: quello che riguarda la paternità precoce. 

In una società che soffre in genere dalla mancanza di modelli positivi, diventa sempre più urgente domandarci, in quanto adulti, quale concezione della mascolinità e della paternità responsabile vogliamo proporre ai nostri giovani. Qual è l’idea dell’uomo e della donna che i genitori trasmettono ai loro figli? Quali responsabilità? Quali vantaggi dobbiamo sottolineare quando condividiamo la nostra esperienza di genitori?

In definitiva vale la pena chiedersi se l’esperienza della gravidanza precoce corrisponde esclusivamente alla giovane madre o è anche un’esperienza del giovane padre?

Forse è l’inizio di una riflessione specifica a cui un singolo post può solo accennare.  A voi la parola.

Gravidanze precoci. Mamma Sandra: “La paglia vicino al fuoco…”

“Ho un figlio latinoamericano, un gran bel ragazzo. Non esagero se dico che le donne gli sbavano dietro. Da quando è arrivato all’età di 12 anni, ci ha dato parecchie preoccupazioni. Un giorno ci ha presentato la sua ragazza. Entrava e usciva da casa sua con una certa libertà. Abbiamo cercato di mettere in guardia i genitori della ragazza: la paglia troppo vicina al fuoco… ma loro hanno sottovalutato gli ormoni e l’esuberanza dell’età. La cosa filava, filava fin troppo tanto che l’ha messa incinta, 17 anni lui, 17 lei. Le famiglie si sono alleate per sostenerli e far nascere uno splendido maschietto. Nostro figlio, preso dalla nuova responsabilità di padre ha terminato gli studi, ha preso la patente, ha iniziato a lavorare. Ci sembrava un sogno: nonni e genitori realizzati in un colpo solo, dopo tanto penare. Trascorsi neanche due anni il patatrac. Lui ha piantato figlio e ragazza per un’altra. Le tensioni tra le due famiglie sono alle stelle e adesso a malapena ci concedono di vedere nostro nipote. Loro non capiscono, lo credono il colpo di testa di un irresponsabile. Noi vediamo la grande ferita dell’abbandono che si perpetua.”

Gravidanze precoci. Mamma Lella: “Colmare un vuoto esistenziale”

(…) “Piuttosto condivido la tristezza nel constatare che si debba cercare in una gravidanza quello che la famiglia e la società non danno ai giovani. Detto questo, apprezzo comunque che un bambino non sia letto come “un guaio”. Preferirei non fosse neanche visto come un mezzo. Ho una figlia e potrei non fare salti di gioia se mi annunciasse di essere incinta a sedici anni; ma in fondo credo che il suo stato d’animo sarebbe ciò che mi importerebbe di più, quindi non vorrei certo essere io a demolirlo. Siamo una famiglia e un suo eventuale bambino sarebbe un “nostro” bambino. E poi quello che mia figlia è non cambierà (sicuramente non in peggio) se diventerà madre “troppo presto”. Ho amiche a cui è successo e, col sostegno di chi le ama, non sono certo cambiate in peggio.”

(fonte: la 27a Ora-corriere.it)

La musica del cuore: “Eleonora, mia madre”

Questa canzone dei Pooh è stata proposta da Sergio.  Sebbene triste, il testo è profondo e sentito. Bisogna anche contestualizzarla: l’album è degli inizi anni ’70, allora non c’era ancora l’apertura mentale di oggi. Una ragazza madre sola viveva stritolata dall’opinione della gente. Sergio mi dice che la canzone nasce dall’esperienza diretta di uno dei componenti del gruppo, figlio di una ragazza madre.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=9zt7zBZ0RWU]

 

Eri già mia madre troppo presto /  e solo per fatalità,

con nemmeno il tempo che ci vuole / ad imparare a far l’amore.

Donna mai ma senza mai rimpianti, / la rinuncia del tuo tempo,  la tua unica ragione

sempre io.

Gravidanze precoci. Elena, 20 anni: “Sospenderei ogni giudizio e vorrei vedere l’evolversi della storia”

“Penso che queste ragazze siano coraggiose e non vadano giudicate, il problema è che si giudica troppo, tutto. Se un’adolescente rimane incinta ha sbagliato, questo è ovvio, ma tanto si avrà da dire se tiene il bambino, se abortisce, se lo dà in adozione, in ogni caso ognuno avrà un commento da fare, quasi sempre negativo! Sono ragazze che si prendono le loro responsabilità, conseguenza dell’errore commesso, non tutti lo fanno, di qualsiasi errore si parli. E’ vero che più si è giovani e meno esperienza si ha, quindi magari sarà più difficile per loro, ma non penso conti solo l’età. Avranno modo e tempo per imparare e possono insegnare ai loro figli molto e crescerli meglio di alcune madri 40enni! Quando si sentono i casi di cronaca sui bambini (casi estremi s’intende) quante volte quelle madri sono adolescenti? Mi sembra mai o quasi! Quando senti tuo figlio dentro di te e quando poi lo guardi negli occhi per la prima volta diventi madre, al di là dell’età! Cerchiamo di giudicare meno e di capire di più.”

