Gravidanze precoci. Mamma Carla: “Marisel non è pronta per un’esperienza così impegnativa”

“Sin dall’inizio Marisel era decisa a tenere il bambino. Non nascondo che, invece, mio marito ed io abbiamo preso in seria considerazione l’aborto. Siamo convinti che è un onere troppo grande per nostra figlia fare la mamma adesso. E’ una ragazzina che ha avuto una vita molto difficile, con traumi e ferite ancora aperte. Vive in Italia da troppo poco per essere completamente inserita….non ha, secondo noi, la forza per una responsabilità così immane per lei. Ma l’ultima parola spettava a Marisel perché così vuole la legge per le madri sopra i 16 anni. 

Con la gravidanza si è tranquillizzata. Adesso cerchiamo di essere fiduciosi che questa esperienza possa portare qualcosa di positivo nella sua esistenza.

Dai nostri parenti non abbiamo avuto molto supporto. Anzi, siamo stati criticati perché non l’avremmo sorvegliata abbastanza! Per fortuna i miei suoceri, con la saggezza di chi sa guardare oltre il panico immediato, sono contenti di diventare bisnonni e stanno aspettando con entusiasmo l’evento, senza farcelo pesare.

Noi cercheremo di essere all’altezza del nostro ruolo di genitori e nonni. Stiamo già pensando ad una diversa programmazione familiare per aiutare nostra figlia e garantire una maggiore presenza in casa, anche se non sarà così facile. L’assistente sociale, che ci ha seguiti fino ad oggi, ha detto che ci darà una mano.

Marisel vivrà qui con noi e, in fondo, sono contenta che un ragazzo di quel tipo si sia defilato. Speriamo che non si faccia sentire quando verrà a sapere che è un maschio. In certe culture il sesso del figlio è ancora determinante.”

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