La fuga da casa. Mamma Lorella: “Il ritorno di Connie”.

“Mia figlia è arrivata in Italia a 15 anni. Relazionarsi con una ragazza di questa età non è semplice. E’ nella piena adolescenza con forte spinta all’autonomia prima ancora di aver messo radici.

Per farla breve, dopo litigi furiosi, aggressioni verbali e profonde incomprensioni, a 17 anni era già fuori casa, ospitata dalla mamma del suo ragazzo. E’ inutile dire che noi non eravamo d’accordo. Da allora i contatti sono stati interrotti eccetto per qualche SMS formale nelle festività. Ci siamo dovuti tutelare perché lasciare andare una minorenne implica delle responsabilità: abbiamo avvisato il Tribunale dei Minori che Connie non viveva più con noi per sua libera scelta. Ormai pensavamo di averla persa.

Dopo circa quattro anni ci chiede di incontrarla. Ne esce una storia al ribasso: ha lasciato la scuola, si occupa solo delle faccende domestiche e, per di più, la trattano male. Era una chiara richiesta di tornare a casa. Devo ammettere che lì per lì non abbiamo reagito con entusiasmo. Raccontandola così possiamo apparire due persone algide, ma, per chi non ci è passato, è difficile capire le forti ripercussioni in famiglia di piatti e scarpe che volano per qualsiasi obiezione sollevata!

L’adozione ci ha sconvolto la vita prima, dopo e adesso…. finalmente abbiamo una figlia! Magari in questi anni di allontanamento abbiamo avuto il tempo di elaborare i nostri sbagli e abbiamo imparato a rapportarci meglio con lei, forse anche lei ha capito che scappare da una relazione non paga.

Ora Connie ha ripreso gli studi e, quando parla con noi dei suoi progetti, cerchiamo di assecondare le sue aspirazioni positive. In fondo dei genitori adottivi che accolgono un figlio grande desiderano in primis un rapporto tra persone civili. Il resto maturerà con il tempo.”

0 pensieri riguardo “La fuga da casa. Mamma Lorella: “Il ritorno di Connie”.”

  1. Che dire..… BRAVISSIMI, avete dimostrato una maturità ed un carattere “forte”, poche polemiche “forse” un’eccessiva autocritica, disponibilità all’accoglienza e pronti a rimettersi in gioco …bravi.

    Doppiamente bravi per la forza di carattere che avete dimostrato perchè se ho ben capito come in altri casi simili la storia si ripete.

    L’Ente che vi ha accompagnati è un po’ latitante, amici e parenti che ti dicono o fanno capire “ma chi te lo ha fatto fare di prendere una bambina cosi grande”, per i servizi sociali della zona diventi un peso ed un costo, ti fanno sentire un pò in colpa per quanto è successo oppure compatiti per la disgrazia di avere accolto una bambina “ingrata”, in definitiva devi cavartela da solo con un dolore che ti porterai dentro per sempre….

    Io credo che la vostra testimonianza sia molto bella per la semplicità e la serenità con cui la raccontate, sono convinto che sarete una “bellissima” famiglia, insieme rafforzerete il legame di reciproca accoglienza ed un rispetto “vero” che può portare solamente una crescita comune.

    Piccola parentesi: per mia esperienza personale, nei vari servizi territoriali ho sempre trovato psicologi e/o assistenti sociali preparati e aperti ad accogliere le difficoltà della famiglia. Il problema è negli amministratori e responsabili del settore che vedono (quasi sempre) solamente il lato economico, pertanto è più conveniente lasciare la minore a vivere una vita ”di coppia” a 17 anni o, in altri casi, lasciarla in una qualsiasi famiglia, purchè sia a costo zero.

    Altra considerazione per chi legge: stiamo assistendo ad un caso di un fallimento adottivo o al difficile, ma positivo, inserimento di una minore in una famiglia che comunque è stata ed è presente per aiutarla a sperare e progettare un futuro “sereno” ?

    Un abbraccio con simpatia
    Enrico

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *