Gravidanze precoci: “Figli emotivamente e sessualmente immaturi”

Prendendo spunto da un fatto di cronaca (due adolescenti avrebbero fatto sesso in classe e sarebbero stati denunciati dagli stessi compagni) leggiamo le opinioni, condivisibili o meno, sul mondo degli adulti che dovrebbero educare i ragazzi. La prima sezione riguarda una suora, collaboratrice di numerose riviste su temi di morale sessuale e di etica politica, la seconda un genitore.

Roberta Vinerba da http://www.lavoce.it

(…) Questi ragazzi non sono alieni, sono figli nostri. Nostri perché sono lo specchio di una generazione di adulti emotivamente, sentimentalmente, sessualmente incontinenti, che fa di ogni capriccio un diritto, che grida alla violenza sulle donne, mentre vive – anche commercialmente parlando – sullo sfruttamento del corpo della donna. Una donna consenziente a questo, in ultimo, nella misura in cui declama il corpo come strumento.

Una generazione di adulti sconci e immaturi, che irride al pudore e alla castità: mi si spieghi allora perché questi ragazzi non dovrebbero sperimentare qualunque approccio sessuale negli stessi ambienti dove si insegna loro, invece che il linguaggio degli affetti, quello del “sesso sicuro”, ovvero come infilare “correttamente” un condom. Date certe premesse, bisogna avere il coraggio e l’onestà di accettarne le conseguenze, anche quando sono scomode.

 Commento di Alessandro Bruni – genitore biologico e affidatario

Ritengo quanto scritto di Roberta Vinerba motivo di provocatoria riflessione importante. Non tanto per il suo portare “colpe” al sistema più che ai due ragazzi. Essi rimangono responsabili di una grossa sciocchezza, peraltro non condivisa dai compagni che li hanno denunciati. (…)

In definitiva si tratta di un caso di sesso e trasgressione attuato in adolescenza, un’età per sua natura di formazione in divenire, di prove ed errori. Nella fase confusiva e sperimentale che gli adolescenti vivono hanno difficoltà ad assecondare i processi di crescita naturale della coppia cioè la sublimazione del sesso in atti di amore reciproco, la sessualità genitale diventa l’unica modalità di relazione che riescono a vivere (peraltro è questa una condizione presente in molti adulti che malgrado l’età sono ancora affettivamente immaturi).

La ripetizione compulsiva della sessualità genitale cerca di colmare il vuoto di valore, di significato, di felicità che ancora non si è formata. La fase genitale della sessualità ha anche la funzione di conoscenza del proprio corpo e del suo funzionamento biologico nel provare piacere, e poi nel dare piacere. E’ una fase importante nella costruzione che lentamente avverrà nel passaggio dall’io al noi che si verificherà nella costruzione della coppia. (…)

Possiamo dire che nell’adolescenza il rapporto sessuale tende alla affermazione della propria identità sessuale e al prestigio personale e mima i modelli culturali dominanti. Bisogna però ricordare che l’adolescente fugge dalla realtà, vive la sua sessualità nell’immaginario. Questa fuga è fisiologica, ma rimanda ad una educazione alla relazione reale con l’altro.

Indubbiamente le esperienze sessuali precoci ostacolano l’integrazione della genitalità con l’affettività e la stabilità richiesta dalla naturale relazione interpersonale di coppia. Tale dissociazione può persistere anche nella maturità impedendo una naturale integrazione tra eros e amore. (…)

Si dice genericamente che l’affettività la si apprende in famiglia dato che i genitori (oggi intesi non solo come genitori biologici, ma come riferimento di genitorialità) con il loro comportamento sono la fonte del modello affettivo per gli adolescenti. L’affettività è manifestazione pubblica della coppia, mentre l’eros è manifestazione privata. In famiglia l’adolescente vede e constata l’affettività e immagina l’eros genitoriale, mentre nella relazione con i coetanei e sul suo corpo sperimenta l’eros e immagina l’affettività. La fase confusiva troverà armonia solo successivamente nella costruzione della propria identità che sarà più unitaria e totalizzante nelle femmine e più separata nell’uomo che tarderà a comprendere il “noi” della coppia.

Se non si è educati all’affettività, l’energia sessuale dell’adolescenza tenderà a prolungarsi in una lunga fase via via degradativa di puro bisogno personale che fanno della donna un oggetto di scambio e l’uomo un Peter Pan genitale. Conseguentemente la persona che non ha imparato ad amare l’altro viene spinta a fare sesso come unica modalità di relazione di cui è capace. Una modalità, anche adulta, amplificata dai media, pressante e corrente, basata sul narcisismo, l’opportunità, l’oggetto del piacere, il mercimonio, la violenza sessuale. Ovvero quella strada di declino e devianza che è alla base di adulti emotivamente e sessualmente immaturi. Eterni adolescenti fermi alla fase genitale del sesso.

E facciamo finta di scandalizzarci perché adolescenti fanno sesso nel posto sbagliato? Vinerba si chiede: “Sono figli di genitori emotivamente e sessualmente immaturi?” Una provocazione che fa riflettere.

(fonte: crescere.figlialtrui. typepad.com del 28/05/2012)