Gravidanze precoci: “Posizione giuridica delle mamme minorenni”

La madre minore di sedici anni non può riconoscere il figlio naturale.

L’attestazione di nascita non dovrà riportare i dati anagrafici della madre infrasedicenne, bensì la dicitura “donna che non può essere nominata”.

Quando il neonato non è riconosciuto neanche dal padre ultrasedicenne, il Tribunale per i Minorenni adotta gli opportuni provvedimenti a tutela del minore ed apre un fascicolo per la sua adottabilità.

 Nel caso la madre voglia comunque occuparsi del figlio, la procedura di adottabilità è rinviata anche d’ufficio sino al compimento del 16° anno, purché il minore, adeguatamente accudito, abbia un rapporto continuativo con la madre stessa. Non di rado il neonato viene affidato ai nonni e vive quindi in casa anche con la madre. Il tribunale può anche decidere di nominare un tutore provvisorio.

 Al compimento dei sedici anni da parte della madre, se non sono emersi motivi ostativi, la stessa può chiedere un ulteriore periodo di sospensione di due mesi oppure effettuare il riconoscimento. Una volta effettuato il riconoscimento entro i termini suddetti, il tribunale chiuderà la procedura di adottabilità del minore, a meno che non emerga comunque uno stato di abbandono materiale e morale.

 Il riconoscimento tardivo, ossia successivo alla dichiarazione di adottabilità e l’affidamento  preadottivo, è privo di efficacia.

 La madre ultrasedicenne può invece effettuare validamente il riconoscimento di figlio naturale e quindi è titolare di tutti i doveri e tutti i diritti nei confronti del figlio legittimo, tra cui il dovere di mantenerlo, istruirlo ed educarlo tenendo conto delle sue capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni, l’esercizio della responsabilità genitoriale.

 (fonte: savethechildren 2011)

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