La fuga di Caty: “Un nuovo modo di stare assieme”

Sono passati sei mesi. Siamo riusciti a trovare un minimo di regole di convivenza accettabile: se si impegna a scuola è certo che noi non le stiamo addosso. Ci siamo anche scambiati un po’ di idee sul futuro. Tra un paio d’anni potrebbe avere la sua autonomia economica e, se si sentirà pronta, potrà dividere un appartamento con altre ragazze, stile universitario.

Da parte nostra, abbiamo fatto dei passi avanti. Cerchiamo di non assillarla troppo e cerchiamo di guardare oltre al suo provocatorio disimpegno. Adesso, sapendo che quando sbatte la porta va dalla sua amica, è molto più facile.

Non so se continuerà a funzionare nel medio termine. Inciampando, rialzandoci e cadendo di nuovo abbiamo trovato un nuovo modo di stare assieme.

Mi rendo conto di essere cambiata anch’io. Ora guardo ai ruoli familiari come ad una commedia dove ognuno interpreta la sua parte. Noi adulti, in particolare, non possiamo permetterci di uscire di scena nelle difficoltà. Altrimenti, che adulti saremmo?

Sei mesi fa, nel mezzo della bufera, non avrei ragionato così. Mi accorgo che le tensioni e il conflitto appannano il cervello.