La solitudine delle mamme. L’esperto: “Star bene con se stessi”

di Gerardo Magro, pedagogista counselor – tratto da “Genitori senza stress” – Franco Angeli 2002

 “Quanto più ampio è lo scarto tra il modello e la realtà, maggiore è la possibilità di essere schiacciati dalle aspettative mancate, dalle delusioni e dal timore di non farcela “.

“Molti fattori stressanti non possono essere cambiati (…) è semmai necessario cambiare il nostro modo di affrontarli.(…)

Per vincere lo stress è utile rimboccarsi le maniche e iniziare a modificare se stessi cercando di mantenere in buona salute il proprio status psico-fisico-relazionale. (…)

 Ecco alcuni suggerimenti.

– Riconoscere e recuperare il potere personale: ciascuno possiede capacità di far fronte a situazioni difficili. (…) Esiste un minimo spazio di azione che ciascuno può controllare e utilizzare nel miglior modo possibile. (…) imparare a dire di no di fronte a richieste eccessive o gestire secondo i propri principi alcune attività e impegni quotidiani o inventare nuove soluzioni e strategie di azione.

– Riconoscere i propri punti di forza

– Svolgere delle verifiche periodiche: fermarsi ogni tanto a verificare il proprio stato di salute psico-fisico relazionale. Interrogarsi sulla presenza di sintomi somatici, sul proprio livello di serenità e adottare le adeguate strategie d’intervento.

– Conoscere ed esprimere i propri sentimenti: allenarsi a verbalizzare i propri sentimenti come sfogo sia ad una persona vicina sia direttamente al soggetto interessato.

– Rilassarsi a metà giornata e avere momenti di riposo (leggere un libro, quattro chiacchiere con amici, passeggiata, fare brevi viaggi …)

– Risolvere i problemi volta per volta senza accumularli.

– Chiedere aiuto: individuare qualcuno che ti ascolti con attenzione, comprensione ed empatia. Può esser il proprio partner (nel migliore dei casi) o un amico o un consulente. L’obiettivo è quello di condividere con qualcun altro i propri vissuti in modo da sentirsi più leggeri e svuotati. La migliore soluzione sarebbe quella di avere un ventaglio di persone disponibili ad offrire il loro aiuto (nonni, zii, fratelli..). A volte basta un abbraccio di conforto col significato “Forza che ce la fai”.