(fonte:  it.answers.yahoo.com)

Gravidanze precoci. Sofia, 15 anni: “Dopo nove mesi ho raggiunto una certa serenità”

“Io di anni ne ho 15 e anch’io come Flap sono alla fine della mia gravidanza. Come ci si sente? Beh diciamo che all’inizio c’è troppa confusione e terrore. Non volevo che si sapesse, me ne volevo andare per tutta la gravidanza da qualche parte oppure volevo abortire, anzi diciamo che abortire è stato il mio chiodo fisso perchè avevo troppa paura… paura non tanto dei giudizi, ma della mia vita, di come sarebbe cambiata e di cosa avrei lasciato. Per mesi non mi volevo alzare dal letto e vedevo tutto nero. La situazione in casa era pesante e non vedevo vie d’uscita, volevo morire non più abortire, tutto mi sembrava senza senso, dubbi su dubbi, incertezze che come benzina su fuoco facevano ardere questo desiderio di sparire per sempre!!!!!! E’ stato un periodo bruttissimo, a scuola non volevo che si sapesse non tanto per le malelingue ma per me, non volevo accettare quello che succedeva e non volevo essere etichettata. C’è sempre stato il mio ragazzo che amo e mi è sempre stato vicino, anche se per giorni e giorni l’ho maledetto e gli ho scaricato addosso le mie ansie. Penso che l’amore sia questo, sopportarsi e supportarsi, amarsi e odiarsi, provare sempre qualcosa di imprecisato, ma cmq provare sempre qualcosa. Adesso, dopo 9 mesi e un pancione che pesa e che mi fa girare gli ormoni come sull’autostrada per Firenze, posso dire che sono tranquilla e che non vedo l’ora! Abbiamo atteso la nascita della mia bambina tra lacrime e sorrisi, fughe, litigi, scleri e quante altre cose che non so elencare adesso, però si va avanti, sempre!!!!!!”

(fonte: it.answers.yahoo.com)

 

Gravidanze precoci. Un film che ha fatto discutere: “17 ragazze”

Non ho visto questo film. Riporto un articolo apparso sul web che fornisce degli spunti interessanti sull’ambivalenza del messaggio.

“Essere incinte insieme: saremo libere, felici, autonome. E tutti ci rispetterebbero” in una cittadina della provincia francese 17 liceali tra i 16 e 17 anni rimangono incinte una dopo l’altra. Per la prima di loro, Camille, è stato un incidente, ma nonostante l’incredulità delle amiche decide di tenere il bambino, e non solo, riesce a convincere le altre a fare come lei e insieme, contagiandosi, vanno verso le loro maternità precoci e fuori codice con una certa aria di fiera superiorità, con l’utopia di dar vita anche a un mondo migliore nella loro comune dove andranno a vivere insieme ai nuovi nati.

Succede nel film “17 ragazze”, registe le sorelle Delphine e Muriel Coulin, ispirato da un fatto di cronaca incredibilmente accaduto sul serio, in Massachusets, arrivato nelle sale italiane con divieto a minori di 14, provvedimento motivato per pericolo di emulazione di comportamenti trasgressivi. Provvedimento che fa parlare: “In altri Paesi dall’India agli Stati uniti” sostiene incredula Mouriel Coulin “non abbiamo mai avuto problemi: gli adolescenti ne hanno discusso e avuto reazioni costruttive ovunque”.

Ma forse la faccenda è più delicata e complessa e non è così facile liquidarla con una bella discussione collettiva, perché il film è condito con frasi parecchio ad effetto tipo:  “A 17 anni non si può essere seri, e nessuno può farci niente”, “Perché voi adulti ne avete avuto di idee, che esempi ci avete dato?”,  “Noi non faremo come i nostri genitori” che sembrano costruite apposta per creare una forte identificazione generazionale e risuonare a lungo nelle menti adolescenti.  Per di più il film è stato lanciato con slogan del tipo “soffia un vento meraviglioso di libertà”, “una prova di ribellione e di utopia collettiva”.

Ecco, sulle spalle di queste 17 ragazze che concepiscono il loro piano per sfuggire a una vita noiosa e a famiglie per lo più anonime si carica poi il peso di una scelta rivoluzionaria ed è questo forse l’aspetto delicato di tutta l’operazione, intorno a cui circola un senso di onnipotenza amplificato dal piccolo branco, che si autoesalta fino a coltivare una insidiosa autostima di gruppo.

Una sottesa esaltazione delle piccole madri, proprio come succedeva, ricordate?, nella serie  di Mtv “Sedici anni e incinta e a proposito della quale ci eravamo chiesti se non tendesse a giocare un po’ disinvoltamente con l’effetto emulazione e a riproporre nelle storie delle ragazzine “una sicurezza a tratti superficiale e quasi insolente” . Nel dibattito molto articolato che poi si era sviluppato sul tema avevano scritto parecchie mamme che non nascondevano le perplessità, ma che dicevano di aver tentato di superarle vedendo gli episodi insieme alle figlie e discutendone con loro.

Niente da dire di fronte alla scelta di tenere un bambino se questo bambino ha bussato alla vita in tempi non canonici, ma farne una bandiera di libertà e di affermazione (per quanto ammantata di poesia e di professionalità cinematografica) è rischioso e non rappresenta un progetto educativo strategico per le nuove generazioni. E’ triste se la maternità diventa surrogato di quello che le famiglie e la società non riescono a dare. E forse alle nostre adolescenti potremmo suggerire qualcosa di più.

(fonte: la27a Ora – corriere.it – 28/03/2012)

Gravidanze precoci. MTV: “Teen Mom Special”

Teen Mom
Teen Mom Special 

“Teen Mom Special” è il proseguo di “Sedici anni incinta”. Il Dr Drew discute le novità, le fatiche, i momenti felici e grossi sbagli da quando queste coppie di adolescenti sono diventati mamme o papà. In genere ognuno ha continuato la sua strada separata tra litigi e bisticci. Solo una coppia è rimasta insieme, fatalità quella coppia che ha deciso di dare in adozione la bambina per continuare a studiare al college e la loro vita di adolescenti.

Sono di regola contraria ai reality per definizione: che cosa c’è di meno “reality” di uno che vive con una telecamera puntata addosso?

Il programma, a mio avviso avrebbe il pregio di stimolare un dibattito tra genitori e figli anche per evidenziare come la società americana sia diversa dalla nostra. Loro sono molto “easy” (facili). Durante le interviste con i ragazzi vengono mandati dei segnali di attenzione. Il conduttore ripete molto spesso la domanda: “Che cosa diresti ad un ragazzo della tua età”, “Come è cambiata la tua vita da quando sei diventata mamma?”. C’è, all’opposto, poca educazione sentimentale. Viene ripetuto “fare sesso” come se fosse un atto automatico da cui non ci si possa esonerare e non ci sono approfondimenti su alcune tematiche sollevate dai ragazzi. Insomma a me è sembrato un programma molto commerciale e molto televisivo. Questa sensazione è supportato dalle immagini finali quando in studio entrano i bimbi, tutti meravigliosi. Lì capisci proprio che il messaggio non è chiaro e potrebbe venir interpretato come “tutto sommato è faticoso, ma si può fare”. Chi non si scioglie davanti a due occhioni grandi che ti guardano stupito?

Gravidanze precoci. ONU 2010: “Osservazioni sull’età matrimoniale in alcuni paesi”

In tutto il mondo è aumentata l’età del matrimonio. E’ anche vero che sono cresciute le unioni di fatto che non vengono registrate e non consentono indagini statistiche. Vi sono sempre alcuni paesi in cui l’età del matrimonio per le donne è notevolmente più bassa di quella degli uomini. In Asia e America Latina l’età media è attorno ai 20 anni, ma una considerevole percentuale di ragazze tra i 15-19 anni si unisce di fatto con un uomo, ad esempio in Brasile circa il 24% e il 13% in Perù. In Africa viene confermato che i due terzi delle donne si sposa prima dei 20 anni, con picchi nelle aree rurali dove l’età si può abbassare a meno di 15 anni. Anche in India si segue questa tendenza. Di seguito le percentuali di ragazze tra i 15-19 anni che sono sposate o unite di fatto con un uomo nei paesi di nostro interesse.

Russia 6% Etiopia nd Cina nd Ungheria nd
Colombia 12,5% Polonia nd Vietnam 5% Lituania nd
Brasile 24% India 22% Congo nd Perù 15%
Ucraina 6,5% Bielorussia nd Bulgaria nd Cile 8%

Fonte: United Nations 2010