La solitudine delle mamme. Il personaggio: “Frida”

Frida Kahlo è una ragazza messicana eccentrica e fuori dagli schemi. Studentessa d’arte un giorno è vittima di un grave incidente mentre si trova sull’autobus che la conduce a scuola. Dovrà  essere operata più volte per poter condurre una vita normale. La sua forza di volontà le permette di superare l’infermità e inizia a dipingere. Sulla sua strada incontra Diego Rivera, famoso pittore messicano dell’epoca, iscritto al partito comunista, noto per la sua fama di seduttore. La introduce nel mondo dell’arte e della politica, presentandole illustri personaggi dell’epoca. Tra Frida e Diego nasce un rapporto più forte dell’amicizia, i due si fidanzano e dopo pochissimo tempo si sposano. Tra tradimenti e varie relazioni libere, i due si separano per risposarsi anni dopo. Frida muore a causa di una polmonite a soli 47 anni.

Mi è piaciuta Frida vedendo un film a lei dedicato (“Frida” di Julie Taymor – USA/Canada/Messico 2002). Quello che colpisce di questa donna è la sua forza e, al contempo, fragilità quando capisce di non poter diventare madre. I suoi quadri sono crudi e trasmettono il suo dolore di donna libera, ma non libera abbastanza da superare indenne il grande desiderio di maternità irrealizzato.